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A Jenne al via la rivoluzione urbanistica a costo zero con l’EcoSismaBonus

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Jenne – Si è svolta nel pomeriggio di ieri una interessante riunione pubblica sul tema dell’Ecosisma Bonus 110%. Il progetto presentato ha fatto riscontrare un grande interesse da parte della cittadinanza e coordinato unitamente all’Università Roma Tre, Università dell’Aquila, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. In particolare i tecnici della società M3S, leader nel settore, hanno spiegato in lungo ed in largo le amplissime possibilità applicative delle agevolazioni. Tutto il territorio comunale è interessato, e molti hanno già aderito all’iniziativa sin da ieri.

Il coordinamento, nella fase preliminare sarà organizzato dall’Amministrazione Comunale di Jenne. Il primo passaggio per le varie situazioni in esame, consiste nella fase di valutazione di conformità urbanistica che sarà svolta senza alcun onere per i proprietari, prescidendo dagli esiti che ne deriveranno. Questo servizio, che consiste in una attenta valutazione dello stato dell’immobile, ricognizione strutturale e verifica degli iter burocratici, solitamente viene comunque posto a carico dei cittadini, ma a Jenne, con soddisfazione si riesce a fornire per l’appunto in forma totalmente gratuita.

Dopo la prima fase di conformità si procederà poi ai passaggi successivi con la redazione del progetto ed alla sua attuazione, tutto avverrà a costo zero. Inoltre gli immobili interessati ad interventi saranno dotati di una speciale apparecchiatura che controllerà la stabilità ed i movimenti dell’edificio per una durata continuativa di 8 anni. Il macchinario, altamente innovativo sarà collegato con una central edi valutazione e costante monitoraggio H24.

“Con questa iniziativa – spiega il Sindaco Giorgio Pacchiarotti – l’amministrazione comunale intende cogliere una pluralità di obiettivi: quello di fornire ai cittadini la possibilità di rendere le loro proprietà piu’ sicure e con quello di migliorare notevolmente l’aspetto urbanistico del nostro territorio. Infatti gli interventi potranno riguardare anche il rifacimento e sistemazione delle facciate esterne degli immobili.”

Inoltre, secondo quanto emerso ieri nel corso della riunione, tutti i richiedenti saranno seguiti da una task force di tecnici che provvederanno ad avviare tutti gli iter necessari a norma di legge e l’esecuzione dei lavori sarà realizzata tutta alla regola dell’arte e seguendo tutte le prescrizioni previste dall’Eco-Sisma Bonus.

Con l’attuazione del progetto dunque Jenne oltre ad essere ancora piu’ bella avrà immobili sicuri e certificati per una rivalutazione del tessuto urbanistico ed immobiliare territoriale.

Il Superbonus 110, come noto,  è la nuova misura prevista dal Decreto Rilancio che permette la detrazione fiscale del 110% per interventi di riqualificazione energetica e sismica.

Eco Bonus 110% e valorizzazione dei centri storici: incontro pubblico a Jenne

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Jenne – L’Amministrazione Comunale rende noto che il giorno Martedì  15 giugno 2021 , alle ore 14,30 presso la Sala consiliare del Comune di Jenne, avrà luogo  una riunione con i tecnici della società M3S in riferimento ad un accordo con ANCI (Associazione Comuni Italiani) per la salvaguardia e la valorizzazione  dei centri storici attraverso il Sisma – Sco bonus .

Il progetto in presentazione riguarderà anche gli immobili al di fuori del centro storico.

I cittadini interessati possono partecipare per ricevere informazioni utili ad una eventuale adesione all’iniziativa.

Nella fase iniziale il comune di Jenne assumerà il ruolo di coordinamento.

 

Il Superbonus 110 è la nuova misura prevista dal Decreto Rilancio che permette la detrazione fiscale del 110% per interventi di riqualificazione energetica e sismica.

