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A Jenne la cultura torna protagonista: grande successo per le eccellenze premiate tra musica e performance liriche

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Si è svolta ieri sera in grande stile la terza edizione del Premio Giornalistico Nazionale legato al progetto “Jenne perla della cultura” realizzato e fortemente voluto dal Sindaco Giorgio Pacchiarotti. Nella bellissima chiesa di Sant’Andrea Apostolo in piazza Vittorio Emanuele III, allestita ad hoc per l’occasione, si è svolta la consegna dei premi assegnati alle personalità che, durate la fase cruciale del coronavirus, si sono maggiormente distinte nella professione giornalistica, e non solo. In questo periodo storico particolarmente delicato e difficile un riconoscimento è stato conferito anche in ambito medico e artistico.

Una giuria qualificata, composta dal Prof. Fausto Capalbo, Dott. Ruggero Capone, Don Gaetano Maria Sacca, Dott.ssa Gemma Giovannelli, Dott.ssa Elisabetta Zazza, Dr. Daniele Imperiale, ha consegnato i riconoscimenti, sottoforma di pregiate pergamene firmate e certificate, a cinque eccellenze su tutto il territorio nazionale. Sono stati dunque premiati:

  • Il   Prof. Dott. FRANCESCO VAIA Direttore “INMI – Lazzaro Spallanzani” di Roma
  • Il giornalista SIGFRIDO RANUCCI Conduttore televisivo Rai (trasmissione Report)
  • Il giornalista PINO FINOCCHIARO (inviato speciale conduttore Rai News 24)
  • Il giornalista FABRIZIO COLARIETI (La notizia)
  • premio menzione speciale assegnato al Maestro CLAUDIO LEONETTI di Amatrice, con la testimonianza speciale dell’Avv. Wania Della Vigna

L’evento è stato presentato dalla giornalista Rai Roberta Ammendola e dal Consigliere Odg Abruzzo Daniele Imperiale. In un clima di grande entusiasmo e ammirazione da parte della giuria e del pubblico, disposti secondo le norme del distanziamento sociale, sono state lette le motivazioni e consegnate le bellissime pergamene alle cinque personalità premiate per l’eccellenza dimostrata nel proprio ambito professionale.

 

La premiazione è stata intervallata dalla musica del Maestro Sergio La Stella (direttore d’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma), che ha accompagnato al pianoforte il tenore di fama internazionale Salvatore Cordella (Teatro Metropolitan di New York), insieme ai giovani tenori Paride Cataldo e Vincenzo Spinelli (Accademia Germogli d’Arte), che hanno emozionato e deliziato tutti i presenti con i brani più belli del repertorio classico, dalle arie di Bizet, Donizetti e Puccini, e chiudendo con la splendida e intramontabile “ ’O sole mio”.

La cerimonia è iniziata con la consegna del riconoscimento da parte del Sindaco al Prof. Dott. Francesco Vaia, direttore dell’ospedale Spallanzani di Roma, eccellenza nel settore delle malattie infettive e nel quale il Covid-19 è stato isolato per primo in tutto il mondo. Il Dott. Vaia, nel ringraziare per il premio conferitogli ha voluto spendere delle parole che hanno infuso coraggio e speranza per l’avvenire, contro tutte le profezie catastrofiste che si prospettano per la prossima stagione autunnale.

“Stiamo vincendo – ha affermato il Dott. Vaia – grazie alla sintesi felice della collaborazione intelligente tra cittadini, personale sanitario e media. Se ieri dicevamo “Non abbiate paura” oggi diciamo ”Non abbassate la guardia”. Il virus ad oggi è meno virulento, ma noi dobbiamo stare attenti e applicare le norme disposte, e al contempo la sanità pubblica dovrà attivare campagne di prevenzione per le fasce più esposte.”

