Direttiva Habitat e Alto Aniene, Foppoli: «I vincoli resterebbero anche senza il Parco»

JENNE – Il presidente del Parco dei Monti Simbruini interviene sul tema delle riserve di pesca e chiarisce il ruolo dell’Ente gestore della ZSC Alto Aniene e della ZPS Simbruini-Ernici.

Il compito di trattare argomenti così importanti mi onora, per quanto sia complicato farlo nel poco tempo che mi è consentito in una tavola con tanti interlocutori.

Capisco, e lo dico subito, le preoccupazioni delle Amministrazioni territoriali. Capisco che l’Ente Parco sia spesso visto come un nemico, ma la verità è che la nostra disponibilità è fortemente segnata, da un lato, da doveri funzionali ben precisi, non dettati da noi, ma dallo Stato, dalla Regione e dalla stessa Unione Europea, in quanto Ente Gestore della Zona di Protezione Speciale Simbruini-Ernici, parte della Rete Natura 2000, che comprende anche le Zone Speciali di Conservazione, come l’Alto Aniene, dalla Villa di Nerone fino alle sorgenti.

Dall’altro lato, la nostra azione è condizionata da una serie di vincoli e limiti derivanti da queste normative che, nel tempo, insieme ad altri fattori, hanno progressivamente ridotto la stessa operatività dell’Ente.

Intendo dire, ad esempio, che ad oggi non si è ancora concluso l’iter che porterà all’approvazione del Piano di Assetto, che rappresenta, per intenderci, il piano regolatore dell’intera area del Parco Naturale Regionale, già di per sé vastissima, e dell’area ancora più estesa della ZPS.

Non è ancora concluso neppure l’iter relativo alla programmazione della promozione economica e sociale che ci compete e, inoltre, manca ancora un Direttore effettivo.

Ora, se per la nomina del Direttore effettivo a breve sarà portato all’attenzione del Presidente della Regione Lazio l’elenco dei tre candidati tra i quali potrà effettuare la scelta, per quanto riguarda il Piano di Assetto e il Programma di Promozione Economica e Sociale — nel quale potrebbe trovare spazio anche il tema delle Riserve di Pesca — il percorso è ancora lungo.

Infatti, tra quei limiti e vincoli di cui parlavo, dal 2022 sono entrate in vigore anche le Linee Guida per la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), che trovano applicazione in ogni progetto, piano, iniziativa o attività riguardante i siti Natura 2000.

Quest’ultima questione, inoltre, deve chiarire un aspetto fondamentale: anche qualora il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini dovesse cessare di esistere, resterebbero comunque in vigore tutti i limiti e i vincoli derivanti dalla Direttiva Habitat e dalla Direttiva Uccelli.

La ragione è semplice: a scomparire sarebbe il Parco regionale, ma non la ZPS e le ZSC, tra cui l’Alto Aniene. Di conseguenza, continuerebbero a permanere tutti i limiti e i vincoli connessi a tali aree, compresi quelli più incisivi sotto il profilo dei tempi e delle competenze richieste, introdotti dalla VIncA.

Tuttavia, pur con questi pesi e nei limiti di queste “costrizioni”, che come vedete non dipendono né da noi né dalla Regione, stiamo lavorando per dotarci nel più breve tempo possibile di tutti gli strumenti necessari per adempiere ai nostri doveri e rispondere alle esigenze delle Comunità del Parco.

Per quanto riguarda le Riserve di Pesca, che rappresentano il tema dell’incontro odierno, assicuriamo, in qualità di Ente gestore del sito Natura 2000, tutta l’attenzione e il sostegno possibili. A conferma di ciò, siamo in continuo contatto con le competenti Direzioni regionali.»