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agosto 2025

Jenne in festa per la Madonna delle Grazie

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JENNE – Questa sera a Jenne grande e tradizionale festa per la Madonna delle Grazie. Nel piazzale antistante la Chiesa avrà luogo un momento di convialità con cena sociale, e spettacolo musicale con Fabio Coladarci e Silvia Berti. appuntamento dalle 19.30 in poi.

L’evento, segue le celebrazioni di traslazione della salma del caro Don Antonio Flamini che avverranno, come noto nel pomeriggio dalle ore 17.30 (cliccare qui per tutte le info a riguardo).

 

A Jenne l’antica tradizione della “ruzzica”

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JENNE –  Nella perla della Valle Aniene ancora oggi si tiene viva una tradizione che lega tutte le generazioni, diverte e rievoca epoche antiche, quando ci si divertiva con poco e tanta era la voglia di stare insieme. La gara della “ruzzica” che ogni estate ancora oggi viene letteralmente celebrata con grande coinvolgimento popolare.

La Ruzzica è uno sport popolare antichissimo appartenente alla tradizione agricola del Lazio, dell’Abruzzo e delle Marche. Era un gioco di strada molto diffuso fino a fine ‘800 e praticato soprattutto nei giorni liberi e di festa.

Consisteva anticamente  nel far rotolare (o ruzzolare o ruzzicare) a terra una forma di formaggio stagionato (in genere del pecorino) lanciandolo a turno il più lontano possibile senza uscire da un percorso predefinito. Vinceva chi riusciva ad arrivare per primo al traguardo.

In alcune località, intorno alla ruzzica era arrotolata una fune usata per lanciare la stessa imprimendole uno slancio maggiore.

Era un gioco molto sentito e partecipato tra le genti paesane perché simbolo di divertimento e festa.

La pizza di formaggio era addirittura preparata con un procedimento di indurimento speciale e con delle forme appositamente studiate per il gioco.
Nel tempo, il formaggio è stato sostituito da un disco in legno e in epoca moderna dalla gomma.

Questo sport tradizionale è stato tramandato sino ai giorni nostri divenendo una vera e propria tradizione che rievoca splendide immagini del passato.

Riconosciuto il marchio ministeriale d’impresa agli “‘Ndremmappi di Jenne”!

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JENNE – Gli ‘ndremmappi di Jenne con provvedimento del Ministero delle Imprese e del made in Italy – Dipartimento mercato tutela – Direzione generale per la proprietà industriale UiBm, ha trasmesso al presidente della pro loco di Jenne Giovanni Proietti, l’attestazione ufficiale di riconoscimento del marchio del prestigioso prodotto tipico locale.

Ora gli ‘ndremmappi hanno dunque il marchio d’impresa. Un risultato importantissimo raggiunto grazie all’attività intrapresa dalla Pro Loco e con il patrocinio del comune di Jenne. L’attestazione, notificata ieri al professionista che ha seguito tutto il lungo e complesso iter burocratico il dottore commercialista  Alfredo Veglianti e allo stesso presidente della pro Loco.

Il deposito del marchio che è visibile parzialmente in sovrimpressione sulla immagine a corredo dell’articolo, venne depositato nel dicembre 2024 con lo scopo di proteggere la denominazione del prodotto tipico locale che costituisce una vera e propria eccellenza del territorio, intriso di storia, tradizione e gusto. La pasta fresca tipica jennese aveva inoltre ottenuto il riconoscimento di prodotto agroalimentare tradizionale della regione Lazio (PAT), è preparata con farina integrale macinata nel mulino comunale, acqua e sale, e viene tradizionalmente condita con un sugo di pomodoro e alici. 

La ricetta è di pura matrice contadina e si collega all’antica pratica della transumanza, dove i pastori portavano le alici di mare, un ingrediente semplice ed economico, e lo univano al grano delle montagne. Gli ‘ndremmappi hanno un colore scuro, dato dall’uso della farina poco raffinata e che conferisce il tipico sapore. 

