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Come oggi 48 anni fà l’uccisione di Aldo Moro: l’ultima lettera per non dimenticare la storia

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Jenne 9 Mag 2026 – Oggi ricorre l’anniversario di una pagina buia per la nostra istituzione Repubblicana. Nelle istituzioni dunque a distanza di 48 anni, si deve riflettere. La storia recente porta segni di un dolore ancora vivo, come l’uccisione dello statista Aldo Moro. Ricordare, approfondire, serve per onorarne la memoria, per non dimenticare e per riaffermare sempre di più il ruolo della pace e del dialogo che deve prevalere sempre su tutto.

Il 9 maggio del 1978 non fu soltanto il giorno in cui l’Italia vide il corpo di Aldo Moro abbandonato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa in via Caetani. Fu il giorno in cui la Repubblica scoprì di aver smarrito sé stessa. La geometria simbolica di quella strada — a metà tra le sedi della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista Italiano — era il macabro sigillo politico delle Brigate Rosse: non solo un assassinio, ma una sentenza storica contro l’idea stessa di mediazione, dialogo, compromesso democratico.

Eppure, a quasi mezzo secolo di distanza, non è il clamore della politica a ferire ancora. È la voce privata di Moro. Quella lettera che Aldo Moro scrisse a sua moglie Eleonora Chiavarelli — “Noretta” — resta uno dei documenti più sconvolgenti della storia italiana contemporanea. Non un manifesto politico, non una requisitoria ideologica: il testamento umano di un uomo che comprende di essere stato lasciato solo.

La grandezza tragica di questa lettera sta proprio nella sua nudità. Moro non scrive da statista; scrive da marito, da padre, da uomo che sente avvicinarsi la fine. E tuttavia, anche nella disperazione, non smette di ragionare politicamente. È qui che il testo assume una potenza quasi dostoevskiana: l’intimità familiare e il giudizio storico si fondono senza retorica.

“Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della D.C. con il suo assurdo ed incredibile comportamento.”

In questa frase c’è tutta la frattura morale del caso Moro. Non soltanto il dolore dell’abbandono, ma la consapevolezza di essere diventato sacrificabile. Moro comprende che la “linea della fermezza” non è più soltanto una strategia dello Stato contro il terrorismo: è la decisione politica di non salvarlo.

Da qui nasce la definizione più terribile e più vera: “uno statista morto per lo Stato”.
Perché Moro non venne ucciso soltanto dalle Brigate Rosse. Venne consumato da una ragion di Stato che scelse di non piegarsi alla trattativa, trasformando la sua vita in un principio astratto.

La lettera, però, supera perfino questo. Ciò che continua a togliere il respiro è la sproporzione tra la violenza del contesto e la tenerezza delle parole. Mentre il mondo attorno a lui discute di strategie, equilibri internazionali, stabilità della NATO e precedenti politici, Moro parla di capelli, carezze, bambini, case condivise, mani.

“Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli.”

È probabilmente una delle frasi più devastanti mai scritte nella storia politica italiana. Perché lì cade ogni distanza tra il potere e la fragilità umana. Il presidente della Democrazia Cristiana, il professore, il tessitore del compromesso storico, torna semplicemente padre. Uomo. Corpo che ama altri corpi. Memoria che teme di sparire.

E in quel “volto per volto” c’è una precisione quasi fisica dell’addio. Moro non consegna idee: consegna presenze. È il linguaggio di chi cerca disperatamente di restare vivo nel ricordo concreto delle persone amate.

Colpisce anche il rapporto con la fede. Moro non bestemmia il destino, non cede all’odio assoluto. Ma la sua religiosità è attraversata dal dubbio e da una stanchezza metafisica che rende tutto ancora più umano.

“Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo.”

Qui non parla il leader cattolico. Parla un uomo terrorizzato dall’ignoto, che spera nella luce ma non riesce più a vederla chiaramente. È una frase di una modernità impressionante: non la certezza della fede, ma il desiderio della speranza.

E poi c’è quel passaggio durissimo:

“Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo.”

Il riferimento è a Papa Paolo VI, amico personale di Moro. Anche qui non c’è rabbia gridata, ma una delusione sommessa, quasi più dolorosa. Moro misura il silenzio di tutti: degli amici, del partito, delle istituzioni, persino della Chiesa. È il bilancio finale di una solitudine.

