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Jenne in festa per il Ballo della Pantasema: il borgo si accende di colori, emozioni e tradizione

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JENNE – Pubblico delle grandi occasioni ieri sera a Jenne per il tradizionale Ballo della Pantasema, uno degli appuntamenti più caratteristici e sentiti dell’Alta Valle dell’Aniene. Il bellissimo borgo montano si è acceso di luci, colori ed emozioni, trasformandosi ancora una volta nel suggestivo palcoscenico di un rito popolare capace di coinvolgere intere generazioni.

Grande protagonista della serata è stata la splendida PANTASEMA realizzata per l’edizione 2026: un’imponente figura femminile, curata nei minimi particolari e impreziosita da un elegante abito color porpora, decorazioni luminose e un vistoso copricapo. La sua apparizione tra le vie del paese ha immediatamente conquistato il pubblico, suscitando meraviglia, entusiasmo e lunghi applausi. Quest’anno la Pantasema è stata realizzata di una altezza di  quasi 7 metri. 

Residenti, visitatori e turisti si sono raccolti intorno alla gigantesca figura, accompagnandone il ballo in un clima di festa e partecipazione collettiva. Una serata che ha saputo unire musica, gastronomia, spettacolo e convivialità, grazie all’organizzazione della Comunità Giovanile di Jenne e al coinvolgimento dell’intero paese.

Il programma aveva preso il via già nel pomeriggio con l’apertura degli stand enogastronomici e l’intrattenimento musicale degli Start Drinking. In serata, il centro storico si è progressivamente riempito fino all’inizio della grande festa, proseguita tra balli e allegria fino a notte inoltrata. Il momento più atteso è arrivato allo scoccare della mezzanotte, con “Fuoco e fiamme sotto le stelle” e il tradizionale rito conclusivo.

La Pantasema, chiamata comunemente dagli jennesi anche “fantasma”, è un enorme fantoccio dal volto femminile costruito su una struttura di legno e rivestito di cartapesta. Può raggiungere e superare i quattro metri di altezza e viene ogni anno realizzato con un abito e un aspetto differenti, custoditi gelosamente fino alla sua apparizione pubblica.

La tradizione affonda le proprie radici negli antichi riti pagani della cultura contadina, legati al fuoco, al raccolto, alla fine dell’estate e all’inizio di un nuovo ciclo. La figura femminile, dalle forme volutamente imponenti, rappresentava la prosperità, l’abbondanza e la fertilità della terra. Il suo ballo tra la folla era considerato un rito propiziatorio e di rinnovamento.

Al culmine della festa la Pantasema viene affidata al fuoco. Il grande fantoccio arde tra musiche, danze e applausi, liberando simbolicamente la comunità dalle negatività del ciclo trascorso e accompagnandola verso una nuova stagione. La sua distruzione non rappresenta dunque una conclusione definitiva, ma una rinascita: come un’araba fenice, la Pantasema tornerà nuovamente a vivere in una forma diversa. 

Il Ballo della Pantasema è diffuso in diverse località tra Lazio e Abruzzo, assumendo nomi differenti come Pupazza, Mammoccia, Marmotta o Signoraccia. A Jenne, però, ha conservato un’identità particolarmente forte e continua a rappresentare uno dei simboli più autentici della cultura locale.

Anche l’edizione 2026 ha confermato la forza di una tradizione che non appartiene soltanto al passato, ma continua a vivere grazie all’impegno dei giovani e alla partecipazione corale della popolazione. Attorno alla bellissima “fantasma”, ieri sera Jenne ha ritrovato la propria storia, il senso di appartenenza e l’orgoglio di una comunità capace di custodire e rinnovare le sue radici.

“Idee a confronto”: Jenne, Filettino e Trevi nel Lazio sindaci incontrano cittadini e associazioni

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JENNE 9 SETT 2026– Un confronto pubblico per discutere idee, proposte e prospettive comuni sul futuro del territorio e, in particolare, sulle strategie da mettere in campo per valorizzare , migliorare e semplificare   . È questo il senso dell’incontro “Idee a confronto – Una proposta in comune per un Parco migliore”, in programma sabato 12 settembre 2026 alle ore 11.00 nella Sala Consiliare di Jenne.