Sismabonus

Il decreto Rilancio aumenta al 110% il sismabonus ordinario, che agevola gli interventi di messa in sicurezza antisismica delle abitazioni e degli edifici produttivi in zona di rischio sismico 1, 2 e 3. Un tecnico abilitato dovrà asseverare l’efficacia dei lavori alla riduzione del rischio sismico (Dm 58/2017) e la congruità delle spese. Anche in questo caso serve il visto di conformità, e il professionista che apporrà il visto verificherà anche l’asseverazione.

I Bonus potenziati al 110% si applicano per interventi effettuati su:

  • Parti comuni di edificio
  • Singole unità immobiliari possedute da persone fisiche al di fuori dell’esercizio dell’attività d’impresa, arti o professioni
  • Edifici unifamiliari o singole unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno.
Ai fini del Superbonus 110% non ci sono limiti quantitativi per gli immobili oggetto dell’intervento

 

 

Interventi ammessi

La detrazione potenziata al 110% spetta, sempre per le spese sostenute dal 1 luglio 2020 sino al 30 giugno 2022, per tutti gli interventi già ammessi alla detrazione. Quindi per il Sismabonus singole unità, il Sismabonus condomini e Sismabonus acquisti, negli stessi limiti di spesa già previsti, su edifici in zona 1, 2 e 3 (viene espressamente esclusa la sola zona 4).

  • Interventi antisismici generici
  • Con riduzione di una o due classi di rischio sismico
  • Con riduzione di una o due classi di rischio sismico per parti comuni di condomini e simili
  • Fabbricati demoliti e ricostruiti da imprese costruttrici e venduti entro 18 mesi

Per tali interventi, in caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione Irpef del premio assicurativo è aumentata dall’attuale 19%7 al 90%. La detrazione spetta anche per l’installazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici se effettuata congiuntamente a uno degli interventi da Sismabonus, nel rispetto dei limiti di spesa previsti dalla legislazione vigente per i medesimi interventi.

Comunque moltissime sono le potenzialità e gli ambiti applicativi, nel corso dell’evento saranno peraltro illustrate tutte le modalità per ottenere il SismaBonus.

 

Assegnazione borse di studio, al via il bando per le assegnazioni

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Jenne 8 giugno 2021 – E’ stato pubblicato dal Comune di Jenne il Bando per procedere alla assegnazione di Borse di studio per l’anno scolastico 2020/2021.

La domanda, firmata da uno dei due genitori o dalla persona che esercita la responsabilità genitoriale o dal beneficiario, se maggiorenne, deve essere presentata per singolo beneficiario entro e non oltre le ore 13:00 del giorno VENERDI’ 18 GIUGNO 2021.
Il Comune di Jenne provvederà alla valutazione formale delle domande per l’ammissibilità, in base ai requisiti previsti dalla D.G.R. 222/2021 e in seguito provvederà alla trasmissione delle domande ammissibili alla Direzione Regionale Lazio Istruzione, Formazione, Ricerca e Lavoro.
La Direzione Regionale provvederà ad adottare un’unica graduatoria regionale in ordine crescente di ISEE, riconoscendo la precedenza allo studente più giovane d’età in caso di parità
di ISEE. L’importo della singola borsa di studio ammonta ad € 200,00 rideterminabile in rapporto al numero totale dei richiedenti ed alle risorse finanziarie disponibili nel limite
massimo di € 500,00 come previsto dalle disposizioni ministeriali.

Questo l’avviso integrale:

Avviso Borsa di Studio Comune di Jenne giugno 2021

Questo il modello di domanda

MODELLO DOMANDA ASSEGNAZIONE BORSE DI STUDIO COMUNE DI JENNE

Presentata a Jenne la prima proposta del nuovo Piano Regolatore Generale

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Jenne – Ieri presso la sala consiliare si è svolta alle ore 18.00 la prima riunione pubblica con la quale l’Arch. Capuani, ha relazionato sul piano regolatore generale di Jenne. Una proposta di pianificazione sulla quale è avvenuto un proficuo confronto con la cittadinanza. Il sindaco Giorgio Pacchiarotti ha illustrato l’iter del PRG preceduto da una attenta fase di predisposizione. A questo incontro ne seguiranno altri, per sempre meglio approfondire questo importante argomento di sviluppo territoriale.