Sono stati poi premiati i giornalisti Sigfrido Ranucci, Pino Finocchiaro e Fabrizio Colarieti, quest’ultimo assente durante la cerimonia, ma di cui è stata letta pubblicamente la motivazione. Al giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore televisivo Rai della trasmissione “Report”, è stato conferito il premio da parte della Dott. Gemma Giovannelli per il suo carisma comunicativo e per l’eccellenza nel saper raccontare e documentare i fatti con grande professionalità, dando ai telespettatori, anche nelle situazioni più critiche, un quadro sempre obiettivo, in cui l’opinione non è minimamente condizionata. Il Prof. Fausto Capalbo ha invece conferito il premio all’inviato di Rai News 24 Pino Finocchiaro per il suo giornalismo d’inchiesta legato in particolare alla strage di Ustica (l’incidente aereo avvenuto nel 1980 a causa di un tratto del cielo non controllato a sufficienza dai radar italiani, civili e militari in cui morirono tutti gli 81 passeggeri, ndr).

La vicenda stava per essere archiviata per sempre e invece, grazie al lavoro d’inchiesta lo scorso giugno 2020, dopo un’attenta pulizia della comunicazione radio sono state certificate le ultime parole del copilota che dice: “Guarda cos’è”, lasciando presupporre che i due membri dell’equipaggio avevano individuato un’anomalia. È per il merito del lavoro d’inchiesta, portato avanti con grande passione e impegno dai giornalisti Pino Finocchiaro e Fabrizio Colarieti, che la tragedia di Ustica è venuta alla luce e per questo oggi le vittime della strage e le loro famiglie possono avere giustizia. Per tale motivazione entrambi i giornalisti hanno ricevuto a Jenne il riconoscimento.

Infine, un premio menzione speciale è stato conferito da parte di Don Gaetano Maria Sacca al Maestro Claudio Leonetti di Amatrice, con la testimonianza del suo legale l’Avv. Wania Della Vigna. Il giovanissimo Maestro Leonetti, durante il periodo del lockdown si è laureato al Conservatorio di L’Aquila in “Chitarra classica”, dando prova di grande determinazione e impegno.

Il suo traguardo professionale, tuttavia, ha un valore ancora più grande per il dramma che lo ha colpito quattro anni fa. Claudio Leonetti, infatti, durante il terremoto di Amatrice nel 2016, ha perso tutta la sua famiglia (padre, madre, sorella fidanzata e anche il cagnolino), e da quella tragedia ha saputo rialzare la testa ed essere esempio di forza e speranza per sé stesso e per tutti proseguendo con coraggio la sua vita e i suoi obiettivi.

“Claudio quella notte del 24 agosto 2016 ha perso tutto in un battito di ciglia – afferma l’Avv. Della Vigna – ma lui non vuole la commiserazione, perché si è dimostrato un ragazzo capace di reagire. L’amore per la vita, per la fotografia, per la scrittura e soprattutto per la musica lo hanno portato a conseguire il titolo di Maestro, nonostante anche il periodo del coronavirus”.

L’avvocato legge poi un piccolo estratto dal libro “Tutto il bello che c’è” (Edizioni Paoline, 2018), scritto da Claudio dopo il terremoto: “Il dolore arriva e porta via tutto ciò che incontra sulla strada. Ma non dategliela vinta, neppure per un momento: la vita è un’opportunità immensamente grande. Uscite, aprite gli occhi, fatevi travolgere da quel vento che toglie il fiato, ma soprattutto non stancatevi mai di apprezzare tutto il bello che c’è”. Parole che hanno commosso tutti i presenti e dalle quali ognuno ha potuto riflettere personalmente sul valore supremo e grandioso della vita, che si afferma con tutta la sua forza anche nelle situazioni più disperate.

La cerimonia, intervallata da musica e momenti di grandi applausi, si è conclusa con la performance straordinaria – che ha meritato l’ovazione finale – dei tre tenori, che hanno cantato insieme “ ‘O sole mio”, una canzone scelta come segno di speranza e di rinascita per tutti.

La serata si è conclusa poi con una conviviale presso la suggestiva cornice del Ristorante Il Lescuso di Jenne, per info: www.jennevallepietratour.it

Vaia (Inmi Spallanzani) premiato a Jenne: “nessuna nuova ondata di covid grazie agli italiani responsabili”

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Jenne – In un clima di gioia ed immensa commozione, si è svolta ieri a Jenne la terza edizione del Premio Giornalistico Nazionale ‘Jenne perla della cultura’, un rilevante evento culturale per la comunità del piccolo borgo della Valle dell’Aniene, che da tre anni accoglie ed ospita personaggi di spicco nel mondo dello spettacolo, della comunicazione e della sanità.

