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Jenne celebra la Pantasema con un bel cortometraggio e la riapertura della Biblioteca Civica

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JENNE – Domenica 18 gennaio alle ore 16, la Biblioteca Civica di Jenne ospiterà la proiezione del cortometraggio “La Pantasema di Jenne”, un lavoro ideato, scritto e realizzato da un gruppo di giovani talentuosi: Emanuele De Luca, Jennifer Lauri, Kiara Lauri, Diana Manni, Francesca Manni, Adele Massimi e Matteo Massimi, con il coordinamento di Assunta Lauri.

Il cortometraggio offre uno sguardo unico sulla festa più amata di Jenne, raccontandone la nascita, la crescita e le tradizioni che ogni anno coinvolgono l’intera comunità. Attraverso gli occhi dei ragazzi, lo spettatore viene accompagnato nel laboratorio della Pantasema, scoprendo i segreti della comunità di giovani e adulti che realizzano scenografie e costumi, regalando emozioni e meraviglia a grandi e piccoli.

L’evento rappresenta anche l’occasione per celebrare la riapertura della Biblioteca Civica di Jenne, che da quest’anno riprende il suo ruolo con un regolare servizio al pubblico, tornando a essere un punto di riferimento culturale per la comunità.

L’invito è aperto a tutti: un pomeriggio tra cinema, tradizione e cultura per riscoprire il cuore pulsante di Jenne.

Jenne, la porta della valle: dove il tempo rallenta e l’anima respira

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C’è un luogo, nel cuore della Valle dell’Aniene, dove la natura non è cornice ma protagonista, dove il silenzio parla e il paesaggio invita a fermarsi. Quel luogo è Jenne, borgo sospeso tra cielo e montagna, adagiato in posizione dominante come un antico guardiano della valle.

Il viaggio verso Jenne non è un semplice spostamento: è un rito di passaggio. Lasciata Subiaco alle spalle, dopo la solenne presenza dei Monasteri benedettini, la strada inizia a salire, ad avvolgersi su se stessa. Le rocce si innalzano imponenti, i tornanti stringono l’abbraccio della montagna, le gallerie scavano la pietra come vene di memoria. Lo sguardo è rapito, il tempo sembra dilatarsi. È difficile non rallentare, non cedere alla meraviglia.

Poi, quasi inaspettata, appare San Giovanni dell’Acqua. Una piccola chiesa, semplice e potente, con una scritta che profuma di passato. Qui l’acqua scorre libera, scende fresca dalla montagna, attraversa la roccia e raggiunge la strada, levigandola. Il suono delle cascatelle diventa musica, l’aria è pura, la pace è tangibile. In questo luogo si avverte qualcosa di più profondo: il legame tra natura e fede  presente ogni giorno dell’anno.

La tradizione racconta che proprio qui San Benedetto da Norcia, mosso dalla compassione per i monaci rimasti senz’acqua, colpì la roccia con il suo bastone, facendo sgorgare una sorgente miracolosa. Una storia che ancora oggi sembra vivere nel mormorio dell’acqua, come una preghiera che non ha mai smesso di essere ascoltata.

Ancora pochi tornanti, ed ecco Jenne. L’arrivo è come un premio. Il borgo accoglie con ordine, pulizia, cura. Ma soprattutto con una sensazione immediata di armonia. A prima vista sembra un luogo di quiete assoluta, e lo è. Ma basta poco per scoprire che sotto quella calma batte un cuore vivo, fatto di idee, impegno e visione.

Jenne è una comunità di circa 400 anime, ma con uno sguardo che va lontano, ma la popolazione fluttuante è di gran lunga superiore alla effettiva residente.  Un borgo che non si limita a custodire il passato, ma lavora per costruire il futuro. L’Amministrazione comunale,  promuove progetti concreti e innovativi, tra cui iniziative pensate per sostenere idee imprenditoriali capaci di generare valore reale per il territorio. Qui la bellezza non è solo contemplata: è coltivata.