Capuani, con l’ausilio di uno schermo e delle slide opportunamente predisposte ha spiegato in sequenza tutta l’analisi che ha  portato alla redazione del piano aprendo il confronto e l’approfondimento relativo alle scelte in relazione con gli aspetti tecnici.

 

 

 

Costone franoso dei Monasteri benedettini, al via i lavori di messa in sicurezza

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Jenne – Si intravede una luce dopo tanto tempo per la messa in sicurezza del costone franoso nei pressi dei Monasteri che ebbe a causare con la sua interruzione viaria una molteplicità di disagi per la popolazione di Jenne nei collegamenti con Subiaco.
Questa mattina è  stato aperto ufficialmente  il cantiere per la messa in sicurezza del costone del Monastero di Santa Scolastica. Dunque  finalmente partiranno i lavori, per oltre 1 milione di euro. Si tratta di un importante intervento che dovrà essere realizzato in 150 giorni. Gli interventi sono realizzati dalla Regione Lazio.

12 maggio giornata internazionale dell’infermiere: “ovunque per il bene di tutti”

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Jenne  – Il 12 maggio 1820 è nata Florence Nightingale, fondatrice delle Scienze infermieristiche moderne. L’International Council of Nurses ricorda questa data celebrando in tutto il mondo la Giornata internazionale dell’Infermiere.

A partire dal 1992 la Federazione nazionale Collegi Ipasvi sostiene la Giornata internazionale dell’Infermiere anche con la diffusione di manifesti che sottolineano l’impegno degli infermieri italiani sui temi della solidarietà e dell’alleanza con i pazienti e le loro famiglie. Gli slogan proposti in oltre un decennio ribadiscono tutti la scelta di stare “dalla parte del cittadino”.

Il 12 maggio è così diventato l’occasione per far sì che la professione infermieristica “parli un po’ di sé” con i ricoverati negli ospedali, con gli utenti dei servizi territoriali, con gli anziani, con gli altri professionisti della sanità, con i giovani che devono scegliere un lavoro, con tutti coloro – insomma – che nel corso della propria vita hanno incontrato o incontreranno “un infermiere”.

Nel corso di questa pandemia, gli infermieri sono stati e sono “ovunque per il bene di tutti”, un grazie di cuore all’Assessore infermiere Cristiano Lauri, per quanto ha fatto e per quanto continua a fare per la sua comunità jennese.

Veroli, Clementina Giannetti festeggia trent’anni di professione per passione

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Jenne – La dottoressa Clementina Giannetti festeggia oggi il suo trentesimo anniversario della Laurea in Odontoiatria e Protesi dentale. Un traguardo raggiunto all’insegna di una professione vissuta con vera e propria passione. Ebbe a riportare al conseguimento del titolo accademico la votazione di 110 e lode che la caratterizzò sin da subito verso una esperienza che è parte integrante e sostanziale della sua vita professionale.

Si ricorda questa data proprio per il suo particolare affetto dimostrato alla comunità Jennese, moglie di Arsenio Armeni jennese doc, ebbe infatti a donare duemila guanti agli jennesi nel momento clou iniziale della pandemia, contribuendo così unitamente alle altre azioni poste in atto dall’amministrazione comunale, a garantire la messa in sicurezza di tutta la cittadinanza.

Un gesto apprezzabile anche ora per allora, e nell’anniversario trentennale della Laurea, le giungano i migliori auguri ed ancora tanti anni di soddisfazione professionale espressa dai tanti amici ed estimatori di ogni dove.

La dottoressa Giannetti ha anche conseguito la specializzazione in Omeopatia, Omeotossicologia e discipline integrate con una votazione di 110 e lode. E’stato medico fiduciario della Cassa Edile di Roma dal 2006 al 2014.