Immersi nell’autentica e suggestiva bellezza della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, dopo l’apertura del concerto lirico coordinato dal direttore d’orchestra e pianista del Teatro dell’Opera di Roma Sergio La Stella, la giuria dell’evento, presieduta dal Sindaco di Jenne Giorgio Pacchiarotti, dalla giornalista Gemma Giovanelli,  dal Consigliere dell’Ordine dei Giornalisti Daniele Imperiale e dal Prof. Fausto Capalbo, in merito all’emergenza sanitaria che in questi ultimi mesi ha colpito il nostro Paese ha conferito in primis l’onorificenza al Prof. Dott. Francesco Vaia, Direttore Sanitario “INMI- Lazzaro Spallanzani” di Roma, per aver fronteggiato l’emergenza Covid con insigne professionalità ed eccezionale umanità. 

“La sobrietà, abbinata alla qualificazione professionale hanno evidenziato un ruolo centrale della struttura sanitaria da lui diretta nel saper circoscrivere e fronteggiare una epidemia ancora sconosciuta, e presso la quale il SarS-CoV-2 in Italia è stato isolato per primo. Nel mentre delle fasi emergenziali i messaggi pervenuti dall’Ospedale Spallanzani, eccellenza nel settore delle malattie infettive, ha fatto sì che venisse presa consapevolezza del virus in azione, senza però trasformare i bollettini, le notizie in informazione di natura ansiogena. E’ un valido testimone della deontologia professionale ricondotta al Giuramento di Ippocrate nella più alta rispondenza alla realtà”.

Sono questi i rilevanti motivi letti dal primo cittadino Giorgio Pacchiarotti, motivazioni che sottolineano la grande riconoscenza per chi, come il Prof. Dott. Francesco Vaia, ha lottato e continua a lottare per il bene della nostra Nazione. “Ringrazio voi tutti, in questi ultimi mesi l’ospedale Lazzaro Spallanzani è stato ricolmato di affetto. Il nostro compito non è stato solo quello di salvare vite, ma di rimanere, in un momento così difficile, al vostro fianco per informarvi e rassicurarvi; siamo stati perciò vigili ed attenti nel comunicare bollettini e numeri di contagio. Posso dire che l‘emergenza nel nostro Paese sta rientrando, grazie all’impegno di tutto il personale sanitario, alla serietà di voi cittadini e al grande potere dell’informazione e dei media che hanno infuso coraggio ed ottimismo.” E conclude: “ed è proprio con ottimismo che voglio terminare questo mio intervento: non è il momento di abbassare la guardia, ma non abbiate paura perché ne usciremo vincenti, continuate ad agire con responsabilità, serietà e intelligenza, quella che avete fin’ora dimostrato”.

Un pensiero emozionante, un messaggio di conforto e di coraggio quello del Professor Francesco Vaia, che segna l’inizio di una rinascita dopo un lungo periodo di quarantena e che proietta il nostro Paese verso un futuro migliore, di rilancio e di forte ripresa. Una presenza importante, che infonde nei nostri animi speranza e la voglia di ripartire insieme più forti di prima. Vaia  dunque ha apprezzato il comportamento degli italiani ritenendolo collaborativo e responsabile.

A seguito poi l’evento, presentato della conduttrice Rai Roberta Ammendola, ha visto la premiazione del giornalista Sigfrido Ranucci, (programma Report) del giornalista inviato speciale Pino Finocchiaro, del giornalista Fabrizio Colarieti e la menzione speciale al maestro Claudio Leonetti, premiato da Don Gaetano Maria Saccà. 

Al via la terza edizione del premio giornalistico nazionale “Jenne perla della cultura”

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Jenne –  Il Comune di Jenne, nell’ambito delle attività di natura culturale legate al progetto “Jenne perla della cultura” organizza per il 2020 la terza edizione del Premio Giornalistico Nazionale.