La Chiesa di Sant’Andrea Apostolo domina il paese con la sua presenza solenne, mentre tutto intorno Jenne si svela come un salotto a cielo aperto: giardini curati, spazi accoglienti, il monumento ai caduti che, sotto il tricolore sventolante, racconta storie di sacrificio e appartenenza. La sede municipale, funzionale e ben organizzata, è il simbolo di una comunità che sa rispondere ai bisogni dei suoi cittadini con efficienza e umanità.

A 850 metri di altitudine, Jenne offre ciò che serve per vivere bene: farmacia, alimentari, bar, macelleria. Uno scuolabus accompagna ogni giorno gli studenti verso Subiaco, segno di un borgo che, pur piccolo, continua a investire nella crescita e nell’educazione. E in estate, Jenne si accende: eventi, iniziative, momenti di incontro trasformano il paese in un luogo di condivisione e festa.

Non è un caso che il nome Jenne venga ricondotto al termine latino “janua”, porta. Jenne è una soglia, un passaggio, l’accesso a una delle valli più belle d’Italia. Ma è anche una porta interiore, che si apre a chi cerca autenticità, silenzio, bellezza.

E tanto tanto altro da scoprire… .. .

Pellegrinaggio jennese alla Madonna del Divino Amore, tutte le info per partecipare!

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JENNE – L’Amministrazione Comunale di Jenne promuove un’iniziativa rivolta a tutta la cittadinanza: un pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Divino Amore, in occasione dell’Anno Santo. L’evento è previsto per sabato 6 dicembre 2025, con partenza garantita in pullman offerto dal Comune e di questo viene ringraziato il sindaco Giorgio Pacchiarotti. 

La giornata inizierà con la partecipazione alla Santa Messa alle ore 12:00, l’arrivo è previsto un’ora  prima per permettere  le confessioni, requisito indispensabile per ottenere l’Indulgenza.

Al termine della funzione religiosa, i partecipanti si ritroveranno a pranzo a Castel Gandolfo in un ristorante locale, con un menù completamente a base di pesce che prevede antipasto, due primi piatti (tonnarelli allo scoglio e pici con spigola e pachino), secondo con mezza orata, mazzancolla e frittura, contorni di patate e cicoria, e dolce finale con torta charlot, acqua, vino e caffè inclusi, il tutto a 40 euro a persona.

Il vice sindaco Cristiano Lauri invita tutti i cittadini interessati a confermare la propria adesione al più presto, in modo da organizzare al meglio i posti sul pullman e garantire la partecipazione dei jennesi a questo momento di spiritualità e condivisione.

L’iniziativa rappresenta un’occasione per celebrare insieme il Giubileo, rafforzare i legami della comunità e vivere una giornata di incontro e fede.

L’antico legame di Jenne con il Santuario del Divino Amore:

Le antiche donne jennesi partivano per l’antica pratica della “scacchiatura” nelle vigne dei castelli romani e poderi signorili, durante la stagione in cui permanevano in loco ospitate dai datori di lavoro, le donne jennesi la domenica erano solite recarsi alla Santa Messa presso il suggestivo e storico Santuario. Da allora il legame culturale e di fede non si è mai spezzato.

Il Santuario della Madonna del Divino Amore, situato nella periferia sud di Roma, è uno dei luoghi di devozione mariana più importanti della città. Le origini del culto risalgono al XVII secolo, quando, secondo la tradizione, un’immagine della Madonna dipinta su una parete di una casa colonica iniziò a essere venerata dai fedeli per i miracoli attribuiti alla sua intercessione.

Nel 1740 venne edificata una prima chiesa, poi ampliata nel corso dei secoli. Il santuario è diventato particolarmente noto nel XX secolo, quando Papa Pio XII vi promosse pellegrinaggi e devozioni speciali, soprattutto durante eventi critici per la città e per il Paese. Ancora oggi, è meta di pellegrinaggi sia per motivi religiosi che per celebrare particolari Giubilei, rappresentando un punto di riferimento spirituale e culturale per i romani e i fedeli da tutta Italia.