Opera in sicurezza nel suo studio dentistico situato nel comune di Veroli in via Castelmassimo n. 101 – tel. 0775/307003

 

 

 

 

Alessandro IV, la storia del Papa di Jenne

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Alessandro IV,  al secolo Rinaldo, era figlio di Filippo, feudatario di Jenne, nacque negli ultimi anni del sec. XII. Era embro di una delle più ricche e potenti famiglie della regione, nonchè legato da parentela con Ugolino, Cardinale vescovo di Ostia e poi papa Gregorio IX.

Per lunghi anni fu canonico del duomo di Anagni e nel 1221 venne inviatoa Milano per mediare un grave conflitto sorto tra il podestà milanese Amizzone Sacco e l’arcivescovo Enrico. Fallito il suo tentativo di conciliazione, Rinaldo rimase con Ugolino sino alla conclusione della legazione. Divenuto papa Ugolino, col nome di Gregorio IX, il 19 marzo 1227, Rinaldo, che, come sembra, rivestiva già la carica di camerario della Chiesa, venne nominato il 18 sett. 1227 cardinale diacono di S. Eustachio, rimanendo, però, sempre accanto al papa, anche in conseguenza della sua attività di camerario.

Eletto cardinale vescovo di Ostia verso il 1231-32, entrò in possesso della diocesi solo quattro anni dopo, continuando a conservare la diaconia di S. Eustachio e la carica di camerario.

Nel luglio 1231 riuscì a riportare la pace tra nobili e popolò in Anagni; l’anno successivo intervenne, a nome del papa, a Perugia e poi a Viterbo per la soluzione di controversi problemi locali; a questi stessi anni sembra doversi riportare la. conoscenza dell’imperatore Federico Il, con il quale intrattenne a lungo rapporti amichevoli. Per ciò nel 1237 Rinaldo fu inviato, insieme con Tommaso, cardinale prete del titolo di S. Sabina, come legato in Lombardia per tentare una pace tra la seconda lega lombarda e l’imperatore.

Giunto a Mantova il 19 giugno, Rinaldo non tardò a rendersi conto della difficoltà di mettere d’accordo i Comuni italiani tra loro e, insieme, di trovare il modo di rappacificarli con Federico Il; ma ogni suo tentativo di mediazione fu troncato dalla battaglia di Cortenuova, vittoriosa per l’imperatore. Peggiorarono poi anche le relazioni con il pontefice in seguito alle operazioni militari, iniziate con l’autunno del 1239 da re Enzo e da altri capitani imperiali ai confini del Patrimonio e nel ducato di Spoleto.

Morto nel 1241 Gregorio IX, Rinaldo non ebbe grande influenza in Curia sotto i suoi successori, Celestino IV (che ebbe un breve governo) e Innocenzo IV, come si ricava dagli incarichi poco importanti a lui affidati; inoltre, quando Innocenzo si recò in Francia per trovare consensi contro Federico, Rinaldo rimase a Roma, donde non si mosse neppure per recarsi al concilio di Lione del 1245, al quale era stato espressamente chiamato. Né aumentò la sua attività negli anni successivi: si preoccupò, piuttosto, dei problemi organizzativi ed interni dell’Ordine francescano, di cui era cardinale protettore.

Il 7 dic. 1254, quando Innocenzo IV morì a Napoli, Rinaldo era con lui e con tutti gli altri cardinali, che dalle circostanze (il podestà di Napoli, Bertolino Tavernari, aveva chiuso le porte della città) furono costretti a riunirsi in conclave e a procedere subito all’elezione del nuovo pontefice. L’eletto fu appunto Rinaldo (12 dic. 1254), che assunse il nome di Alessandro IV, forse in ricordo di Alessandro III, a cui la sua famiglia doveva i feudi.

L’elezione fu dominata dal problema del Regno di Sicilia, ove le incertezze e le perplessità causate dalia politica di Corrado IV erano state ancor più aggravate dalla sua prematura morte a Lavello, il 21 maggio 1254, e dall’importanza che andava sempre più assumendo Manfredi, specialmente quando, dopo la designazione a re di Sicilia di Ed-mondo d’Inghilterra, aveva preso le armi contro l’esercito pontificio, entrato nel Regno, battendolo a Foggia il 2 dicembre. Il compromesso per cui i cardinali avevano elettò Rinaldo indicava la speranza in una politicà, che, pur continuando con fermezza e chiarezza d’idee quella di Gregorio IX, non rendesse impossibile la riconciliazione con gli Svevi, come si poteva prevedere dalla favorevole disposizione che Rinaldo aveva mantenuto verso Federico e i suoi successori.