All’iniziativa prenderanno parte i sindaci di Jenne, (Giorgio Pacchiarotti)  Filettino (Paolo De Meis)  e Trevi nel Lazio (Francesco Graziani),  chiamati a confrontarsi direttamente con cittadini, associazioni e realtà locali su temi di interesse condiviso e sulle possibili azioni da intraprendere attraverso una maggiore collaborazione tra le amministrazioni.

L’appuntamento punta infatti a favorire un dialogo aperto tra istituzioni e comunità, partendo dalle esigenze dei territori e dalla necessità di costruire una visione comune per la tutela, la promozione e lo sviluppo sostenibile dell’area dei monti simbruini .

La scelta di riunire le tre amministrazioni rappresenta anche la volontà di superare i confini comunali e ragionare in una prospettiva più ampia, individuando obiettivi condivisi e strumenti capaci di rafforzare il ruolo delle comunità locali nelle decisioni che riguardano il territorio.

Cittadini e associazioni saranno quindi protagonisti dell’incontro, con la possibilità di contribuire al dibattito attraverso osservazioni, proposte e suggerimenti.

L’appuntamento è dunque fissato per sabato 12 settembre alle ore 11.00 presso la Sala Consiliare di Jenne, per una mattinata di confronto istituzionale e partecipazione pubblica dedicata al nostro futuro   e delle comunità che ne fanno parte.

Jenne nel cuore dell’Europa sulle orme di Fogazzaro: la delegazione comunale a Montegalda ed Eichstätt

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JENNE – Tre giorni intensi tra cultura, tradizioni e integrazione europea per la delegazione istituzionale di Jenne, composta dal vicesindaco Cristiano Lauri e dal presidente della Pro Loco Giovanni Proietti. Il viaggio ha toccato prima Montegalda, in provincia di Vicenza, e successivamente Eichstätt, in Germania, consolidando i rapporti tra comunità unite dalla figura e dall’opera dello scrittore Antonio Fogazzaro.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di collaborazione costruito negli anni tra Jenne, Montegalda, Eichstätt e Valsolda, località profondamente legate alla vita e alla produzione letteraria dell’autore vicentino. Un itinerario culturale che associa Eichstätt a “Il mistero del poeta”, Jenne a “Il Santo”, Montegalda a “Piccolo mondo moderno” e Valsolda a “Piccolo mondo antico”.

La presenza del vicesindaco Lauri e di Giovanni Proietti ha permesso a Jenne di rinnovare il proprio impegno in una rete di rapporti e gemellaggi che utilizza la letteratura come strumento di incontro tra territori, popoli e tradizioni differenti. Già in precedenti occasioni le comunità coinvolte avevano promosso iniziative comuni, tra cui un concorso fotografico dedicato proprio ai luoghi fogazzariani.

Dopo la tappa a Montegalda, la delegazione ha raggiunto Eichstätt, dove ha partecipato alle giornate conclusive del Volksfest, la storica festa popolare bavarese conosciuta anche come “Eichstätter Wiesn”. Una manifestazione nata nel 1812 e capace ancora oggi di coinvolgere l’intera città attraverso musica, spettacoli, gastronomia e antiche usanze locali.

Particolarmente emozionante è stata la grande sfilata conclusiva di domenica 6 settembre. Il corteo ha attraversato il centro cittadino con la partecipazione di numerosi giovani in abiti tradizionali, carri trainati dai cavalli, gruppi folkloristici, artisti e diverse bande musicali provenienti anche dai centri vicini.

Lungo le strade, sui marciapiedi e alle finestre, tantissime persone hanno seguito il passaggio dei gruppi, applaudendo e salutando i partecipanti. Grande entusiasmo ha accompagnato la rappresentanza italiana: al suo passaggio, dal pubblico si sono levati calorosi “Viva l’Italia” e numerosi “ciao”, a testimonianza dell’amicizia e della simpatia che legano la comunità bavarese al nostro Paese.

La tre giorni ha rappresentato molto più di una semplice visita istituzionale. È stata un’esperienza di conoscenza reciproca, condivisione culturale e integrazione delle tradizioni, nella quale le identità locali non sono rimaste chiuse nei rispettivi confini, ma hanno saputo dialogare e arricchirsi attraverso l’incontro.