Eppure la lettera non implode mai nel rancore. Questo è il suo tratto più sconvolgente. Moro non diventa cinico. Continua ad amare. Continua a preoccuparsi degli altri più che di sé stesso. Persino nell’ultima postilla:

“Luca no al funerale.”

Un padre che, mentre aspetta la morte, pensa ancora a proteggere un figlio dal trauma.

In questo sta la dimensione quasi cristologica della vicenda Moro: non nell’agiografia politica costruita dopo, ma nella sua esposizione inerme al sacrificio. Leonardo Sciascia, nel suo straordinario L’affaire Moro, intuì prima di molti che durante quei 55 giorni lo Stato italiano smise di ascoltare la persona concreta Moro per difendere l’astrazione “Moro”. Il prigioniero reale divenne imbarazzante perché troppo umano, troppo lucido, troppo disperato. Le sue lettere furono liquidate come “non autentiche”, “dettate”, “psicologicamente alterate”. Era il modo più semplice per non ascoltarle.

Ma oggi quelle parole restano. E resistono.
Perché non appartengono più soltanto alla storia italiana: appartengono alla coscienza morale di un Paese.

La Renault 4 di via Caetani fu il luogo fisico della morte di Moro.
Questa lettera, invece, è il luogo dove continua a vivere.

Il testo integrale della lettera:

Mia dolcissima Noretta,

dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto forse ad un mio equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo. Non mi pare il caso di discutere della cosa in sé e dell’incredibilità di una sanzione che cade sulla mia mitezza e la mia moderazione.

Certo ho sbagliato, a fin di bene, nel definire l’indirizzo della mia vita. Ma ormai non si può cambiare. Resta solo di riconoscere che tu avevi ragione. Si può solo dire che forse saremmo stati in altro modo puniti, noi e i nostri piccoli.

Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della D.C. con il suo assurdo ed incredibile comportamento. Essa va detto con fermezza così come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso.

È poi vero che moltissimi amici (ma non ne so i nomi) o ingannati dall’idea che il parlare mi danneggiasse o preoccupati delle loro personali posizioni, non si sono mossi come avrebbero dovuto. Cento sole firme raccolte avrebbero costretto a trattare. E questo è tutto per il passato.

Per il futuro c’è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi.

Per carità, vivete in una unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani.

Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo.

Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto anto Luca) Anna Mario il piccolo non nato Agnese Giovanni.

Sono tanto grato per quello che hanno fatto. Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta. Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo.

P.s. Tutto sia calmo. Luca no al funerale.

 

Jenne, convocato il Consiglio comunale per la variante al Piano regolatore

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JENNE – Il Consiglio comunale di Jenne è stato convocato dal sindaco Giorgio Pacchiarotti per lunedì 11 maggio 2026 alle ore 18.30.

 

All’ordine del giorno l’adozione della variante al Piano regolatore generale, con le modifiche e le integrazioni apportate a seguito delle osservazioni presentate dai cittadini.

 

La seduta rappresenta un passaggio importante per l’iter urbanistico del Comune, dopo la fase di consultazione pubblica che ha consentito ai residenti di avanzare proposte, osservazioni e richieste di chiarimento sul piano.

 

L’amministrazione comunale punta così a definire uno strumento urbanistico aggiornato e condiviso, tenendo conto delle esigenze del territorio e delle indicazioni emerse nel confronto con la cittadinanza.

 

 

25 aprile, l’Italia celebra la Festa della Liberazione: memoria e valori

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ROMA — L’Italia celebra oggi, 25 aprile, la Festa della Liberazione, ricorrenza che segna la fine dell’occupazione nazifascista e la vittoria della Resistenza, momento fondativo della democrazia repubblicana. In tutto il Paese si svolgono cerimonie istituzionali, deposizioni di corone e iniziative commemorative promosse da enti locali, associazioni e istituzioni.

La data ricorda in particolare l’insurrezione generale proclamata nel 1945 dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, che portò alla liberazione di città simbolo come Milano e Torino, accelerando la conclusione della Seconda guerra mondiale sul territorio nazionale.

Le celebrazioni ufficiali vedono la partecipazione delle più alte cariche dello Stato, con momenti solenni nei luoghi simbolo della memoria, tra cui l’Altare della Patria a Roma, dove viene reso omaggio al Milite Ignoto. Analoghe iniziative si svolgono nei comuni italiani, con il coinvolgimento di scuole, associazioni combattentistiche e della società civile.