Appena dopo la sua elezione e la sua consacrazione, il 20 dicembre, ancora a Napoli, A. dové affrontare il problema siciliano, con cui era comiesso quello, assai spinoso, della tutela di Corradino, che era stata affidata da Corrado alla Curia romana: di fronte alle difficoltà e alle esitazioni frapposte da parte di Manfredi al papa, questi non esitò a riprendere la sua libertà d’azione rifiutando la tutela di Corradino, negando qualsiasi riconoscimento a Manfredi e confermando poi, il 9 apr. 1255, l’investitura di Edmondo d’Inghilterra a re di Sicilia. Era la guerra aperta con Manfredi: A. fu, perciò, costretto a lasciare Napoli nel maggio, per trovare rifugio ad Anagni, mentre nel Regno restava a difendere i diritti della Chiesa l’energico cardinale Ottaviano degli Ubaldini.

A Roma, nel periodo storico in esame, la situazione si presentava difficile: dall’agosto del 1252, dopo un rivolgimento politico analogo a quello che in altre città aveva portato alla nomina di un podestà o di un capitano del popolo, vi era senatore il bolognese Brancaleone degli Andalò, conte di Casalecchio, che aveva imposto come sua condizione per la venuta a Roma una durata triennale della sua carica e la consegna di alcuni ostaggi nelle mani dei suoi familiari bolognesi, a salvaguardia della propria incolumità personale. Queste precauzioni, come la sua riconosciuta imparzialità di giudice, la sua abilità di politico e di organizzatore cittadino, non riuscirono a impedire la formazione d’un forte malcontento contro di lui, che esplose nel novembre del 1255 e avrebbe forse avuto una drammatica conclusione, se la presenza degli ostaggi a Bologna non avesse bloccato ogni tentativo di violenza contro l’Andalò.

Alessandro, rientrato in Roma almeno dal 21 novembre, cercò vanamente d’intervenire a Bologna, perla restituzione degli ostaggi; nè riuscì a ottenere tranquillità in Roma, benché fosse stato chiamato come senatore il bresciano Emanuele de’ Maggi. I tumulti continuarono e il papa, incapace di sedarli, fu costretto a fuggire a Viterbo quando i Romani, nel maggio del 1257, scacciarono il Maggi e richiamarono Brancaleone, eleggendolo senatore, e senza limiti di tempo.

Alessandro si trovava intanto ancora una volta di fronte a una situazione assai preoccupante nell’Italia meridionale, dove Ottaviano degli Ubaldini non era riuscito a contenere efficacemente l’azione di Manfredi, che, nominato baiulo del Regno per il nipote Corradino, era riuscito ad assumere il controllo del potere. A. dové, quindi, assistere, senza nessuna possibilità d’intervenire efficacemente, allo stabilirsi dell’alleanza di Manfredi con Genova e Venezia, e all’abile manovra, con cui Manfredi, spargendo ad arte la notizia della morte del pupillo e nipote Corradino, riuscì a farsi incoronare re di Sicilia nel duomo di Palermo l’11 ag. 1258, senza preoccuparsi affatto di richiedere neppure il benestare del pontefice. Di fronte a questo gesto, che, trascurando l’alta sovranità del papato sul Mezzogiorno d’Italia, metteva in pericolo le basi della politica pontificia verso il Regno di Sicilia e l’Italia tutta, A., che fino a quel momento aveva esitato e mostrato perplessità nei riguardi di Manfredi, agi con ogni decisione, lanciando, il 10 apr. 1259, la scomunica contro di lui e tutti i suoi sostenitori. Dovette, però, ben presto accorgersi che la questione del Regno si allargava a questione italiana, perché intorno al re svevo s’adunavano tutti i ghibellini dell’Italia centrale, per attaccare Firenze, la roccaforte guelfa, che fu gravemente battuta a Montaperti il 4 sett. 1260. Il papa, che nulla aveva potuto fare per aiutare Firenze, dovette limitarsi a lanciare, il 18 nov. 1260, un’altra solenne scomunica, che includeva questa volta, oltre a Manfredi, anche i Senesi e tutti coloro che avevano militato fra i ghibellini.