Cristiano Lauri e Giovanni Proietti hanno rappresentato Jenne in un contesto internazionale, portando con loro la storia, la cultura e l’identità del borgo. Il viaggio ha inoltre confermato quanto l’opera di Antonio Fogazzaro continui a costituire un ponte vivo tra l’Italia e la Germania, capace di unire comunità lontane geograficamente ma vicine per sensibilità, memoria e desiderio di collaborazione.

Durante le fai delle accoglienze ufficiali,  il vice sindaco Lauri ha portato alla comunità di Eichstatt il saluto del sindaco Giorgio Pacchiarotti, così come per Montegalda, tutti legati dalle orme del grande scrittore Antonio Fogazzaro.

La delegazione jennese è rientrata con un bagaglio di emozioni, relazioni e nuove prospettive, rafforzando un percorso che potrà tradursi in ulteriori iniziative culturali e occasioni di scambio tra le comunità coinvolte.

 Di seguito: Il vice sindaco di Jenne Cristiano Lauri, con la vice sindaca di Eichstatt Martina Edl, il sindaco di Montegalda Andrea Nardin e l’assessore di Montegalda Roberto Tonello.

Jenne, successo per Enrico Montesano: gusto e spettacolo protagonisti nella perla della Valle dell’Aniene

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JENNE – Grande successo sabato sera a Jenne per lo spettacolo di Enrico Montesano, protagonista assoluto in piazza Vittorio Emanuele III davanti a un pubblico numeroso ed entusiasta. Una serata attesa da settimane, inizialmente prevista per il 16 agosto e poi rinviata a causa del maltempo, che ha finalmente regalato al borgo dei Monti Simbruini un appuntamento di grande richiamo.

Lo spettacolo è arrivato al termine della 39ª Sagra degli ’Ndremmappi, trasformando la serata in un riuscito connubio tra gusto, tradizione e intrattenimento. La manifestazione gastronomica, tra le più rappresentative dell’identità jennese, ha riportato al centro la caratteristica pasta locale, riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Lazio e valorizzata negli ultimi anni anche attraverso un marchio collettivo.

Poi spazio al grande mattatore romano. Montesano ha conquistato la piazza con quello stile che da decenni rappresenta uno dei suoi tratti distintivi: comicità immediata, dialogo diretto con il pubblico, ricordi, personaggi, ironia e momenti di riflessione. Il suo attuale spettacolo, “Ottanta voglia di stare con voi… e di dire la mia!”, alterna infatti gag, memoria del varietà televisivo e passaggi più riflessivi, costruiti proprio sul rapporto continuo con gli spettatori.

Il pubblico di Jenne ha risposto con calore, accompagnando il celebre artista con risate, applausi e partecipazione. Montesano ha dimostrato ancora una volta quella capacità rara di attraversare generazioni diverse, riportando sul palco la sua lunga storia di teatro, cinema e televisione senza perdere il contatto con l’attualità e con il gusto della battuta.

La serata ha rappresentato così uno degli appuntamenti più riusciti di questa fase conclusiva dell’estate jennese. Prima la tradizione gastronomica, poi lo spettacolo: due anime diverse ma perfettamente complementari, capaci di riempire il centro storico e di offrire a residenti e visitatori una serata di forte richiamo.

Ancora una volta Jenne ha saputo valorizzare la propria identità con una formula semplice ma efficace: territorio, sapori autentici e grandi nomi dello spettacolo. E nella suggestiva cornice di piazza Vittorio Emanuele III, la “Perla della Valle dell’Aniene” ha chiuso la serata tra applausi, sorrisi e quella sensazione di festa che solo i grandi appuntamenti popolari riescono a creare.

Enrico Montesano arriva a Jenne, grande attesa per lo spettacolo del celebre artista romano

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JENNE – Sarà Enrico Montesano il grande protagonista della serata in programma sabato 5 settembre a Jenne. Il celebre attore romano arriverà nel suggestivo borgo dei Monti Simbruini per uno spettacolo molto atteso, con inizio alle ore 21.30. L’evento già previsto per lo scorso 16 Agosto venne rinviato causa maltempo.

L’appuntamento recupera l’esibizione prevista durante il cartellone estivo di agosto e annullata a causa del maltempo. L’attesa, dunque, è ancora maggiore per un evento che richiamerà a Jenne appassionati e visitatori provenienti dall’intera Valle dell’Aniene e dai territori vicini.

