Jenne e Trevi nel Lazio, idee a confronto per cambiare le regole del Parco dei Monti Simbruini

By settembre 18, 2026Jenne news

Jenne – Maggiori poteri alla Comunità dei sindaci, partecipazione diretta dei Comuni alla programmazione economica del Parco ed esclusione dei centri abitati dal perimetro dell’area protetta. Sono le principali proposte emerse dall’incontro pubblico “Idee a confronto – Una proposta in comune per un Parco migliore”, che si è svolto nella Sala consiliare di Jenne nella giornata di sabato 12 u.s. con una partecipazione numerosa e attenta.

Al confronto sono intervenuti il sindaco di Jenne Giorgio Pacchiarotti e il sindaco di Trevi nel Lazio Francesco Graziani, insieme a cittadini, associazioni e rappresentanti delle realtà locali. Dall’iniziativa è nato un vero e proprio patto tra le due amministrazioni, finalizzato a elaborare una proposta condivisa per modificare la legge regionale n. 29 sulle aree naturali protette e rivedere alcuni regolamenti del Parco naturale regionale dei Monti Simbruini.

Uno dei temi centrali ha riguardato il ruolo della Comunità dei sindaci, composta dai rappresentanti degli enti locali. Secondo quanto emerso durante il dibattito, l’organismo avrebbe oggi una funzione prevalentemente consultiva, priva di un’effettiva capacità decisionale. La proposta è quella di attribuirgli maggiori poteri, consentendo ai sindaci di contribuire concretamente alle scelte che riguardano il territorio.

In particolare, è stata avanzata l’ipotesi di coinvolgere la Comunità dei sindaci nell’elaborazione del bilancio di previsione annuale e triennale del Parco. La conoscenza diretta delle esigenze locali, secondo i promotori, permetterebbe di offrire un contributo concreto alla programmazione dell’ente, condividendo questa fase con il Consiglio direttivo del Parco.

L’altro punto qualificante riguarda la richiesta di escludere i centri urbani dei Comuni dal perimetro dell’area protetta. L’obiettivo è eliminare passaggi burocratici considerati inutili, soprattutto per gli interventi di manutenzione ordinaria che non modificano lo stato dei luoghi ma richiedono comunque il nulla osta del Parco.

Queste procedure comportano spesso per i cittadini la necessità di rivolgersi a un tecnico specializzato, sostenendo ulteriori costi anche per opere di modesta entità. Durante l’incontro è stato evidenziato come gli interventi edilizi nei centri abitati siano già disciplinati dai piani regolatori comunali, dai regolamenti edilizi e dalle relative norme tecniche di attuazione.

Prima di essere approvati, inoltre, gli strumenti urbanistici acquisiscono i pareri degli enti sovracomunali competenti, compreso quello del Parco. Da qui la contraddizione segnalata dai partecipanti: quando un’opera è già prevista da un piano regolatore sul quale l’Ente Parco ha espresso il proprio parere, il cittadino è comunque costretto a chiedere nuovamente il nulla osta per realizzarla.

Pacchiarotti e Graziani hanno richiamato anche le situazioni di Subiaco e Arsoli, i cui centri urbani risultano esterni al perimetro del Parco. La richiesta è quindi quella di adottare un criterio analogo anche per gli altri paesi dei Monti Simbruini, garantendo regole omogenee e procedure più snelle.

Le osservazioni e i suggerimenti raccolti durante l’incontro saranno ora organizzati in una proposta da trasmettere alla Comunità dei sindaci. L’auspicio espresso da Pacchiarotti e Graziani è che anche gli altri amministratori condividano il percorso, così da formulare unitariamente una richiesta di modifica da sottoporre alla Regione Lazio, competente a intervenire sulla legge.

L’obiettivo non è ridurre la tutela ambientale, ma costruire un Parco più vicino alle comunità che lo abitano, capace di proteggere il patrimonio naturale senza imporre duplicazioni burocratiche e coinvolgendo maggiormente i Comuni nelle decisioni e nella programmazione.