Alla crescente fortuna di Manfredi aveva finito con l’aderire anche Branca-leone degli Andalò fino alla sua morte nel 1258; e nulla A. aveva potuto fare. Anzi, quando il papa, morto Brancaleone, cercò d’impedire l’elezione d’un altro senatore, ebbe l’affronto non solo di veder trascurata la sua ingiunzione, ma addirittura di saper rieletto lo zio stesso di Brancaleone, Castellano degli Andalò. Riuscì, tuttavia, a prendere il controllo della situazione pochi mesi dopo, quando, espulso Castellano, dopo molte e meschine vicende, il papa, con la nobiltà romana, riuscì a dare un nuovo indirizzo alla carica senatoriale, che fu affidata a due senatori, scelti fra i nobili. Contemporaneamente bloccava tre tentativi d’inserirsi nella situazione locale romana, per profittarne, compiuti da Alfonso di Castiglia, Riccardo di Cornovaglia e Manfredi, giudicati tutti, per motivi diversi, pericolosi per l’autonomia di Roma e per la sicurezza della Chiesa.

Ancor più grave si era andata facendo per Alessandro,  la situazione dell’Italia settentrionale e dell’Impero. Nel Veneto, infatti, estendeva sempre più il suo potere Ezzelino da Romano, che, facendosi beffe delle scomuniche papali, andava organizzando il suo stato da Trento al Po ed al mare, spezzando le resistenze delle città guelfe, come Padova e Vicenza, grazie all’appoggio del fratello e del marchese Oberto Pelavicino. Nè molto A. contribuì al formarsi di quel fronte di città e di signori feudali, che, nel timore dell’eccessiva potenza d’Ezzelino, si collegarono per combatterlo e riuscirono infine a sconfiggerlo a Soncino nel 1259.

In realtà, di fronte a situazioni così complesse, A. non ebbe nè l’energia coraggiosa dei suoi predecessori nè l’accorta abilità politica del suo successore, facendosi trascinare dagli eventi, più che dominarli. È in questo senso caratteristico l’atteggiamento di A. di fronte al problema dell’impero dopo la morte, nel 1256, di Guglielmo d’Olanda. Se riuscì a resistere, come s’è visto, ai tentativi dei tre pretendenti all’impero Riccardo di Cornovaglia, Alfonso di Castiglia e Manfredi, quando questi avevano tentato d’inserirsi nella scottante situazione di Roma, A. non seppe decidersi, escluso subito e nettamente Manfredi, fra Alfonso e Riccardo; anzi, più propenso al primo, nulla seppe fare per appoggiarlo, sì che questi si rivolse, per aiuto in Italia settentrionale ed in Germania, a Ezzelino da Romano.

Mentre in questa attività politica, troppo spesso, non sapendosi decidere, si lasciò guidare dalle citcostanze o dalle personalità più influenti della Curia, A. ha avuto, invece, notevole rilievo nella vita religiosa della cristianità. Si preoccupò di attirami l’attenzione e la benevolenza del clero orientale, regolando equamente irapporti tra Latini e Greci a Cipro, conferendo il titolo di patriarca (maronita) d’Antiochia al capo dei maroniti, che aveva riconosciuto la supremazia del pontefice, e facendo ancora un tentativo, ma vano, presso Teodoro IV Lascaris per l’unione tra la Chiesa latina e quella greca, cercando, infine, di organizzare intprno a Béla IV, re d’Ungheria, una resistenza di tutta la Cristianità contro il pericolo tataro.