La prima edizione 2018 ha visto assegnare il premio al giornalista Rai Paolo Di Giannantonio in una esperienza di grande interesse e sperimentale, la seconda del 2019 a Renzo Arbore, nonché al prof Ciro Villani primario del Policlinico Umberto I° di Roma.

L’appuntamento è per venerdì 24 luglio 2020 alle ore 18.00 presso la Chiesa di Sant’Andrea apostolo in piazza Vittorio Emanuele III che sarà appositamente allestita seguendo gli standard di  sicurezza previsti dall’emergenza Covid.

Una occasione che vede protagonisti diversi esponenti del giornalismo qualificato italiano e del settore sanitario che ha dimostrato di saper essere eccellenza per la gestione dell’emergenza Covid.

La qualificata giuria dopo  una attività di osservazione e valutazione in contesti di web e social media, televisione, radio, testate giornalistiche on line  e di carta stampata, ha pertanto individuato una serie di illustri personaggi che si sono distinti per un modus operandi professionale. In particolare la giuria ha tenuto conto di messaggi e contenuti di rilevanza sociale, culturale, di politica estera, nonché reportage in audio, video, trasmissioni tv, inchieste, ed altre tematiche di grande interesse pubblico.

E dunque la terza edizione vedrà protagonisti:

Il   Prof. Dott. FRANCESCO VAIA  Direttore Sanitario   “INMI – Lazzaro Spallanzani” di Roma

  • l giornalista SIGFRIDO RANUCCI Conduttore televisivo Rai  (trasmissione Report)
  • i giornalisti: PINO FINOCCHIARO  (inviato speciale conduttore Rai News 24)
  • FABRIZIO COLARIETI (La notizia)

nonchè il conferimento del premio  menzione speciale assegnato al Maestro CLAUDIO LEONETTI di Amatrice a

con la testimonianza speciale dell’Avv. Wania Della Vigna. 

Nell’intermezzo dei lavori: uno stupendo concerto  di musica lirica con artisti di livello internazionale:

dal Teatro Metropolitan di New York la voce del tenore:  SALVATORE CORDELLA

e voci dei giovani tenori  PARIDE CATALDO e VINCENZO SPINELLI dell’Accademia Germogli d’arte

                                  

che incontrano al pianoforte le note del Maestro  Sergio LA STELLA, pianista e direttore d’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.

Presentano l’evento:

ROBERTA AMMENDOLA – giornalista Rai  conduttrice de “Il Caffè di Rai Uno

DANIELE IMPERIALE – Consigliere Regionale Ordine dei Giornalisti

 

Il sindaco Giorgio Pacchiarotti e l’amministrazione comunale invitano tutti a partecipare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CONCERTO JENNE 24 LUGLIO 2020
P R O G R A M M A
G. BIZET La fleur que tu m’avais jétée (Carmen)
G. DONIZETTI Una furtiva lagrima (L’elisir d’amore)
G. VERDI Quando le sere al placido (Luisa Miller)
G. DONIZETTI Ah! Mes amis! (La fille du régiment)
G. PUCCINI E lucevan le stelle (Tosca)
G. PUCCINI Nessun dorma (Turandot)
F. CILEA Il lamento di Federico
E. DE CURTIS Non ti scordar di me
A. LARA Granada
F. LEHAR Tu che m’hai preso il cuor
PARIDE CATALDO tenore
SALVATORE CORDELLA tenore
VINCENZO SPINELLI tenore

SERGIO LA STELLA pianista

Al via i lavori di efficientamento energetico al rifugio montano a “Fondi” di Jenne

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Jenne – E’ stato dato il via ufficiale ai lavori riguardanti la struttura del rifugio montano situato nella suggestiva località “Fondi” di Jenne. E’ partita la prima fase degli interventi che consisntono nel rifacimento del  manto copertura, ed installazione di un impianto fotovolatico a pannelli solari.

Questa prima fase di lavori, è realizzata grazie ad un finanziamento ottenuto dall’Amministrazione Comunale di Jenne presso la Regione Lazio per l’importo di 50 mila euro. Ma è solo una fase iniziale propedeutica ad un progetto completo per la valorizzazione e recupero della stuttura montana.