Il sapore e la consistenza della pasta tipica rievoca antiche storie che legano mare e la montagna, prodotto di quel fenomeno economico culturale che si chiamava “transumanza”.
I pastori tornando con il loro gregge agli alpeggi estivi sui pianori carsici di Fondi e dei Campitelli riportavano quello che di più semplice ed economico il mare loro offriva: alici in salamoia; ad esse univano quello che riuscivano con duro lavoro a strappare ai piccoli appezzamenti di terra in montagna: il grano.
Da qui la ‘Ndremmappa ”, farina di grano macinata presso il molino comunale ed impastata con sola acqua e sale. Le mani laboriose delle jennesi allora come oggi  la lavorano in sfoglie sottili tagliandole della lunghezza di circa 10 centimetri. Si condisce con un corposo sugo di aglio, prezzemolo, alici, pomodoro, pecorino locale ed il piatto è pronto, ma ci sono anche altre varianti di condimento aggiunte nel corso del tempo.

Le donne che preparavano gli ndremmappi erano solite inoltre recitare una simpatica filastrocca nel mentre della preparazione:
“quindici più quindici;
la metà di quindici;
se non fanno quindici;
vienili a contà”

 

Il piatto è stato anche presentato in televisione, sugli schermi della Rai Uno ed illustrato da Rita Molinari. 

“Il marchio di certificazione – afferma il presidente della Pro Loco Giovanni Proietti – arriva proprio in concomitanza della Sagra degli Ndremmappi che si svolgerà sabato 6 settembre 2025, un motivo in più per fare festa e celebrare insieme questo risultato storico e frutto di un lungo impegno sia in termini economici che procedurali. Ora però abbiamo il marchio d’impresa per i nostri ‘ndremmappi. Con l’occasione ringrazio il dott. Veglianti che ha seguito l’iter con grande professionalità e considerazione per il prodotto tipico e per il legame con il nostro territorio”. 

 

 

 

 

 

Soddisfazione è espressa anche dal sindaco di Jenne Giorgio Pacchiarotti: “il nostro territorio – spiega – è ricco di eccellenze. Come amministrazione da sempre siamo in azione per esaltarle tutte e continuare a far vivere le migliori tradizioni del passato. Il gusto tipico della nostra pasta è unico nel suo genere ed ogni volta che la si consuma, si sente il sapore di antico, di storie vissute, di gente, della nostra gente. Oggi più che mai abbiamo il dovere e l’opportunità di valorizzare, come nel caso degli ‘ndremmappi, e l’occasione per gustarli insieme in amicizia e convivialità è la sagra di sabato prossimo, alla quale invitiamo tutti a partecipare, Jenne vi aspetta”.

 

 

 

Jenne rende onore a Don Antonio Flamini, sarà traslazione in Chiesa delle spoglie mortali

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JENNE 27 AGO 2025 – C’è molta attesa a Jenne per Sabato 30 Agosto 2025, una data destinata ad entrare anch’essa nella storia del borgo, perla della valle Aniene. L’evento è molto particolare ed è occasione per onorare la memoria del compianto parroco Jennese Don GIANNINO ANTONIO FLAMINI.

Appuntamento alle 17.30 presso il cimitero.  Le spoglie mortali del prelato saranno traslate dal cimitero comunale e poste presso la chiesa Parrocchiale di Sant’Andrea apostolo.  La cerimonia prevista per le ore 18 , sarà officiata dal Vescovo di Tivoli Mons. Mauro Parmeggiani alla presenza del sindaco Giorgio Pacchiarotti e del parroco don Pietro Kahmara.

Quest’anno ricorre il 31° anniversario della scomparsa di don Antonio, prelato che  fu parroco di Jenne per 34 anni  dal 1960 e fino per l’appunto a quella fatidica data del 1994 in cui perse la vita improvvisamente presso Loreto (Ancona).

Le spoglie tornano dunque in quella stessa Chiesa che lo vide battezzato dopo la nascita presso Jenne del 3 Agosto 1912, e per poi vederlo tornare parroco della sua terra natale. Venne ordinato sacerdote nel 1938 ed era uno di 7 figli nato da Angela Caronti e Salvatore Flamini.