Ancora più importanti le decisioni riguardanti direttamente la vita della Chiesa, ove cercò di eliminare alcuni abusi introdottisi durante i pontificati precedenti, prescrivendo fra l’altro un termine preciso di sei mesi per il ricevimento della consacrazione da parte del vescovo eletto e ribadendo l’obbligo della visita do ad limina da parte dei vescovi.

Quanto agli Ordini religiosi, va di lui ricordata specialmente la cosiddetta “grande unione” dei vari gruppi di eremiti retti dalla regola di s. Agostino nell’unico Ordine degli eremitani di s. Agostino (bolla Licet ecclesiae del 9 apr. 1256) e, ancor più, l’appoggio da lui dato, senza riserve, ai frati predicatori e ai Minori. Malgrado le lagnanze accompagnate spesso da tumulti, che da molte parti si levavano contro l’attività di cura d’anime dei due Ordini mendicanti, all’opera dei quali erano stai.e poste delle limitazioni da Innocenzo IV (bolla Etsi animarum del 20 nov. 1254), A. annullò la bolla Etsi animarum con la sua Nec insolitum del 22 dic. 1254. Si preoccupò poi anche di rassicurarli, specialmente per quanto riguardava la spinosa questione delle due cattedre di teologia all’università di Parigi.

Partendo da considerazioni di ordine esca-a tologico Guglielmo di Saint-Amour nel suo De periculis novissimorum temporum aveva, nel 1255, rivolto gravi accuse a francescani e domenicani, contestando loro il diritto d’insegnare a Parigi e ribadendo le accuse di scarsa ortodossia, già messe in circolazione dopo la condanna dell’Introductorium in Evangelium aeternum di Gerardo di Borgo S. Donnino. Il papa, come aveva condannato l’Introductoriwn,cosi sottopose l’opera di Guglielmo ad un vero e proprio esame teologico, dopo il quale la condannò nella bolla Romanus pontifex del 5 ott. 1256.

Alessandro Iv, troncando ogni contrasto tra maestri mendicanti e maestri secolari e prescindendo dagli esami teologici delle opere di Gerardo di Borgo S. Donnino e di Guglielmo di Saint-Amour, confermò ogni diritto dei mendicanti nell’università con la bolla Quasi lignum vitae del 14 apr. 1255, che, di fatto, poneva termine per sempre alla questione, anche se si prolungarono le discussioni e le polemiche.

Ebbe cari particolarmente i frati minori, sia per tradizione familiare (si ricordi l’amicizia di Ugolino di Ostia per s. Francesco), sia per la carica da lui rivestita di cardinale protettore: si preoccupò, quindi, di assicurare la pace interna dell’Ordine, già diviso dai contrasti tra Spirituali e Comunità, e a tal fine consigliò le dimissioni di Giovanni da Parma e l’elezione di Bonaventura da Bagnoregio nel capitolo di Roma del 2 febbr. 1257.

Sotto il suo pontificato fu canonizzata Chiara d’Assisi.

In tutta questa sua attività religiosa, fu guidato da una severa e netta coscienza del suo dovere di pontefice, come si ricava anche dalla sua attività in difesa dell’ortodossia e nei riguardi dei movimenti religiosi del suo tempo. Oltre alla condanna di Gerardo di Borgo S. Donnino e di Guglielmo di Saint-Amour, è da ricordare anche quella di molte tesi di Gioacchino da Fiore menzionate nel cosiddetto protocollo d’Anagni. Appoggiò e sostenne l’opera degli inquisitori; vide, ma senza reazioni a noi note, nel 1260, il sorgere e il diffondersi del moto dei flagellanti.

Ancora nel pieno di questa sua attività politica e religiosa, morì a Viterbo il 25 maggio 1261, ma restà tutto intero il mistero relativo alla sua tomba, tuttora irrisolto.