I pannelli solari, infatti, costituiscono la base per il collegamento con l’elettrodotto che verrà realizzato da Monte Livata e fino a Fondi di Jenne, la cui realizzazione è in attesa del parere conclusivo della conferenza dei servizi presso la provincia di Roma. Un progetto sul quale è pervenuto già il parere favorevole di Enel con nota del 24 giugno u.s.

I pannelli solari saranno poi collegati quindi all’elettrodotto stesso, intervento che consentirà all’Amministrazione Comunale,  di ricevere un rimborso da parte di Enel di 340 milaeuro a fronte di un investimento di 410 mila euro. Quindi il comune dovrà compartecipare alle spese per un importo di circa 70 mila euro ottenendo così una opera di grande valore ad un costo irrisorio.

La soluzione individuata consente di raggiungere una molteplicità di obiettivi, partendo da quello ambientale a quello economico.

Contestualmente a tutto ciò, l’amministrazione comunale è in attesa del parere del  Genio civile, sempre inerente interventi sul Rifugio montano riguardante una fase di stanziamento regionale di 40 mila euro e con una minima compartecipazione comunale di 9 mila euro per la messa in sicurezza dell’intero edificio. Opera necessaria, in quanto su questa struttura grava una dichiarazione di inagibilità risalente all’anno 2010 a firma dell’allora commissario Prefettizio dott. Caruso.

Ma non finisce qui, ci saranno anche altri lavori per un importo di altri 50 mila euro ottenuti grazie alla partecipazione ad un Bando del Gal e che prevede la ristrutturazione del piano terra del rifugio montano che sarà adibito a punto di ristoro.

“L’obiettivo prefissato – spiega il sindaco Giorgio Pacchiarotti – concretizza una pluralità di intenti che vedono valorizzare una area naturalistica stupenda del nostro territorio, un luogo incontaminato e splendido che in questi fine settimana estivi sta facendo riscontrare presenze di escursionisti e di turismo di oltre 1.500 persone”.

 

Un viaggio a Jenne per raccontare la perla della Valle Aniene. Ed è incanto e realtà.

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Jenne, la perla della Valle dell’Aniene in un viaggio profondo, un volo che sovrasta la grande bellezza di una natura incontaminata nel Parco dei Monti Simbruini. Una realtà da vivere, da apprezzare e da raccontare senza nemmeno il bisogno di dover commentare, perchè la bella Jenne per poterla raccontare bisogna viverla.

Il bellissimo video è stato realizzato da Michael Di Cunto nel tour “I paesini dei Simbruini”

 

“Roberta Ragusa. L’amica che non ho mai conosciuto”: l’indagine di Rino Sciuto su un giallo nazionale, in uscita il 15 luglio

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È in uscita il 15 luglio, ma già su tutti gli store on line e ordinabile in tutte le librerie, il libro di Rino Sciuto, “Roberta Ragusa. L’amica che non ho mai conosciuto. Diario d’indagine di un investigatore”. Jenne ricorda con stima e affetto l’autore del libro, che è stato dal 1990 al 1993 Comandante dei Carabinieri di Jenne e successivamente a Roma presso il Raggruppamento operativo speciale, da cui fu chiamato per seguire l’indagine sull’omicidio.

Quello di Roberta Ragusa è uno dei casi di cronaca nera più oscuri degli ultimi anni. Avvenuto nella notte fra il 12 e il 13 gennaio 2012, l’omicidio dell’imprenditrice di Gello San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, è la storia di un giallo che ha colpito tutto il Paese, diventando di interesse nazionale. L’autore del delitto è il marito Antonio Logli, condannato lo scorso anno a 20 anni e detenuto nel carcere di Massa, da dove dichiara ancora oggi la sua innocenza. Il caso è chiuso, anche se il corpo della donna non è mai stato ritrovato. Roberta Ragusa era una donna onesta, grande lavoratrice, moglie prodiga e mamma di due ragazzi, Alessia e Daniele. Al momento della sua scomparsa, la vicenda è stata seguita sin dall’inizio da tg e trasmissioni come “Pomeriggio Cinque” e “Quarto grado”, che hanno tenuto tutti col fiato sospeso cercando di capire cosa fosse accaduto in quel piccolo paesino della Toscana.