La Festa della Liberazione rappresenta un’occasione per rinnovare l’impegno collettivo nei valori di libertà, democrazia e pace sanciti dalla Costituzione.

Jenne, convocato il Consiglio comunale: all’odg: bilancio 2025 e piano urbanistico

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JENNE – Il Consiglio comunale di Jenne è stato convocato per mercoledì 29 aprile 2026 alle ore 19:00 presso la sala delle adunanze del Comune. Tra i punti principali all’ordine del giorno figurano l’approvazione del rendiconto della gestione 2025 e le determinazioni sul Piano Urbanistico Comunale Generale (P.U.C.G.).

La seduta si aprirà con l’approvazione dei verbali della riunione precedente. A seguire, l’assemblea sarà chiamata a esaminare e votare il rendiconto della gestione relativo all’esercizio finanziario 2025, comprensivo del conto del bilancio e dello stato patrimoniale, come previsto dall’articolo 227 del decreto legislativo n. 267 del 2000.

Particolare rilievo assume anche il terzo punto in discussione, dedicato al Piano Urbanistico Comunale Generale. Il Consiglio dovrà valutare osservazioni e controdeduzioni legate al provvedimento già trattato con deliberazione consiliare n. 10 del 30 gennaio 2026.

L’avviso è rivolto alla cittadinanza, invitata a partecipare alla seduta pubblica in cui verranno affrontati temi centrali per la gestione amministrativa e lo sviluppo del territorio comunale.

Da Jenne a Montegalda, sulle orme del Fogazzaro viaggio di gemellaggio con tappa a Venezia

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JENNE –  Un ponte tra comunità, storia e cultura: è in fase di organizzazione un significativo viaggio istituzionale che porterà una delegazione di cittadini da Ienne alla città gemellata di Montegalda, in provincia di Vincenza. Un’iniziativa che rafforza il legame tra i due territori, uniti nel nome di Antonio Fogazzaro, illustre scrittore che rappresenta il filo conduttore di questo gemellaggio ufficiale, sottoscritto dai sindaci dei rispettivi Comuni.

Il viaggio, previsto nel mese di aprile 2026, si propone come un’esperienza che coniuga momenti istituzionali, scoperta culturale e condivisione tra le comunità coinvolte.

Il programma in fase di definizione

La partenza è prevista per giovedì 23 aprile 2026, con orari ancora da stabilire. L’arrivo a Montegalda è programmato in serata.

Il giorno successivo, venerdì 24 aprile, la delegazione jennese sarà accompagnata dai cittadini montegaldesi in una visita alla città di Venezia, tra le mete più amate e visitate al mondo. Un’occasione per immergersi nella storia, nell’arte e nelle atmosfere uniche della città lagunare. Rientro in serata a Montegalda.

Sabato 25 aprile, giornata simbolo per l’Italia in quanto anniversario della Liberazione, sarà occasione per partecipare ad un incontro istituzionale dedicato ad Antonio Fogazzaro, momento centrale dello scambio tra le due comunità presso la Sala Consiliare del comune di Montegalda in forma ufficiale con allocuzioni di rito.

Nella stessa giornata è poi prevista anche la partecipazione alla tradizionale Fiera di San Giuseppe, evento molto sentito dalla cittadinanza locale.

Nel pomeriggio, il programma prevede uno spostamento a Bassano del Grappa, città ricca di storia e attrazioni, nota per i suoi mercatini e per il patrimonio culturale. In serata è previsto il rientro a Montegalda con pernottamento.

Domenica 26 aprile è infine previsto il viaggio di ritorno verso Jenne.

Informazioni e adesioni 

Per informazioni e per manifestare un’adesione di massima è possibile contattare il Vicesindaco Cristiano Lauri al numero 333 3558802.

Le adesioni vanno comunicate entro il giorno Sabato 4 Aprile 2026

Per quanto riguarda i costi, sarà definita una quota di partecipazione individuale, variabile in base al numero degli aderenti. Le spese di vitto e alloggio saranno a carico dei partecipanti, mentre il trasporto sarà offerto dal Comune di Jenne.