Le previsioni indicano questa volta una giornata splendente, con condizioni favorevoli anche durante le ore serali. L’estate jennese, quindi, non è ancora terminata e si prepara a regalare al pubblico un’altra serata di qualità nel segno della comicità e dello spettacolo dal vivo.

Enrico Montesano è uno degli artisti più popolari e rappresentativi dello spettacolo italiano. Attore, comico, regista e mattatore televisivo, ha attraversato oltre mezzo secolo di cinema, teatro e televisione conquistando generazioni diverse grazie alla sua ironia immediata e alla capacità di raccontare vizi, virtù e contraddizioni della società italiana.

Dagli esordi nei locali romani ai grandi varietà televisivi, Montesano ha costruito una carriera costellata di successi. È rimasto nella memoria collettiva attraverso personaggi diventati autentiche icone, come “Er Pomata” di “Febbre da cavallo” e il protagonista de “Il conte Tacchia”, oltre alle interpretazioni teatrali nelle grandi commedie musicali, tra le quali “Rugantino”.

Lo spettacolo di Jenne offrirà al pubblico l’opportunità di incontrare da vicino un artista capace di alternare comicità, satira, racconto e memoria, mantenendo sempre vivo quel rapporto diretto con gli spettatori che rappresenta uno dei tratti distintivi della sua lunga carriera.

A fare da cornice all’arrivo di Montesano sarà la tradizionale Sagra degli ’Ndremmappi. Gli stand gastronomici apriranno alle ore 20 con il caratteristico piatto della cucina jennese e altre specialità locali. Alle 21.30 la scena sarà tutta per Enrico Montesano, protagonista assoluto di una serata che si annuncia già come uno degli appuntamenti più importanti di questa conclusione d’estate a Jenne.

Jenne celebra le sue tre confraternite: una giornata di fede, memoria e comunità

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JENNE – Una giornata intensa, partecipata e carica di significato quella vissuta sabato scorso a Jenne, dove l’amministrazione comunale ha voluto rendere omaggio alle tre confraternite presenti nel paese: la Confraternita di San Rocco, la Confraternita dello Sposalizio di Maria Santissima e la Confraternita di San Giuseppe.

All’iniziativa hanno preso parte una quarantina di persone, tra confratelli, consorelle e rappresentanti dell’amministrazione comunale. Presenti anche i tre presidenti delle confraternite: Angela Camilli per le consorelle dello Sposalizio di Maria Santissima, Gianni Graziosi per la Confraternita di San Rocco e Fulvio Lauri per la Confraternita di San Giuseppe.

La giornata è iniziata con il ritrovo nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo, dove alle 11.30 è stata celebrata una Santa Messa particolarmente suggestiva e partecipata.

Al termine della celebrazione, il sindaco Giorgio Pacchiarotti ha consegnato un omaggio floreale a Giuseppina Camilli, 95 anni, appartenente alle consorelle dello Sposalizio di Maria Santissima. Un riconoscimento simbolico ma molto sentito, rivolto alla più anziana tra tutti gli iscritti alle tre confraternite e anche a colei che vanta una delle più lunghe appartenenze, essendo iscritta da oltre quarant’anni.

L’amministrazione ha inoltre voluto consegnare un piccolo dono ai tre presidenti delle confraternite: un libricino contenente spunti di riflessione e meditazioni, pensato come accompagnamento al delicato compito di guida delle rispettive associazioni religiose.

Dopo i momenti vissuti in chiesa, il sindaco, l’amministrazione comunale, i confratelli e le consorelle si sono ritrovati tutti insieme a pranzo presso l’ostello di Jenne, dove la giornata è proseguita in un clima di grande convivialità e partecipazione.

A conclusione delle celebrazioni, il vicesindaco Cristiano Lauri ha invitato tutti a prendere parte, in serata, al concerto dell’Armonia Corale Piana del Cavaliere, appuntamento che ha poi fatto registrare un grande successo di pubblico.

Una giornata che ha unito spiritualità, tradizione e senso di appartenenza, mettendo al centro il ruolo delle confraternite come parte viva della storia religiosa e sociale di Jenne.