 

Jenne, il borgo dorato dell’Alta Valle dell’Aniene dove l’autunno diventa poesia

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C’è un momento, tra ottobre e novembre, in cui l’Alta Valle dell’Aniene si trasforma in un quadro vivente: le montagne si accendono di rosso, arancio e oro, e ogni sentiero profuma di bosco e legna. È in questo scenario che Jenne, piccolo gioiello incastonato tra i monti Simbruini, si mostra in tutta la sua magia.

Il foliage qui non è solo uno spettacolo naturale — è un’esperienza. I vicoli si riempiono di colori caldi, il silenzio è rotto solo dal suono del vento tra i castagni, e le pietre antiche del borgo sembrano raccontare storie lontane. Jenne, patria di Papa Alessandro IV, unisce la quiete della montagna al fascino di un passato che ancora si respira in ogni angolo.

Il clima ancora mite di questi giorni rende perfetta una passeggiata tra le vie del borgo, i luoghi panoramici ed i sentieri che portano verso la valle. Non è raro incontrare escursionisti, fotografi o semplici curiosi che si fermano a contemplare lo spettacolo della natura.

Ma Jenne non è solo bellezza naturale. È un borgo piccolo che fa le cose in grande: negli ultimi anni ha accolto visite ufficiali di rilievo, tra cui quelle del Ministro Antonio Tajani, che vi si è recato ben due volte. Un segnale di quanto questo piccolo centro continui ad attrarre personalità del mondo della cultura, delle istituzioni e dello spettacolo, tutte unite da un comune denominatore: l’amore per un luogo autentico, accogliente e pieno di vita.

In autunno, Jenne diventa un invito a rallentare, a guardarsi intorno e a scoprire che la bellezza, quella vera, non ha bisogno di clamore. Basta un borgo sospeso nel tempo e un tappeto di foglie dorate per ricordarci quanto è straordinario, a volte, il semplice scorrere delle stagioni.

2 novembre, il ricordo per chi ci ha preceduto… .. .

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JENNE – Il 2 novembre è la giornata dedicata alla Commemorazione dei Defunti, un momento importante per ricordare tutte le persone care che ci hanno lasciato. Questa ricorrenza, di origine cattolica, segue immediatamente la festività di Ognissanti del 1° novembre e rappresenta un’occasione di riflessione, preghiera e memoria.

Oggi  a Jenne avrà luogo la celebrazione liturgica alle ore 15.00 presso il cimitero comunale. A tal proposito l’amministrazione comunale rivolge un caloroso ringraziamento alla sig.ra Maria Flamini che ha fatto dono di ornamenti e piante di fiori per tutto il cimitero al fine di tributare un pensiero alla memoria di quanti ci hanno preceduto.

La Commemorazione dei Defunti ha radici antiche e nasce dall’esigenza di pregare per tutti i fedeli scomparsi, non solo i santi. È un giorno che invita a ricordare chi ci ha preceduto nella vita, rafforzando il legame tra vivi e defunti e offrendo speranza nella vita eterna. La tradizione cristiana vede nella preghiera un gesto di amore e di sostegno per le anime che sono ancora in cammino.

La giornata si caratterizza per diverse pratiche religiose e culturali:

Aspetto liturgico: vengono celebrate Messe dedicate ai defunti, spesso accompagnate da preghiere specifiche e riflessioni sul tema della morte e della resurrezione.
Visita ai cimiteri: è comune recarsi al cimitero per portare fiori, accendere candele e sostare in silenzio sulle tombe dei propri cari.
Tradizioni popolari: in alcune regioni si preparano dolci tipici legati alla ricorrenza e si svolgono gesti simbolici di memoria, come lasciare fiori o piccoli doni sulle tombe.