Un’iniziativa che rappresenta un’importante occasione di incontro, crescita culturale e rafforzamento dei legami tra comunità, nel segno della storia condivisa e della collaborazione istituzionale.

Il Sindaco
Giorgio Pacchiarotti

Jenne, incontro informativo sul Referendum del 22 e 23 marzo

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Jenne – In vista del Referendum costituzionale in programma per il 22 e 23 marzo, è stato organizzato un incontro informativo rivolto alla cittadinanza.

L’appuntamento è fissato per venerdì 20 marzo 2026 alle ore 17:00 presso la sala consiliare comunale. Durante l’incontro verranno illustrate le modalità di voto e approfonditi i temi oggetto della consultazione referendaria.

L’iniziativa è aperta a tutti i cittadini interessati a ottenere maggiori informazioni in vista della votazione.

17 marzo, Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera

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La Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera, celebrata ogni anno il 17 marzo, rappresenta una delle ricorrenze civili più significative per la Italia. Essa ricorda la proclamazione del Regno d’Italia avvenuta il 17 marzo 1861 e costituisce un momento di riflessione sui valori fondanti dello Stato, sull’identità nazionale e sui simboli che rappresentano l’unità e la storia del popolo italiano.

Il 17 marzo 1861 il Parlamento riunito a Torino proclamò la nascita del Regno d’Italia, segnando il compimento di un lungo e complesso processo storico noto come Risorgimento. In quel giorno Vittorio Emanuele II assunse ufficialmente il titolo di Re d’Italia.

L’unificazione fu il risultato dell’azione politica, diplomatica e militare di figure centrali della storia italiana. Tra queste si ricordano:

  • Giuseppe Garibaldi, protagonista della Spedizione dei Mille;
  • Camillo Benso, Conte di Cavour, abile statista e promotore dell’unificazione sotto la monarchia sabauda;
  • Giuseppe Mazzini, ideologo repubblicano e sostenitore dell’idea di nazione unita e democratica.

L’Unità d’Italia non fu soltanto un evento politico, ma anche un processo culturale e identitario che portò popolazioni diverse per tradizioni, dialetti e storie locali a riconoscersi in un’unica nazione.

La ricorrenza del 17 marzo non celebra soltanto l’unità territoriale, ma anche i valori sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948 dopo la fine della Seconda guerra mondiale e la nascita della Repubblica.

La Costituzione rappresenta il fondamento della democrazia italiana. In essa sono espressi principi fondamentali come:

  • la sovranità popolare;
  • il riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo;
  • il principio di uguaglianza;
  • la tutela del lavoro;
  • il ripudio della guerra.

Questi valori costituiscono il cuore dell’identità repubblicana e danno continuità ideale al percorso iniziato con l’Unità, orientandolo verso un modello di Stato democratico e partecipativo.

Tra i simboli celebrati il 17 marzo vi è l’inno nazionale italiano, Il Canto degli Italiani, noto anche come “Inno di Mameli”. Il testo fu scritto nel 1847 da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro.

L’inno richiama lo spirito patriottico del Risorgimento e l’aspirazione alla libertà e all’unità. Le sue parole evocano il coraggio, il senso di appartenenza e la volontà di un popolo di essere nazione. Cantato nelle cerimonie ufficiali e negli eventi sportivi, esso rappresenta ancora oggi un forte elemento di coesione collettiva.

Altro simbolo fondamentale è la bandiera tricolore, composta da tre bande verticali di colore verde, bianco e rosso. Nata alla fine del XVIII secolo sull’esempio del modello francese, essa divenne progressivamente il simbolo dei movimenti patriottici risorgimentali.

Il verde viene spesso associato alla speranza, il bianco alla fede e il rosso alla carità, ma nel tempo il tricolore ha assunto soprattutto il significato di unità e identità nazionale. Esposta sugli edifici pubblici e nelle scuole durante la ricorrenza del 17 marzo, la bandiera rappresenta visivamente la continuità storica dello Stato italiano.

La Giornata del 17 marzo è stata istituita ufficialmente nel 2012. Pur non essendo un giorno festivo, essa è considerata una “giornata promossa” nelle scuole, negli enti pubblici e nelle istituzioni, dove si organizzano momenti di approfondimento storico e riflessione civica.