Il caso di Roberta Ragusa è stato seguito in prima persona da Rino Sciuto, Comandante dei Carabinieri di Jenne dal 1990 al 1993, lo stesso anno chiamato a Roma presso il Raggruppamento operativo speciale (ROS) fino al 2017, quando lascia l’Arma con il grado di Luogotenente. Per quasi quattro anni si è occupato della donna scomparsa a Gello e ne ha scritto un libro, “Roberta Ragusa. L’amica che non ho mai conosciuto. Diario d’indagine di un investigatore, con la prefazione dell’Avv. e presidente di Penelope Italia Onlus Nicodemo Gentile e l’introduzione della giornalista Mediaset Francesca Carollo. Il libro, in uscita il 15 luglio ma già su tutti gli store on line e ordinabile in tutte le librerie, è stato anche presentato in alcune trasmissioni televisive come “Quarto grado”, dove l’autore è stato intervistato lo scorso venerdì 19 giugno.

In questo “diario di indagine” Rino Sciuto è riuscito a raccontare, con un linguaggio semplice ed efficace, la storia di un giallo divenuto di portata nazionale, un percorso investigativo e di ricerca di una donna che è entrata a far parte indissolubilmente della vita di tutti gli italiani. Ed è riuscito a farlo in maniera pacata e rispettosa di tutti quelli che sono stati coinvolti e travolti da questa tragedia, avanzando anche delle ipotesi di occultamento e distruzione del cadavere. Per capire meglio questo libro, abbiamo chiesto direttamente all’autore Rino Sciuto di spiegarcene il contenuto.

Il suo libro racconta la storia di un’indagine che ha tenuto tutto il Paese con il fiato sospeso. Di cosa si è occupato in particolare nel ripercorrere questa lunga vicenda?

«Il mio libro è una sorta di cronistoria di tutto l’accaduto, e parte dalle prime notizie che mi arrivarono da Pisa nel Raggruppamento operativo speciale di Roma. Io e altri miei colleghi ci siamo recati subito sul posto, cercando di creare un team di lavoro con i colleghi di Pisa. Abbiamo unito le forze mettendo insieme tutto quello che è stato fatto nel corso di questi anni: dalle prime dichiarazioni e i primi testimoni alle ricerche, alle centinaia di lettere che ci sono arrivate da veggenti, chiromanti e gente di ogni sorta, fino alle prime sentenze e al ricorso in Cassazione».

Ad oggi possiamo dire che il caso sia chiuso, nonostante il marito di Roberta Ragusa, Antonio Logli, ancora rivendichi la propria innocenza e nonostante il corpo non sia mai stato ritrovato?

«Sì, assolutamente. Il marito di Roberta Ragusa lo scorso anno è stato condannato in Cassazione in terzo grado a vent’anni di reclusione nel carcere di Massa. Anche se il corpo non è mai stato rinvenuto, tutto quello che abbiamo ritrovato, dagli indizi ai ritrovamenti alle testimonianze, è stato vagliato dalla magistratura arrivando così alla sentenza definitiva. Logli è stato condannato il 12 luglio 2019 per omicidio, distruzione e occultamento di cadavere, e le ricerche del corpo ormai non sono più in corso. Il procedimento è chiuso. Il fatto che Logli si proclami innocente ed abbia anche rivolto un appello alla Corte Europea dei diritti dell’uomo non significa nulla, se non che sia una persona che non lascia nulla di intentato».

Il libro è un modo per ripercorrere tutta la vicenda di Roberta Ragusa attraverso l’indagine vissuta in prima persona da Rino Sciuto, che al suo sguardo di professionista attento e scrupoloso non rinuncia a una narrazione puntuale, descrittiva e scorrevole.