Il 2 novembre rappresenta un momento di introspezione e di legame con la memoria dei defunti. Permette di riflettere sul senso della vita, sul valore dei rapporti umani e sulla continuità della memoria tra le generazioni. È anche un’occasione per condividere storie e ricordi, rafforzando il sentimento di comunità e di solidarietà familiare.

Più che una semplice tradizione, il 2 novembre invita a considerare la morte non come una fine assoluta, ma come un passaggio della vita che può essere accolto con serenità e speranza. Ricordare i defunti significa onorare la loro memoria, mantenere vivi i legami affettivi e riconoscere l’importanza di vivere pienamente il presente.

1° Novembre festa di Tutti i Santi

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Nei secoli VIII-XI si diffuse in Europa latina questa festività che arrivò a Roma nel IX secolo.

Il 1º novembre si festeggiano e si ricordano tutti i Santi conosciuti e non, affinché possano anche intercedere per noi in questa vita.

La parola Santo significa “Separato dal mondo”, “Appartato” da Dio o “Consacrato” E’ una festa di speranza che celebra quelle persone che in vita hanno teso a somigliare al comportamento ed a conformarsi agli insegnamenti di Cristo. Si considera Beato colui al quale la Santa Sede ha riconosciuto un miracolo. Santo è colui al quale è riconosciuto anche il secondo. Parliamo di personalità elette dal Signore, coloro che si allontanano dalla mentalità del mondo per abbracciare le leggi del Regno di Dio, coloro che hanno donato la propria vita per il disegno che Dio aveva progettato per loro. Ciò significa azzerare la volontà umana che tende innanzitutto a vizi come Lussuria,Superbia, Invidia,Ira,Accidia,Avarizia, Gola, che nella religione Cristiana non sono altro che i 7 Vizi Capitali. E non solo. Queste personalità hanno vissuto la loro vita amando in maniera fervida il Signore. Anelavano la sua presenza, venivano letteralmente vessati dal nemico cui oggi nemmeno si crede più. Personalità che aborrivano la vanagloria, ad oggi la si persegue.

San Francesco d’Assisi, si spogliò di tutti i suoi averi, essendo nato in una famiglia all’epoca molto benestante. Preferì la povertà amando immensamente il creato e tutte le sue creature. Visse il Vangelo nella sua forma più estrema e radicale.  Venerò l’Eucarestia in maniera passionale e profonda. Morì a soli 44 anni desiderando ‘Sorella Morte’ per poter abbracciare finalmente il Signore. Fondò l’ordine dei francescani.

Santa Rita da Cascia , la Santa delle cause impossibili, era una donna che sin da piccola voleva diventare una suora. Non le fu permesso dalla sua famiglia che la costrinse a sposarsi a 16 anni. Ebbe anche dei figli. Il marito era un violento ma la pazienza della donna riuscì a convertirlo. Purtroppo fu assassinato e poco dopo nonostante le preghiere della madre anche i figli morirono di malattia.Rimasta sola cercò di entrare in diversi conventi che ovviamente la rifiutarono categoricamente per la sua condizione di donna sposata,con figli, ma anche per le vicissitudini violente cui furono implicati marito e figli.La sua determinazione nel volere donare la sua vita a Cristo la portò nel Convento delle Suore Agostiniane ma non se ne comprende bene come accadde. Fu Suor Rita per ben 40 anni , suora di clausura. Le fu concessa la stigmare sulla fronte tutt’ora visibile. Dopo la sua morte inspiegabilmente il suo corpo non andò in decomposizione.