Morì all’età di 82 anni in un incidente automobilistico occorsogli a Loreto nei pressi del santuario della Madonna.

Una storia importante quella di don Antonio, e che rende testimonianza di vita jennese della quale fu indiscusso protagonista seguendo tante generazioni di jennesi nel percorso di nascita, dei Sacramenti, dei matrimoni e degli eventi luttuosi.

Finora ha riposato nel cimitero comunale di Jenne, quest’anno la traslazione in occasione del mesto anniversario che ricorre il 9 dicembre.

Don Antonio fu l’unico parroco jennese che ebbe ad esercitare la sua pastorale nel borgo di nascita per così tanto tempo. Di qui la richiesta del sindaco e dell’amministrazione comunale di poter traslare le spoglie mortali del parroco in sepoltura privilegiata all’interno della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo. Il Vescovo della Diocesi Mons. Mauro Parmeggiani, raccogliendo la richiesta del comune ha avviato ora tutto l’iter che ha coinvolto  diverse istituzioni già dallo scorso anno.

Appuntamento dunque con la storia, la cultura e la fede ed un tributo a questa importane figura jennese, icona storica del borgo.

A Jenne grande attesa per l’arrivo dell’ostensione diffusa: conferenza e riflessioni sulla Sacra Sindone

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Jenne – Importante Mercoledì 27 agosto alle ore 18:30 presso la chiesa parrocchiale “Sant’Andrea Apostolo” in Jenne, nell’ambito del progetto “Ostensione diffusa” si terrà un momento di riflessione sulla Sindone, partendo dalla storia e dalle varie ricerche scientifiche e teologiche fatte ad opera della prof.ssa Anna Maria Toselli.

Si potranno ammirare, oltre alla copia fotografica della Sindone, ricostruzioni del casco di spine, dei flagelli e della lancia utilizzati sull’Uomo della Sindone. La copia rimarrà esposta presso la parrocchia fino al 3 settembre 2025.

La Sindone (in greco sindon, lenzuolo) è un telo di lino (cm 441 x 113) su cui sono visibili due righe scure e numerosi fori triangolari: sono le tracce di un incendio avvenuto nel 1532 a Chambéry (Francia). Si notano anche aloni provocati da acqua. Al centro si scorge una doppia figura umana, frontale e dorsale. Un’antica tradizione ritiene che la Sindone sia il lenzuolo funebre di Gesù Cristo. Il telo è stato in possesso dei Savoia dal 1453 fino al 1983, quando Umberto II lo donò al Papa. Dal 1578 è conservato a Torino.

Il negativo fotografico, grazie alle prime foto di Secondo Pia nel 1898, rivelò in maggiore dettaglio le sembianze del corpo e fece nascere l’interesse della scienza. Numerosi medici da allora hanno potuto condurre una serie di indagini medico-legali. Dal chiaroscuro dell’immagine si può ricavare la forma tridimensionale del corpo, peculiarità unica. Si notano anche numerose macchie di sangue: era il cadavere di un uomo flagellato, coronato di spine, crocifisso con chiodi e trapassato da una lancia al fianco destro. Il tempo di contatto fra corpo e lenzuolo è stato valutato attorno alle 36-40 ore. Tutto coincide con la narrazione della Passione di Gesù Cristo nei Vangeli. L’origine dell’impronta umana, formatasi tramite un processo di disidratazione e ossidazione delle fibrille superficiali del lino, rimane ancora un mistero. Alcuni esperimenti suggeriscono che l’immagine si potrebbe spiegare come effetto di una potentissima luce sprigionata dal corpo.

