JENNE – È una chiesa piccola nelle dimensioni, quasi raccolta, ma capace di custodire secoli di storia, arte e devozione popolare. La chiesa della Madonna delle Grazie accoglie chi arriva a Jenne e rappresenta uno dei luoghi di culto più suggestivi dell’antico borgo dei Monti Simbruini. Al suo interno, tra architetture appartenenti a epoche differenti, si conservano antichi affreschi e soprattutto una venerata immagine della Vergine con il Bambino dipinta direttamente sulla roccia.
Conosciuta anche come chiesetta “Campestre” della Madonna delle Grazie, costituisce una delle testimonianze del patrimonio religioso che caratterizza Jenne, paese la cui storia è profondamente intrecciata con quella della Chiesa e che diede i natali, intorno al 1190, a Rinaldo dei conti di Jenne, destinato a salire al soglio pontificio nel 1254 con il nome di Alessandro IV.
L’edificio presenta una struttura semplice e raccolta, articolata in due navate. La parte laterale, caratterizzata da volte a crociera, viene fatta risalire al XIV secolo ed era sede dell’omonima Congregazione.
Per la navata principale le fonti disponibili riportano datazioni differenti: la documentazione divulgativa del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini la colloca nel XVIII secolo, mentre la scheda della Diocesi di Tivoli e di Palestrina riferisce di due navate rispettivamente del XIV e del XVII secolo. Una differenza che non modifica comunque il dato storico fondamentale: l’attuale edificio è il risultato di fasi costruttive appartenenti a periodi diversi.
La facciata rispecchia la sobrietà dell’intero complesso. È di semplice fattura, con il portone d’ingresso principale accompagnato da tre piccole finestre, senza quell’apparato monumentale tipico delle grandi chiese. Ed è probabilmente proprio questa essenzialità a rendere il luogo particolarmente suggestivo.
Il cuore artistico e devozionale della chiesa si trova però all’interno.
Qui sono conservati affreschi risalenti al XV e XVI secolo, attribuiti ad autori rimasti sconosciuti, testimonianze pittoriche che attraversano una fase importante della storia artistica e religiosa del territorio.
Tra tutte le immagini emerge quella che nei secoli ha assunto un particolare significato per la popolazione: un venerato affresco realizzato sulla roccia raffigurante la Vergine con il Bambino.
L’immagine della Beata Vergine viene descritta con il Bambino sulle ginocchia e un libro nella mano destra. La presenza stessa dell’affresco sulla roccia contribuisce a creare quel rapporto strettissimo tra luogo sacro e ambiente montano che caratterizza molti degli antichi insediamenti religiosi dei Simbruini.
Non è dunque soltanto un’opera d’arte, ma soprattutto un’immagine intorno alla quale si è consolidata nel tempo la devozione della comunità jennese.
Un ulteriore elemento storico riguarda il rapporto della Madonna delle Grazie con un altro antico luogo religioso del territorio. Alla chiesa venne infatti annesso il Beneficio semplice della chiesa parrocchiale di Santa Maria del Monte Preclaro, con l’obbligo della celebrazione nel giorno della Visitazione.
È un particolare che restituisce la dimensione di una geografia religiosa molto più antica dell’attuale organizzazione parrocchiale, fatta di chiese, cappelle, benefici e congregazioni che scandivano la vita spirituale e sociale delle piccole comunità montane.
La Madonna delle Grazie si colloca del resto all’interno di un patrimonio religioso sorprendentemente ricco rispetto alle dimensioni del borgo.
A poca distanza si trovano la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo e, nella parte più antica del paese, Santa Maria in Arce, conosciuta come Madonna della Rocca, ciò che rimane dell’antico castello legato alla nascita di Papa Alessandro IV.
La stessa Madonna delle Grazie costituisce una delle tappe indicate dal Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini nell’itinerario storico-culturale dedicato a Jenne: un percorso che parte proprio dalla piccola chiesa posta all’ingresso del paese e prosegue verso Sant’Andrea, il borgo medievale e la Madonna della Rocca.
Ma la storia della Madonna delle Grazie non appartiene soltanto ai secoli passati.
La chiesetta continua a essere un punto di riferimento religioso e identitario per la comunità di Jenne. La tradizionale festa dedicata alla Madonna delle Grazie rappresenta ancora oggi un momento di partecipazione collettiva, nel quale la celebrazione religiosa si accompagna all’incontro e alla convivialità.
Ed è forse proprio questa continuità a rappresentare l’aspetto più autentico del piccolo edificio sacro.
All’inizio del paese, senza imponenza e senza monumentalità, la Madonna delle Grazie continua da secoli ad accogliere chi arriva a Jenne. Le sue due navate, le volte a crociera, gli affreschi quattro-cinquecenteschi e quella Vergine con il Bambino impressa sulla roccia raccontano una storia fatta non soltanto di arte e architettura, ma soprattutto della fede di generazioni che in questo piccolo santuario hanno trovato un luogo di raccoglimento, protezione e appartenenza.