Al via i lavori di restauro dell’antico forno comunale di Jenne del 1751

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Jenne – Storia, cultura, tradizione  e gusto sono racchiusi all’interno del restauro completato magistralmente dell’antico forno comunale di Jenne. E’ stato consegnato il verbale di inizio lavori che saranno seguiti dall’Arch. Chiara Orlandi.
L’intervento  è un ulteriore è  stato  finanziato dalla Regione Lazio – Direzione cultura, Politiche giovanili e Lazio Creativo – Area Valorizzazione del patrimonio culturale, con “Avviso pubblico per la valorizzazione del patrimonio culturale dei Piccoli Comuni”  a cui  il Comune di Jenne ha partecipato ottenendo con soddisfazione il finanziamento con Determinazione n. G01765 del 21.02.2020.
I lavori riguarderanno:
– il consolidamento del forno storico che presenta un degrado dei mattoni refrattari e malfunzionamento della canna fumaria.
– la riqualificazione del piano terra (dove è ubicato il forno)
– la riqualificazione del piano primo da adibire a laboratorio per la preparazione dei prodotti da forno e non solo
– l’installazione di un piccolo montacarichi per il trasporto dei prodotti dal piano primo (laboratorio di preparazione) al piano terra (cottura al forno) in modo diretto senza uscire dalla porta.
– la riqualificazione delle facciate.
Situato nel borgo medievale di Jenne,  l’Antico Forno comunale a legna costituisce un reperto storico e architettonico, risalente all’anno 1751.

Il forno è realizzato in muratura con piano di cottura in pietra refrattaria, come le pareti laterali ed il soffitto con volta a sesto ribassato. La volta è costituita da mattoncini refrattari posti in foglio, sopra i quali è stato depositato uno strato di sabbia e terra per contenere la dispersione di calore. Anticamente la fornaia del paese aveva in gestione il forno ed era suo compito regolarne la temperatura e comandare i tempi, facendo più volte il giro delle donne già prenotatesi per l’uso.
Apportati con il tempo piccoli adeguamenti, l’impianto del sistema di cottura è rimasto identico, infatti ancora oggi viene acceso ed utilizzato per la produzione di dolci tipici in occasione delle feste patronali.

“L’edificio che ospita il forno- spiega l’Arch. Orlandi nella relazione –  si erge su due piani: al piano terra, con ingresso indipendente dalla strada, si trova il forno vero e proprio, all’interno di un ambiente unico, da cui si accede ad un piccolo locale di servizio; al piano primo, con ingresso indipendente dalla strada, si trova un ampio locale adatto ad essere utilizzato per la preparazione dei prodotti da infornare ma attualmente non idoneo perché privo di impianto idrico e privo delle finiture necessarie a garantire i requisiti di igiene e sicurezza.
Inoltre, il locale al piano primo da adibire alla preparazione dei cibi e il forno per la cottura al piano terra, non sono comunicanti tra loro, costringendo ad uscire per strada e percorrere a piedi, con i cibi pronti per la cottura, i pochi metri che conducono all’accesso al forno al piano terra.
L’obiettivo dell’intervento di recupero dell’Antico Forno storico di Jenne è quello di preservare la struttura storica, attraverso il consolidamento del forno antico, e di migliorare la gestione delle fasi di lavorazione e cottura dei prodotti da forno. 

Il risultato sarà la possibilità di un utilizzo più frequente e sistematico da parte di associazioni, cittadini e organizzazioni, auspicando il coinvolgimento delle nuove generazioni per garantire continuità al tramandare delle tradizioni artigiane.

I prodotti tipici della tradizione Jennese ancora oggi cotti all’Antico Forno a legna sono soprattutto dolci quali: tortiglioni, giglietti, ciambelle al vino e al burro, pizza sbattuta, amaretti, crostata di more, ma anche il Fallone, la tipica Pizza realizzata con la farina di granoturco e acqua.
La riqualificazione della struttura del Forno e l’adeguamento del locale soprastante ne consentirà anche l’utilizzo come laboratorio per la preparazione dei prodotti locali non tipicamente da forno, quali N’dremmappi , Ciciotti e Fettuccine, completando la produzione della tradizione culinaria di Jenne.
Con la riqualificazione e il miglioramento funzionale dell’Antico Forno, gli ‘Ndremappi e tutti i prodotti tipici della tradizione culinaria di Jenne potranno avere un degno luogo di produzione e di trasmissione tra generazioni.”
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Giorgio Pacchiarotti e dall’amministrazione comunale tutta.