Sant’Agostino d’Ippona, un uomo di una cultura enorme, che rifiutava categoricamente l’esistenza di Dio, cercando di spiegare ogni cosa con la ragione. Condusse la prima parte della sua vita nella maniera più dissoluta e diventò un eccellente ‘parlatore’ all’epoca erano avvocati, perchè convinto che l’utilizzo della parola donasse potere a chi la sapeva usare in maniera eccellente. Nonostante le infinite preghiere di sua madre Monica, donna altamente devota a Dio, considerando il testo biblico grossolano,iniziò a perseguire le idee del ‘maniachesimo’ ovvero una corrente filosofica che non riconosceva l’esistenza di Dio, piuttosto vedeva il bene ed il male come due poli opposti, come spirito e materia. Ossessionato dal perseguire la ‘verità’ voltò le spalle a questo pensiero perchè continuava a sentirsi insoddisfatto dalle spiegazioni del maniachesimo. Ottienne la cattedra di Retorica a Milano. La sua carriera andava a gonfie vele. La sua ambizione era saziata ma il suo cuore no. Sua madre sempre al suo fianco volle avvicinarlo al Vescovo Ambrogio, del quale Agostino apprezzava i sermoni e quel modo di comunicare. Iniziò il suo accostamento alla vita Cristiana ma Agostino era sempre tormentato e confuso. Un giorno lasciandosi andare in un pianto ininterrotto sentì una voce interiore che diceva ”prendi e leggi” , davanti a sè vide delle lettere di San Paolo. Le lesse:

Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie ed impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non lasciatevi prendere dai desideri della carne

rimase folgorato. Da quel omento cambiò vita e la dedicò interamente a Dio. Tra le lacrime di sua madre che vide un vero e proprio miracolo davanti ai suoi occhi e cioè la conversione di una persona che per circa la metà della sua vita si ostinava a rifiutare l’esistenza di Dio, fu battezzato dal Vescovo Ambrogio nella notte Pasquale fra il 24 ed il 25 aprile 386. Successivamente fondò una comunità monastica, fu ordinato sacerdote ed infine divenne vescovo di Ippona.

Di Sant’Agostino ricordiamo le sue “confessioni” un libro in cui il Santo riesce a mettere a nudo il suo cuore descrivendo in maniera impareggiabile la battaglia interiore fra bene e male.

Il racconto breve di queste tre vite rappresentano quanto il Signore opera in modo diverso con ognuno di noi. La lettura delle loro vite, dei loro libri, o anche la visione dei film ispirati alle loro storie potrebbe essere fonte di conoscenza per meglio capire ed intendere anche la festività di oggi.

Successo per la terza edizione del memorial di pesca sportiva dedicato a Claudio Armeni

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JENNE (RM) – Si è svolta con successo, lo scorso 18 ottobre presso il laghetto di pesca sportiva ad Agosta, la terza edizione del Memorial Claudio Armeni, appuntamento ormai tradizionale dedicato al giovane pescatore scomparso prematuramente che è l’emblema di tutti i giovani pescatori deceduti.  L’evento, promosso dal Club Pesca Sportiva di Jenne, ha unito come ogni anno sport, amicizia e memoria, in una giornata all’insegna della condivisione e della passione per la pesca.

Ottima la partecipazione e impeccabile l’organizzazione che hanno reso possibile una gara riuscita in ogni dettaglio. Presenti alla manifestazione anche il Sindaco di Jenne, Giorgio Pacchiarotti, e il vice sindaco, Cristiano Lauri, che hanno voluto portare il saluto dell’amministrazione comunale.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto a La Rusticana per il pranzo conviviale che ha riunito partecipanti e ospiti, e a Maria e Rita Armeni,(cugine del compianto Claudio)  protagoniste come sempre della commemorazione con i loro premi “golosi” – tra cui un prosciutto molto apprezzato dai concorrenti.

Non è mancato un momento di emozione nel ricordo di Claudio, con la presenza del padre Antonio  e del fratello Arsenio. Il Memorial si è così confermato non solo una competizione sportiva, ma anche un’occasione per mantenere vivo il legame con chi ha condiviso la stessa passione.

“Viva la pesca sportiva, viva Jenne” – ha commentato  il presidente del Club Michelangelo Di Felice, che con tanto impegno però non è riuscito a pescare nulla durante la giornata,  ma ha sottolineato che l’importanza è esserci e condividere queste affascinanti esperienze.

