Jenne, con Torti e Massimi si conclude la pubblicazione degli interventi del convegno sull’Alto Aniene

JENNE – Si conclude con la pubblicazione degli ultimi due interventi il percorso dedicato al convegno “Alto Aniene – Un futuro per il fiume, un fiume per il futuro”, promosso lo scorso 30 maggio dal Club Pesca Sportiva di Jenne. Un appuntamento che ha riunito amministratori, tecnici, studiosi, associazioni e appassionati, offrendo un momento di confronto qualificato sul futuro del fiume Aniene e sulle prospettive di tutela e valorizzazione dell’intero territorio.

Nel corso dell’iniziativa è emerso con forza come la pesca sportiva rappresenti oggi molto più di una semplice attività ricreativa. Essa costituisce infatti un importante elemento di attrazione turistica, un presidio per la tutela dell’ambiente fluviale e un’occasione di crescita culturale e sociale per le comunità dell’Alta Valle dell’Aniene. Le relazioni presentate hanno affrontato il tema sotto molteplici aspetti, dimostrando come la salvaguardia dell’ecosistema e la promozione di una fruizione sostenibile del fiume possano procedere insieme.

A chiudere il ciclo di pubblicazioni sono gli interventi di Federico Massimi, presidente dell’Associazione Jenneland, che ha affrontato il tema del “Patrimonio naturale e delle tradizioni”, e di Corrado Torti, artista naturalista e profondo conoscitore degli ecosistemi fluviali, chiamato a concludere il dibattito con una riflessione dedicata a “L’ecosistema dell’Alto Aniene”.

Il presidente del Club Pesca Sportiva di Jenne, avvocato Michelangelo Di Felice, nel ringraziare tutti i relatori per l’elevato livello scientifico e culturale degli interventi, ha espresso gratitudine anche alle istituzioni, alle associazioni e al numeroso pubblico intervenuto. Un contributo corale che ha permesso di affrontare con competenza un tema di grande attualità, confermando come il futuro del fiume passi attraverso la collaborazione tra enti, cittadini, pescatori e realtà associative, nella convinzione che la tutela dell’Aniene rappresenti un investimento sul futuro dell’intero territorio.


Federico Massimi, Presidente Associazione Jenneland

<<Ringrazio per l’invito che noi di Jenneland abbiamo accolto con piacere. La nostra giovane Associazione, a conferma della forza attrattiva del nostro territorio e delle nostre tradizioni, solo in questo primo anno di vita ha contato più di 200 adesioni alle iniziative promosse: guide sui sentieri e sui cammini di cui l’Alta Valle dell’Aniene è ricca, ma anche escursioni e visite guidate ai suoi siti straordinari; corsi di erboristeria e artigianato, ed in sintesi tutto ciò che è parte della nostra cultura, delle nostre radici, come le tante altre offerte che richiamano turismo, incluse le guide alla pesca con pratica del No Kill per il che ci avvaliamo del Club di pescasportivi di Jenne che oggi apprendo avere altre realtà al proprio fianco. L’indotto del turismo legato alle risorse del territorio è una realtà di cui le nostre Comunità non possono e non devono fare a meno, per cui va sostenuta da tutti ogni iniziativa che sia sana, rispettosa dell’ambiente, in grado di riqualificarlo e di valorizzarlo. Ne va del futuro di tutti e del futuro della natura che ci circonda.>>


Corrado Torti, artista naturalista e cultore degli ecosistemi ed entomologia fluviali

<<Sono felicissimo e grato di essere qui oggi con gli amici di Jenne, Vallepietra e Trevi e con tante autorità e tante celebrità a parlare del nostro Alto Aniene e delle sue peculiarità. Ho girato tante Riserve, tanti fiumi, ma l’Alto Aniene e il Simbrivio sono una parte di me, non hanno eguali. La trota zebrata dell’Aniene è una specie rarissima ed è di una bellezza straordinaria, tanto da esserne quasi geloso. Capite quindi non solo la ragione per cui appena posso vengo qui ad osservare l’intero ecosistema, a fissarmelo bene negli occhi e nell’anima per poi tradurli in un acquerello, ma anche la ragione per cui credo che una ZPC, una Riserva di Pesca sia indispensabile. Conosco realtà in cui per tutelare l’habitat e le popolazioni di salmonidi, si è deciso di porre un divieto assoluto di pesca invece che fare una ZPC ed il risultato, purtroppo, è stato disastroso. Vietare la Pesca, invece che regolamentarla a beneficio della natura stessa, e quindi controllarla, significa abbandonare quel fiume e lasciarlo nelle mani di bracconieri e gente senza scrupolo. Dopo pochissimi anni, il fiume è ridotto ad una discarica o a un rivolo d’acqua e le popolazioni ittiche pian piano scompaiono. Una Riserva invece, soprattutto grazie ai pescatori stessi che la frequentano, impedisce un simile finale: il fiume, l’habitat, le trote, sono continuamente monitorate perché non c’è un pescatore di Riserve che non le curi e non c’è Riserva o fiume in salute senza che qualcun se ne prenda cura responsabilmente. Fare di questo bacino una Zona di Pesca Controllata, pertanto, è necessario ed indispensabile, perché -esattamente come detto da coloro che mi hanno preceduto- è ciò che potrà garantire un futuro al fiume rendendolo un fiume per il futuro delle Comunità.>>