Il suo valore è soprattutto educativo: invita i cittadini, in particolare i giovani, a conoscere la storia nazionale e a comprendere l’importanza delle istituzioni democratiche. Celebrare questa giornata significa riconoscere che l’unità non è solo un fatto del passato, ma un impegno continuo verso la coesione sociale, il rispetto delle regole e la partecipazione attiva alla vita pubblica.

La ricorrenza del 17 marzo rappresenta dunque un momento di memoria e di consapevolezza. Essa unisce in un’unica celebrazione la nascita dello Stato unitario, i principi della Costituzione e i simboli che incarnano l’identità nazionale.

Ricordare l’Unità d’Italia significa riflettere sul lungo cammino compiuto dal Paese, dalle lotte risorgimentali alla costruzione della democrazia repubblicana. Allo stesso tempo, significa rinnovare l’impegno a difendere i valori di libertà, uguaglianza e solidarietà che costituiscono il fondamento della convivenza civile. In questo senso, il 17 marzo non è soltanto una data storica, ma un’occasione per riaffermare il senso di appartenenza a una comunità nazionale fondata su diritti, doveri e responsabilità condivise.

Nuovo piano urbanistico comunale di Jenne: al via le osservazioni pubbliche

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JENNE – E’ stato pubblicato il modello con il quale i cittadini con decorrenza 9 marzo 2026 potranno presentare osservazioni relativi all’adozione del nuovo Piano Urbanistico Comunale Generale (P.U.C.G.), unitamente al Rapporto Ambientale e alla Sintesi non tecnica, ai sensi della Legge regionale n. 38/1999 e del decreto legislativo n. 152/2006 in materia di Valutazione ambientale strategica (VAS) giusta  deliberazione n. 1 del 6 febbraio 2026.

Da tale data ci saranno trenta giorni utili per presentare tali osservazioni.

Il provvedimento è stato adottato all’unanimità dei votanti nel corso della seduta consiliare tenutasi presso la sede comunale e rappresenta un passaggio strategico per l’aggiornamento dello strumento urbanistico generale, ormai superato sotto il profilo normativo, tecnico e ambientale.

Il nuovo P.U.C.G. si inserisce in un contesto territoriale di particolare pregio, considerato che l’intero territorio comunale di Jenne ricade all’interno del Parco naturale regionale dei Monti Simbruini ed è soggetto alle tutele del Piano territoriale paesaggistico regionale e della Rete Natura 2000. Il piano recepisce integralmente gli indirizzi espressi dalla Regione Lazio e dalla Città Metropolitana di Roma Capitale nell’ambito della procedura di VAS, adottando una manovra di “saldo zero” nel consumo di suolo e prevedendo la riclassificazione di ampie superfici edificabili in zona agricola e naturale.

Tra gli elementi qualificanti del piano figurano la promozione della rigenerazione urbana, il recupero del patrimonio edilizio esistente, la riduzione delle previsioni espansive e l’introduzione di specifiche misure di tutela paesaggistica e ambientale, anche attraverso nuovi parametri edificatori più restrittivi e il recepimento degli studi di microzonazione sismica e delle analisi sulla qualità delle risorse idriche.

La deliberazione è stata pubblicata all’Albo pretorio comunale. A decorrere dalla data di pubblicazione, e per trenta giorni consecutivi, i cittadini possono prendere visione degli elaborati del Piano Urbanistico Comunale Generale presso l’Ufficio tecnico del Comune di Jenne. Entro lo stesso termine di trenta giorni è possibile presentare eventuali osservazioni, che saranno valutate nell’ambito del successivo iter di approvazione definitiva dello strumento urbanistico.

Con l’adozione del P.U.C.G. entrano inoltre in vigore le misure di salvaguardia previste dalla normativa vigente, con la sospensione delle determinazioni sulle istanze di trasformazione del territorio in contrasto con le nuove previsioni pianificatorie.

Di seguito la scheda consultabile / o scaricabile:

scheda Osservazioni Piano Reg. Jenne 2026

Referendum giustizia 2026, agevolazioni sui viaggi per gli elettori: la Prefettura di Roma diffonde le disposizioni

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JENNE 24 MAR 2026 – In vista delle consultazioni referendarie di domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026, la Prefettura di Roma ha diffuso la Circolare n. 18/2026, rivolta ai sindaci, ai commissari straordinari, ai segretari comunali e ai responsabili degli uffici elettorali della Città Metropolitana di Roma Capitale, con l’obiettivo di assicurare la massima informazione agli elettori sulle agevolazioni tariffarie previste per i viaggi necessari all’esercizio del diritto di voto.