Jenne, grande successo per le emozioni tra terra e cielo con l’Armonia Corale Piana del Cavaliere

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JENNE – Grande partecipazione e lunghi applausi ieri sera nella suggestiva cornice della chiesa di Sant’Andrea Apostolo, dove si è svolto il concerto dell’Armonia Corale Piana del Cavaliere, diretta dalla maestra Beatrice Minati, con la parimenti brava Catia Colelli al pianoforte. Una serata di grande spessore musicale e culturale, capace di coinvolgere il pubblico in un percorso intenso e raffinato, più volte interrotto dagli applausi per la qualità delle esecuzioni e per la forza espressiva dell’intero programma.

L’acustica particolare della chiesa ha contribuito ad esaltare ulteriormente le qualità vocali del coro e l’accompagnamento pianistico, valorizzando armonie, dinamiche e sfumature di un repertorio costruito come un vero viaggio narrativo. Il filo conduttore della serata è stato “Cantimus de amore: tra terra e cielo”, un percorso dedicato all’amore inteso come forza capace di unire ciò che è profondamente umano a ciò che tende verso l’alto, fino alla dimensione spirituale.

Il concerto si è sviluppato attraverso tre grandi momenti ideali: la terra, il cuore e il cielo. La prima parte, dedicata a “La terra, radici e passione”, ha raccontato l’amore come appartenenza, desiderio, legame con la propria terra e forza vitale. In questa sezione sono stati proposti brani di forte intensità come “No Potho Reposare”, della tradizione sarda, “Tutte li fundanelle” della tradizione abruzzese, il “Madrigale Terzo” di Lorenzo Donati e “Cantar”, inserito nel programma al posto di “Libertango”.

Il percorso è poi entrato nella parte più intima con “Il cuore, dove il confine si fa sottile”, momento in cui terra e cielo simbolicamente si incontrano dentro l’uomo. Qui il programma ha proposto “Esta Tierra” di Javier Busto, “Se” da “Nuovo Cinema Paradiso” di Ennio Morricone e “Dirait-on” di Morten Lauridsen, pagine capaci di restituire delicatezza, nostalgia e bellezza.

Infine lo sguardo si è elevato verso “Il cielo, la dimensione sacra”, con un crescendo spirituale affidato al “Magnificat” di Francesco Durante, a “Cantate Domino” di Michael Trotta e a “Jubilate Deo” di Peter Anglea. Un finale concepito come passaggio dalla dimensione terrena a quella del mistero, della lode e dell’eterno.

A chiudere idealmente il viaggio è stato “Cantimus de amore” di Mark Hayes, sintesi dell’intero progetto: l’amore come unica forza capace di tenere insieme “l’argilla di cui siamo fatti e le stelle a cui tenacemente guardiamo”.

Il pubblico ha seguito con grande attenzione e partecipazione l’intera esibizione, tributando numerosi applausi ai coristi, alla direttrice Beatrice Minavi e a Catia Colelli al pianoforte. La soddisfazione espressa al termine del concerto ha confermato la piena riuscita di un evento che ha saputo unire qualità musicale, cultura e suggestione spirituale.

Per Jenne è stata così una serata particolarmente intensa: la musica ha trovato nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo uno spazio ideale, trasformando il concerto in un’esperienza capace di accompagnare il pubblico, davvero, dalla terra al cielo.

Da Anzio a Jenne per fare la carta d’identità, Marigliani (FI): «Un plauso al Comune»

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JENNE – Da Anzio a Jenne per ottenere la Carta d’Identità Elettronica senza dover attendere mesi per un appuntamento. A mettere in evidenza il servizio garantito dall’Ufficio Anagrafe del piccolo centro della Valle dell’Aniene è Massimiliano Marigliani, consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale e capogruppo di Forza Italia ad Anzio, che ha espresso pubblicamente il proprio apprezzamento nei confronti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giorgio Pacchiarotti.

Al centro dell’intervento di Marigliani c’è la possibilità offerta dal Comune di Jenne di richiedere la Carta d’Identità Elettronica anche per i cittadini non residenti, un servizio che sta richiamando persone provenienti anche da comuni molto distanti proprio per la rapidità con cui è possibile ottenere un appuntamento.