Le prime notizie storiche certe dell’esistenza della Sindone risalgono a metà del XIV secolo, ma esistono indizi consistenti della sua esistenza già nei secoli precedenti. Inoltre l’analisi di molte raffigurazioni artistiche del Volto di Gesù mostra sorprendenti somiglianze con quello della Sindone. Per questo alcuni esperti sostengono che essa sia stata il prototipo delle rappresentazioni del Volto del Signore. Un gruppo di scienziati, lo Shroud of Turin Research Project, nel 1978 ha esaminato la Sindone con le più moderne attrezzature scientifiche del tempo. Essi nel 1981 pubblicarono i risultati in oltre 20 articoli su riviste scientifiche referenziate, concludendo che la Sindone ha avvolto un vero corpo umano, flagellato e crocifisso. L’immagine non è il prodotto di un artista.

Nel 1988 la Sindone fu datata con il metodo del Carbonio 14, che la fece risalire al 1260-1390 d.C. Però attualmente questo risultato è ritenuto inattendibile per un tessuto che ha attraversato vicissitudini come quelle della Sindone. Molti altri studi scientifici avvalorano invece la sua autenticità.

Nella Cattedrale di Oviedo, da cui parte il Cammino Primitivo di Santiago, dal IX secolo è conservata una tela di lino insanguinata di 84 x 53 cm chiamata Santo Sudario o Pañolón. Questo Telo è menzionato nel Vangelo di San Giovanni al capitolo 20. Studi forensi hanno dimostrato che le macchie di sangue coincidono con quelle presenti sul volto e sulla nuca dell’Uomo della Sindone. Gli studiosi dell’EDICES (Equipo de Investigación del Centro Español de Sindonología) hanno dedotto che il Sudario verosimilmente è stato avvolto attorno al capo e al viso di Gesù morto, ancora inchiodato alla croce, nella deposizione e nel trasporto al sepolcro, dove il panno sarebbe stato tolto per deporre il cadavere nella Sindone.

La sua funzione principale fu quella di evitare la dispersione di altro liquido ematico misto a liquido polmonare durante queste fasi. Rimosso dal capo, venne collocato nella sepoltura insieme al corpo, come prescritto dalle usanze funebri giudaiche. La Sindone e il Sudario hanno la stessa composizione merceologica e la stessa tecnica di lavorazione, con la torcitura a “Z” dei fili, anche se la Sindone è tessuta a spina di pesce mentre il Sudario è a trama ortogonale. L’origine appare la stessa: l’area medioorientale. I pollini aiutano la ricostruzione del percorso geografico di entrambe le reliquie che avrebbero soggiornato nell’area di Gerusalemme per poi giungere in Europa attraverso due diverse strade: la Turchia per la Sindone, il Nord Africa per il Sudario.

Lutto a Jenne per la scomparsa del caro Sergio Cecconi

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JENNE – Ieri sera alle ore 20.30 presso l’ospedale Sandro Pertini in Roma all’età di anni 73

il caro SERGIO CECCONI

Lascia: il fratello, le sorelle, nipoti  e parenti tutti .

 

 

I funerali si svolgeranno domani mercoledì 27 agosto 2025 presso la Chiesa di Sant’Andrea apostolo in Jenne alle ore 16.00

L’amministrazione comunale di Jenne rivolge profondo cordoglio e partecipazione alla famiglia.

A Jenne l’estate non è finita: grande attesa per gli eventi di fine agosto

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JENNE  25 AGO 2025 – Prosegue a tutto campo l’estate jennese 2025 con un calendario di eventi a dir poco ricchissimo e che finora in sequenza ha entusiasmato tutti con grande soddisfazione dell’amministrazione comunale e dei vari gruppi organizzatori.

Dopo la riuscita escursione di ieri al sentiero Coleman, ora i riflettori sono puntati sulla festa dei donatori di sangue, con una cena organizzata dal gruppo di volontari che porta il nome di “Andrea Fratticci”, e che avrà luogo Venerdì 29 agosto 2025 alle 20.30 presso i giardini pubblici con cena sociale ed a seguire spettacolo musicale con “I Carboidrati”.