Il provvedimento fa seguito alla circolare del Ministero dell’Interno, Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali – Direzione Centrale per i Servizi Elettorali, e riguarda il referendum popolare confermativo ex art. 138 della Costituzione, indetto con decreti del Presidente della Repubblica del 13 gennaio e del 7 febbraio 2026.

Agevolazioni sui trasporti ferroviari
Le società Trenitalia, Italo – Nuovo Trasporto Viaggiatori e Trenord applicheranno specifiche riduzioni tariffarie agli elettori che si recheranno nel comune di iscrizione elettorale, o in località limitrofe, per esercitare il diritto di voto.

I biglietti agevolati potranno essere utilizzati in un arco temporale di venti giorni: il viaggio di andata potrà essere effettuato a partire dal 13 marzo 2026, mentre quello di ritorno dovrà concludersi entro il 2 aprile 2026. Le riduzioni arrivano fino al 70% sulle tariffe nazionali e al 60% su quelle regionali, secondo le modalità e i canali di acquisto stabiliti dalle singole società di trasporto.

Per usufruire delle agevolazioni, gli elettori dovranno esibire la tessera elettorale o apposita dichiarazione sostitutiva e un documento di riconoscimento; al ritorno sarà necessaria la tessera elettorale recante l’attestazione dell’avvenuta votazione.

Viaggi via mare, autostrade e aerei
Sono previste agevolazioni anche per i trasporti marittimi, con riduzioni del 60% sulla tariffa ordinaria del nolo passeggeri sulle principali tratte da e per Sardegna, Sicilia e isole minori, grazie all’adesione delle compagnie di navigazione interessate.

Per quanto riguarda la rete autostradale, l’Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori (AISCAT) ha comunicato l’esenzione dal pagamento del pedaggio agli elettori italiani residenti all’estero, sia per il viaggio di andata sia per quello di ritorno, nei periodi temporali indicati dalla normativa.

Sul fronte del trasporto aereo, la compagnia ITA Airways applicherà uno sconto di 40 euro sui voli nazionali di andata e ritorno, per recarsi presso la sede del seggio elettorale, con validità per i voli effettuati tra il 15 e il 30 marzo 2026.

Elettori residenti all’estero
La circolare richiama inoltre le disposizioni specifiche per alcune categorie di elettori residenti all’estero che, in determinati Paesi, potranno beneficiare del rimborso del 75% del costo del biglietto di viaggio, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, previa presentazione della documentazione richiesta alle autorità consolari competenti.

Un insieme articolato di misure che conferma l’impegno delle istituzioni nel favorire la partecipazione democratica, rimuovendo gli ostacoli di natura economica e logistica legati agli spostamenti in occasione delle consultazioni elettorali.

Il testo della circolare è consultabile e/o scaricabile:
CIRC18-2026-AGEVOLAZIONITARIFFARIEPERIVIAGGI_Firmato.pdf

Giorno della Memoria, il 27 gennaio 2026: ricordare per non dimenticare

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Jenne – Il 27 gennaio 2026 si celebra in tutta Italia e nel mondo il Giorno della Memoria, ricorrenza dedicata al ricordo delle vittime dell’Olocausto e delle persecuzioni nazifasciste.

Una data simbolica che richiama una delle pagine più buie della storia contemporanea che invita le istituzioni, le scuole e i cittadini a riflettere sull’importanza della memoria come strumento di consapevolezza collettiva.

Ricordare significa riconoscere gli errori del passato per evitare che possano ripetersi, contrastare ogni forma di odio, discriminazione e violenza, e difendere quotidianamente i valori fondamentali di umanità, rispetto e libertà.

Come ammoniva lo scrittore e testimone della Shoah Primo Levi, “chi dimentica il passato è condannato a riviverlo”: un monito che resta attuale e necessario, soprattutto per le nuove generazioni, chiamate a custodire e tramandare una memoria che appartiene all’intera umanità.

Il Giorno della Memoria rappresenta così non solo un momento di commemorazione, ma anche un impegno civile e morale affinché il ricordo continui a essere guida per il presente e per il futuro.