Donate a Jenne 600 piantine ornamentali dalla Ortoflorovivaistica Remo di Meo di Nettuno

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– Una gran bella sorpresa è arrivata a Jenne, bellissimo borgo perla della Valle Aniene. L’amministrazione comunale si è vista arrivare in donazione ben 600 tipi di piante ornamentali per esterno. Un regalo molto bene accetto pervenuto dalla prestigiosa azienda Ortoflorovivaistica Di Meo di Nettuno. Un gesto voluto dal titolare Remo Di Meo e dalle di lui figlie Alessia e Barbara, e che è stato concretizzato dal prezioso apporto di Antonio Volpi, jennesino doc residente a Nettuno che ha curato tutta la fase di trasporto e di consegna.

Antonio Volpi, che cura l’organizzazione della ben conosciuta transumanza Anzio Jenne, con questo gesto ha voluto ancora una volta testimoniare con concretezza il forte legame con il suo paese di origine.

“Non possiamo che ringraziare di cuore questa azienda e lo stesso Antonio Volpi – ha affermato il sindaco Giorgio Pacchiarotti – i quali con questo gesto renderanno ancorpiù bella la nostra amata comunità. A breve infatti si sta organizzando la deposizione nelle vie del borgo delle piante floreali di diversa tipologia”.

 

La Azienda Ortoflorovivaistica Di Meo è nata nel 1994 dall’acquisto di un piccolo appezzamento di terreno in cui venivano prodotti crisantemi in vaso. La passione per questo lavoro ha portato Remo e sua moglie Nanda ad acquistare una piccola azienda destinata all’attività Florovivaistica e così è iniziata la loro avventura… Oggi il gruppo Di Meo si compone di 4 aziende, che si estendono su una superficie di oltre 40 ettari, ed un consorzio specializzato nella vendita di piante aromatiche alimentari in vaso.

 

Fase 3 dell’emergenza, ecco le misure valide dal 15 giugno al 14 luglio 2020

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Jenne – Ecco nuove misure previste dal DPCM in vigore dal 15 giugno al 14 luglio 2020:

Sintesi dei contenuti:
 l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramento nonché della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;

 consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative nel rispetto delle linee guida;

 consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto nel rispetto della distanza di sicurezza;

 consentite dal 12 giugno gli eventi e le competizioni sportive riconosciute di interesse nazionale dal CONI;

 consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, l’attività sportiva di base e l’attività motoria presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati;

 consentito lo svolgimento anche degli sport di contatto dal 25 giugno 2020 nel rispetto delle linee guida;

 consentito lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche soltanto in forma statica, nel rispetto delle distanze sociali e delle altre misure di contenimento;

 consentite le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo nel rispetto delle linee guida regionali;

 gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala, nel rispetto delle linee guida;

 l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli con le rispettive confessioni;

 il servizio di apertura al pubblico dei musei è assicurato a condizione che garantiscano fruizione contingentata tale da evitare assembramenti e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;

 le attività di centri benessere, di centri termali sono consentite nel rispetto delle linee guida;

 è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei prontosoccorso;

 l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA) è limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura;

 le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni e siano rispettate le linee guida;

 le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite nel rispetto delle linee guida regionali; consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e la ristorazione con consegna a domicilio;
le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite nel rispetto delle linee guida regionali;

 le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate nel rispetto delle linee guida;
le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle regioni;

 tutte le attività produttive industriali e commerciali sono tenute al rispetto del protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020;

 le attività di trasporto pubblico di linea terrestre, marittimo, ferroviario, aereo, lacuale e nelle acque interne, sono espletate, anche sulla base di quanto previsto nel “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nel settore del trasporto e della logistica” di settore sottoscritto il 20 marzo 2020;

 restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, e, sino al 14 luglio 2020, le fiere e i congressi. Le Regioni, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data di ripresa delle attività, nonché un numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luogh