«Voglio esprimere un personale plauso e gratitudine al Comune di Jenne, guidato dal sindaco Giorgio Pacchiarotti, che porta avanti e promuove la possibilità nell’Ufficio Anagrafe di richiedere la Carta d’Identità Elettronica anche ai non residenti», afferma Marigliani.

Secondo quanto evidenziato dal consigliere metropolitano, attraverso il servizio attivato a Jenne è possibile riuscire a prenotare la pratica nell’arco di tre o quattro giorni, evitando così le attese che in altre realtà possono protrarsi anche per diversi mesi soltanto per ottenere l’appuntamento.

Una possibilità che negli ultimi mesi avrebbe registrato un’importante adesione da parte dei cittadini, favorita anche dal potenziamento del personale comunale.

Marigliani pone l’accento proprio su quest’ultimo aspetto, sottolineando lo sforzo sostenuto da un Comune dalle dimensioni demografiche molto contenute per mantenere e potenziare i propri servizi.

«Un ulteriore plauso va a questa amministrazione che, affrontando un importante sforzo economico per un comune piccolissimo, ha deciso di investire sui giovani, dando ai neo assunti la possibilità di lavorare e vivere nella propria Jenne».

Il servizio anagrafico diventa così, secondo Marigliani, un esempio di come anche una piccola amministrazione possa trasformare il rafforzamento degli uffici in un servizio utile non soltanto alla popolazione residente, ma anche ai cittadini provenienti da altre realtà del territorio metropolitano, coniugando efficienza amministrativa e opportunità occupazionali per i giovani.

Jenne, un percorso intenso di musica e spiritualità nel concerto di Jacopo Zembi

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JENNE – Non un semplice concerto, ma un autentico percorso di spiritualità attraverso la musica. La suggestiva cornice della chiesa di Sant’Andrea Apostolo di Jenne ha accolto ieri pomeriggio un pubblico delle grandi occasioni per il concerto d’organo del maestro Jacopo Zembi, appuntamento che ha saputo unire l’elevato valore musicale a momenti di profondo raccoglimento e meditazione.

Alle ore 18 le sonorità dell’organo hanno iniziato a riempire la chiesa, accompagnando il pubblico lungo un itinerario significativamente intitolato “Il Tempio e la Preghiera – Viaggio nella spiritualità organistica europea”. Un programma concepito non come una semplice successione di composizioni, ma come un viaggio attraverso epoche e differenti tradizioni musicali europee, nel quale l’organo è diventato di volta in volta «architettura, danza, voce della liturgia, canto e meditazione».

Ed è stata proprio questa particolare costruzione a conferire al concerto un carattere fortemente spirituale. Musica e silenzio, solennità e raccoglimento si sono alternati all’interno della chiesa di Sant’Andrea, suscitando emozione e ripetuti applausi da parte del numeroso pubblico presente.

Il viaggio musicale si è aperto con Johann Sebastian Bach e la Fantasia e Fuga in sol minore BWV 542, scelta per rappresentare “la grande architettura”: un ingresso solenne nel quale il suono dell’organo ha idealmente costruito e ridisegnato lo spazio del tempio.

Il percorso si è poi sviluppato attraverso la brillantezza della scuola del Nord Europa e la cantabilità italiana con Jan Pieterszoon Sweelinck e il suo Ballo del Granduca, per proseguire con tre pagine liturgiche di Domenico Zipoli, All’Offertorio, All’Elevazione in Do e Al Post Communio.

Particolarmente intensa la sezione dedicata alla preghiera romantica, con l’Ave Maria di Alexandre Guilmant e la Prière à Notre-Dame di Léon Boëllmann, composizioni nelle quali la dimensione religiosa assume il carattere intimo e personale della voce umana.

Il concerto è quindi entrato nel cuore della memoria e della meditazione attraverso Marco Enrico Bossi, Johann Pachelbel e, soprattutto, Bonaventura Somma. Dalla Suite Francescana per organo sono stati eseguiti il “Cantico del Sole – Lauda”, pagina di lode al creato, e “La Porziuncola – Preghiera”, ispirata alla contemplazione e alla pace del piccolo santuario di San Francesco.

Un passaggio che ha dato all’intero appuntamento una forte ispirazione francescana, particolarmente significativa anche per la figura dello stesso interprete.