 

Dario e Cloridiana sposi a Jenne, auguri splendenti di buona vita!

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JENNE 20 SETT 2025 – Questa mattina alle ore 11.00 presso la Chiesa della Madonna delle Grazie, solenne celebrazione per il Sacramento del Matrimonio per Dario Proietti e Cloridiana Molinari.  Sono convolati a nozze dopo ventiquattro anni di convivenza. A sugellare l’unione con rito cattolico è stato il parroco di Jenne don Pietro, il quale durante l’omelia ha ricordato l’importanza del Sacramento matrimoniale come promessa rivolta a Dio ed impegno degli sposi ad essere testimoni di cristianità.

Testimoni per lei: Cristiano Lauri, Clementina Giannetti
Testimoni per lui. Daniele Proietti e Pina Cammarota

Il sindaco Giorgio Pacchiarotti e l’amministrazione comunale rivolge agli sposi splendenti auguri di ogni bene e di buona e lunga vita.

Dario e Cloridiana, sono noti a Jenne per le loro comprovate doti umane, sociali, e professionali. Auguri.

 

Sold out a Jenne per il Ballo della Pantasema 2025, tradizione e divertimento popolare

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JENNE (RM) – Sold out ieri sera a Jenne. Ancora una volta il borgo è stato protagonista della tradizione e divertimento popolare. In piazza Vittorio Emanuele si è consumato un evento che  unisce antiche tradizioni popolari, spettacolo e convivialità.

La giornata ha avuto  inizio alle ore 18:00 con l’apertura degli stand enogastronomici, dove è stato possibile degustare piatti e prodotti tipici del territorio. Il momento clou è atteso era però per le 22:00, quando ha preso il via la “Pantasema”, rito simbolico che segna l’apertura della grande festa.

A mezzanotte il cielo sopra Jenne si è illuminato con lo spettacolo di fuoco e fiamme sotto le stelle, mentre dalle 00:30 musica e danze  hanno animato la piazza fino a notte inoltrata.

Organizzato dalla Comunità Giovanile di Jenne con il patrocinio del Comune e delle associazioni locali, il Ballo della Pantasema si conferma come sempre un appuntamento imperdibile del calendario estivo, capace di attrarre visitatori e turisti grazie alla sua atmosfera unica e al forte legame con le radici culturali del paese.

Al termine de ballo la Pantasema è stata data alle fiamme come nella migliore tradizione con un circolo di bambini festanti che hanno fatto da corona, ovviamente a debita distanza di sicurezza.

Il ballo è stato accompagnato dalla Mitica Tupamaros Band.

Weekend di tradizione e gusto a Jenne: Ndremmappi e pizze alla padella

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JENNE – Ritorno d’estate in alta Valle Aniene, si profila un weekend all’insegna del beltempo, e grande attesa per due eventi in sequenza: venerdì 5 settembre 2025 la nota Sagra delle Pizze alla Padella che si svolgerà dalle 20.00 come di consueto in piazza Vittorio Emanuele III, con spettacolo musicale in live degli Stra Drinking.

Il gusto delle note pizze alla padella sarà preceduto alle ore 18.00 da un evento parimenti atteso: la cerimonia di premiazione del XIv edizione del premio letterario nazionale “Antonio Fogazzaro”.

Poi spazio alla tradizione del prodotto tipico d’eccellenza: gli ‘Ndremmappi di Jenne, sabato alle 20, sempre in piazza. La pasta tradizionale torna protagonista, già riconosciuta prodotto agroalimentare tradizionale della Regione Lazio, e proprio la  settimana scorsa, con iter predisposto dalla Pro Loco Marchio Ministeriale di Impresa.

Agli stand gastronomici sarà in tandem anche lo spettacolo Musicale degli Armonia Dance. Per un fine settimana tutto da vivere!