 

Fonti e Bibl.: Treccani e da:  Les régistres d’Alexandre IV,a cura di C. Bourel de la Roncière, I. de Loye, P. de Cenival, A. Coulon, Paris 1902-1959. Degna di nota è sempre la monografia di F. Tenckhoff, Papst Alexander IV.,Paderborn 1907, con ampia bibliografia, a cui vanno aggiunti E. Jordan, Les origines de la domin. angevine en Italie,Paris 1909, cfr. Indice;R. Morghen, Il tramonto della potenza sveva in Italia,Roma 1942, cfr. Indice;J. Haller, Das Papsttum,IV, Stuttgart 1952, pp. 272-291, 442-447; per la famiglia e per i rapporti di parentela con Gregorio IX valgono sempre le conclusioni di R. Morghen, Le relazioni del monastero sublacense col papato, la feudalità e il comune nell’alto medio evo,in Arch. d. R. Soc. romana di storia patria,LI (1928), pp. 239-241, 258-262, e di G. Marchetti Longhi, Ricerche sulla famiglia di papa Gregorio IX, ibid.,LXVII (1944), p. 282; per la sua attività al seguito di Ugolino di Ostia nell’Italia settentrionale v.: Registri dei cardinali Ugolino d’Ostia e Ottaviano degli Ubaldini,a cura di G. Levi, Roma 1890, in Fonti Per la storia d’italia,VIII, cfr. Indice,e Storia di Milano,IV, Milano 1954,pp. 202 s.; per i rapporti tra A. e Roma si veda in particolare E. Dupré Theseider, Roma dal comune di popolo alla signoria pontificia,Bologna 1952, pp. 34-86; per l’atteggiamento di A. nella controversia all’università di Parigi uno sguardo complessivo in D.L. Douie, The Conflict between the Seculars and the Mendicants at the University of Paris in the XIIIth Century,London 1954; Dict. d’Hist. et de Géogr. Ecclés.,II, coll. 214-216; Enc. Ital.,II, pp. 341 s.

Autocertificazione zona rossa: il modulo in vigore dal 15 marzo

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Italia zona rossa e arancione, torna quindi l’autocertificazione Covid per gli spostamenti.

Sul sito del ministero dell’Interno è disponibile il modulo di autocertificazione per il mese di marzo 2021 (scarica qui il pdf editabile) da usare in caso di spostamenti per comprovate esigenze lavorative o per motivi di salute.

In caso di controllo bisogna dichiarare sotto la propria responsabilità di essere a conoscenza delle misure normative di contenimento del contagio da Covid-19 vigenti, concernenti le limitazioni alla possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale. Bisogna, inoltre, dichiarare che lo spostamento è determinato da: comprovate esigenze lavorative; motivi di salute; altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio.

E’ necessario, infine, specificare il motivo che determina lo spostamento, l’indirizzo da cui è iniziato lo spostamento e l’indirizzo di destinazione.

Al via il progetto “Jenne si muove”, pubblicato il bando per 2 opportunità lavorative temporanee

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Jenne – L’Amministrazione Comunale di Jenne, nell’ambito della strategia di inclusione sociale, intende dare
attuazione al progetto denominato “JENNE SI MUOVE! – 2021” quale misura di sostegno al reddito, mediante
un inserimento lavorativo risocializzante, articolato nei punti di seguito riportati.

Il progetto prevede la realizzazione di n. 2 esperienze di lavoro occasionale della durata di tre mesi ciascuna
consistenti nello svolgimento di attività collaborativa con le strutture dell’Ente della durata di n. 20 ore
settimanali per un compenso complessivo lordo di € 2.880,00 a prestazione d’opera. Al compenso lordo
andranno applicate le ritenute stabilite dalle vigenti disposizioni di legge. Sarà ammesso un unico intervento
per nucleo familiare.

I soggetti destinatari dell’iniziativa sono i cittadini italiani, i cittadini stranieri comunitari ed extracomunitari,
regolarmente residenti nel Comune di Jenne, di età compresa tra i 18 e i 50 anni

A tal proposito è stato pubblicato l’Avviso Pubblico per la selezione di n. 2 esperienze di lavoro occasionale della durata di tre mesi ciascuna.

I dettagli e la domanda di partecipazione negli allegati sottostanti:

AVVISO_Jenne si muove 2021

Domanda di partecipazione_Jenne si muove_2021