Jacopo Zembi, nato a Perugia nel 1991, si è laureato con il massimo dei voti in Organo e Composizione Organistica al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia e ha svolto attività concertistica in Italia e in Europa. Dal settembre 2020 presta servizio come organista presso la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola ad Assisi e dal 2024 ha ricevuto il titolo di Maestro Organista Titolare ad Tempus della Basilica, accompagnando anche la Corale Porziuncola nelle celebrazioni domenicali e nelle solennità.

A chiudere idealmente il cerchio è stato ancora Bach, questa volta con la luminosa Pièce d’Orgue – Fantasia in Sol maggiore BWV 572. Dal carattere drammatico del Sol minore dell’apertura alla luminosità del Sol maggiore conclusivo: un passaggio dall’ombra alla luce che ha dato compimento all’intero itinerario musicale e spirituale.

Nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo, dunque, l’organo non è stato soltanto uno strumento musicale. È diventato voce e racconto, capace di attraversare secoli di musica europea e di accompagnare l’ascoltatore verso una dimensione più intima.

Una serata di grande intensità che Jenne ha accolto con una partecipazione andata oltre le aspettative: un pubblico attento, emozionato e generoso negli applausi, per un appuntamento nel quale la musica ha saputo trasformarsi in autentico momento di contemplazione.

Jenne, tutto pronto per la gara della Ruzzica “Sotto glio’ sole!”

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JENNE – Le ruzziche sono pronte e cresce l’attesa a Jenne per uno degli appuntamenti che più di altri raccontano l’identità, la memoria e le radici popolari del paese. Giovedì 20 agosto 2026, dalle ore 8.00, in località Cesarea, prenderà il via la Gara di Ruzzica “Sotto glio’ sole!”, dedicata a un gioco antichissimo che a Jenne continua a essere tramandato di generazione in generazione. L’appuntamento è inserito nel ricco calendario dell’Estate Jennese 2026.

Non sarà soltanto una competizione. La ruzzica rappresenta infatti un vero patrimonio della comunità jennese, capace ancora oggi di riunire generazioni diverse e di riportare alla memoria un tempo nel quale il divertimento nasceva da cose semplici, dalla strada e soprattutto dalla voglia di stare insieme.

A Jenne questa tradizione non è mai scomparsa. Jennenews la descrive come un’usanza che ancora oggi viene mantenuta viva e che ogni estate è celebrata con un forte coinvolgimento popolare. Le sue origini affondano nell’antica cultura agricola dell’Italia centrale: il gioco della ruzzica era particolarmente diffuso nel Lazio, in Abruzzo e nelle Marche e veniva praticato soprattutto nei giorni di festa.

In origine a essere fatta rotolare lungo il percorso era addirittura una forma di formaggio stagionato, generalmente pecorino, preparata in maniera tale da risultare particolarmente dura e resistente. L’obiettivo era lanciarla e farla avanzare il più lontano possibile lungo un tracciato prestabilito. In alcune località si utilizzava anche una fune avvolta attorno alla ruzzica per imprimere maggiore forza al lancio. Con il trascorrere del tempo il formaggio è stato sostituito prima dal legno e successivamente dalla gomma.

A Jenne, però, al di là dei materiali e dell’evoluzione del gioco, è rimasto intatto soprattutto lo spirito della ruzzica: la sfida, l’abilità dei lanciatori, le battute, la partecipazione di chi segue la gara e quel senso di appartenenza che accompagna le tradizioni autenticamente popolari.

Non a caso già lo scorso 11 agosto i Giardini Pubblici avevano ospitato la Giornata della Ruzzica, curata dal Centro Anziani di Jenne APS, con un percorso dedicato proprio alla storia dell’antichissimo gioco e alla sua evoluzione attraverso i racconti dei maestri ruzzicari.

Ora arriva il momento della gara vera e propria. Giovedì mattina, in località Cesarea, torneranno dunque i lanci, le sfide e l’immancabile spirito goliardico. Tutto è pronto: le ruzziche aspettano soltanto di tornare a correre sulla strada.

“Sotto glio’ sole!”, come recita significativamente il nome della gara, Jenne rinnoverà così ancora una volta una tradizione che non appartiene soltanto al passato, ma continua a vivere nel presente come parte integrante del patrimonio culturale e identitario degli jennesi.