Sabato 30 invece appuntamento alle 18.00 alla Chiesa Santa Maria delle Grazie per un evento di portata storica: avverrà infatti la traslazione delle spoglie mortali del compianto Don Antonio Flamini, dal cimitero comunale di Jenne e che giungerà presso la Chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo. La cerimonia sarà officiata dal Vescovo di Tivoli Mons. Mauro Parmeggiani alla presenza del sindaco Giorgio Pacchiarotti e del parroco don Pietro Kahmara.

Domenica 31 Agosto 2025 spazio alla festa della Madonna delle grazie con concerto dedicato alle ore 12.00 dalla Banda Musicale “Filiberto Massimi” di Jenne.

A Jenne inaugurata la nuova biblioteca civica

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Jenne – In un clima di grande entusiasmo ieri è stata inaugurata a Jenne, alla presenza del Sindaco Giorgio Pacchiarotti e di un folto pubblico, la Nuova Biblioteca Civica, curata dall’ associazione Vie di Transumanza Italia ETS in collaborazione e per conto del Comune.

Vie di Transumanza Italia ETS è referente per l’Italia dell’Itinerario Culturale Europeo Transhumance Trails (Vie di Transumanza),
di cui il Tratturo Jenne-Anzio forma parte integrante. Gestisce inoltre l’ unica sede italiana dell’ Itinerario, che si trova proprio a Jenne, presso gli stessi locali della Biblioteca.

Questi elementi hanno contribuito a orientare l’identità della Nuova Biblioteca Civica al territorio degli antichi Equi (alto corso dell’ Aniene fino al crinale abruzzese), alla cultura tradizionale, alle testimonianze etnografiche e in particolare modo al fenomeno della transumanza appenninica.

La Nuova Biblioteca Civica é concepita come luogo di documentazione e laboratorio culturale posto a servizio della comunità e di tutti coloro che siano interessati all’ esplorazione della vasta eredità della grande civiltà rurale che ha plasmato questo territorio, le cui radici identitarie sono ancora molto forti.

Per l’inaugurazione abbiamo avuto il piacere di ospitare Claudia Fantini, curatrice del volume “Sono stato in collegio a Narni: intervista a Emilio Ciavarelli. Biografia collettiva”, in cui con grazia e senza retorica é riuscita a restituire la voce ai dolorosi ricordi dei protagonisti.

Lutto per la scomparsa della cara Antonietta Flamini in Lauri

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In Roma questa mattina all’età di anni 89 è venuta a mancare la cara:

ANTONIETTA FLAMINI IN LAURI

Lascia, il marito Secondino,  le figlie Daniela, Stefania e Katia, i generi, nipoti e familiari tutti.

Jenne 20 Agosto 2025

I funerali saranno celebrati domani pomeriggio Giovedì 21 agosto 2025 alle ore 16.00 presso la Chiesa di Sant’Andrea apostolo.

Il sindaco Giorgio Pacchiarotti e l’amministrazione comunale di Jenne esprimono cordoglio e partecipazione al lutto per la perdita della cara Antonietta, nonchè particolare vicinanza al consigliere comunale Niccolò Foglia per la perdita della amata nonna.

Parcheggi selvaggi a Jenne, disabile resta incastrato tra auto e muro: lo sdegno dell’amministrazione comunale

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JENNE 18 ago 2025 – Questa mattina in via dell’Olmata un ragazzo disabile è rimasto incastrato nel tragitto per rientrare a casa a causa di un parcheggio selvaggio avvenuto davanti la rampa di accesso alla propria abitazione. Rampa che serve l’accesso a due persone portatori di handicap. Si tratta di un fatto deprecabile, che avvilisce e rende sgomenti. Il sindaco di Jenne Giorgio Pacchiarotti e l’amministrazione comunale esprimono indignazione verso l’inciviltà e verso simili atteggiamenti di noncuranza e rispetto.

Con l’occasione l’amministrazione ribadisce che nel territorio di Jenne valgono le stesse regole di tutela ovunque presenti, ed il fatto che ci si trovi in un piccolo borgo non costituisce motivo per derogare assolutamente rispetto a tali normative e comportamenti di tutela delle categorie protette.