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agosto 2026

Jenne, grande successo per le emozioni tra terra e cielo con l’Armonia Corale Piana del Cavaliere

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JENNE – Grande partecipazione e lunghi applausi ieri sera nella suggestiva cornice della chiesa di Sant’Andrea Apostolo, dove si è svolto il concerto dell’Armonia Corale Piana del Cavaliere, diretta dalla maestra Beatrice Minati, con la parimenti brava Catia Colelli al pianoforte. Una serata di grande spessore musicale e culturale, capace di coinvolgere il pubblico in un percorso intenso e raffinato, più volte interrotto dagli applausi per la qualità delle esecuzioni e per la forza espressiva dell’intero programma.

L’acustica particolare della chiesa ha contribuito ad esaltare ulteriormente le qualità vocali del coro e l’accompagnamento pianistico, valorizzando armonie, dinamiche e sfumature di un repertorio costruito come un vero viaggio narrativo. Il filo conduttore della serata è stato “Cantimus de amore: tra terra e cielo”, un percorso dedicato all’amore inteso come forza capace di unire ciò che è profondamente umano a ciò che tende verso l’alto, fino alla dimensione spirituale.

Il concerto si è sviluppato attraverso tre grandi momenti ideali: la terra, il cuore e il cielo. La prima parte, dedicata a “La terra, radici e passione”, ha raccontato l’amore come appartenenza, desiderio, legame con la propria terra e forza vitale. In questa sezione sono stati proposti brani di forte intensità come “No Potho Reposare”, della tradizione sarda, “Tutte li fundanelle” della tradizione abruzzese, il “Madrigale Terzo” di Lorenzo Donati e “Cantar”, inserito nel programma al posto di “Libertango”.

Il percorso è poi entrato nella parte più intima con “Il cuore, dove il confine si fa sottile”, momento in cui terra e cielo simbolicamente si incontrano dentro l’uomo. Qui il programma ha proposto “Esta Tierra” di Javier Busto, “Se” da “Nuovo Cinema Paradiso” di Ennio Morricone e “Dirait-on” di Morten Lauridsen, pagine capaci di restituire delicatezza, nostalgia e bellezza.

Infine lo sguardo si è elevato verso “Il cielo, la dimensione sacra”, con un crescendo spirituale affidato al “Magnificat” di Francesco Durante, a “Cantate Domino” di Michael Trotta e a “Jubilate Deo” di Peter Anglea. Un finale concepito come passaggio dalla dimensione terrena a quella del mistero, della lode e dell’eterno.

A chiudere idealmente il viaggio è stato “Cantimus de amore” di Mark Hayes, sintesi dell’intero progetto: l’amore come unica forza capace di tenere insieme “l’argilla di cui siamo fatti e le stelle a cui tenacemente guardiamo”.

Il pubblico ha seguito con grande attenzione e partecipazione l’intera esibizione, tributando numerosi applausi ai coristi, alla direttrice Beatrice Minavi e a Catia Colelli al pianoforte. La soddisfazione espressa al termine del concerto ha confermato la piena riuscita di un evento che ha saputo unire qualità musicale, cultura e suggestione spirituale.

Per Jenne è stata così una serata particolarmente intensa: la musica ha trovato nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo uno spazio ideale, trasformando il concerto in un’esperienza capace di accompagnare il pubblico, davvero, dalla terra al cielo.

Jenne accoglie i Neroniani: grande festa per la storica traversata in arrivo da Anzio

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JENNE – Il rombo delle moto è tornato a risuonare nel cuore di Jenne con l’edizione 2026 della traversata Anzio-Jenne organizzata dal Motoclub I Neroniani, appuntamento ormai entrato a pieno titolo tra le manifestazioni più attese dell’estate jennese. Ad accogliere i motociclisti in grande stile sono stati il Complesso Bandistico “Filiberto Massimi” di Jenne, le autorità municipali e numerosi cittadini, in un clima di festa e partecipazione.

La traversata rappresenta ormai un appuntamento consolidato nel rapporto tra Anzio e Jenne. Già nelle precedenti edizioni il motoraduno aveva richiamato centinaia di partecipanti, con oltre trecento bikers accolti nel borgo dei Monti Simbruini e una giornata costruita attorno ai motori, all’amicizia e alla convivialità.

Anche quest’anno l’arrivo dei Neroniani è stato accompagnato da un’accoglienza particolarmente calorosa. La banda “Massimi Filiberto” ha sottolineato musicalmente l’ingresso dei gruppi nel paese, mentre le autorità municipali e la popolazione hanno partecipato alla giornata contribuendo a creare quell’atmosfera che da anni caratterizza il legame tra Jenne e i motociclisti provenienti dal litorale.

Per l’occasione è stata allestita anche un’area ristoro destinata ai diversi gruppi partecipanti, trasformando l’arrivo in un vero momento di socialità. Ancora una volta i motociclisti hanno espresso grande apprezzamento per l’organizzazione e per la capacità della comunità jennese di accogliere i visitatori, confermando il successo di una formula che unisce mototurismo, territorio e rapporti di amicizia.

Il Motoclub I Neroniani, nato proprio nel segno delle origini anziati, è da tempo protagonista del mototurismo regionale e nazionale. Nel 2025 il sodalizio ha conquistato il primo posto nel Campionato Turistico del Lazio, risultato che testimonia la vivacità e la continuità dell’attività del gruppo.

La giornata ha assunto però anche un forte significato religioso, coincidendo con la festività della Madonna delle Grazie. Nella chiesa dedicata alla Vergine è stata celebrata la Santa Messa da Don Pietro, in un clima di fede, raccoglimento e tradizione. Il programma estivo di Jenne prevedeva proprio per domenica 23 agosto la solennità della Madonna delle Grazie, con celebrazioni religiose e l’intrattenimento musicale del Complesso Bandistico “Massimi Filiberto”. Il programma ha compreso inoltre WalkLab – Emozioni in movimento a Fondi di Jenne, esperienza di fitness itinerante all’aperto, e alle 18, nella chiesa parrocchiale, un concerto di musica classica.

La piccola chiesa della Madonna delle Grazie, posta all’ingresso del borgo, rappresenta uno dei luoghi di culto più suggestivi di Jenne e custodisce, tra le sue testimonianze artistiche, anche un’antica immagine della Vergine con il Bambino dipinta direttamente sulla roccia.

Motori e devozione hanno così condiviso una giornata capace di raccontare due aspetti profondamente legati all’identità di Jenne: da una parte l’accoglienza e la capacità di aprirsi a gruppi e visitatori, dall’altra la continuità delle tradizioni religiose che ancora oggi scandiscono la vita della comunità.

L’edizione 2026 della traversata Anzio-Jenne si è quindi conclusa con un nuovo successo, confermando il forte rapporto tra il Motoclub I Neroniani e il borgo dei Simbruini e lasciando nei partecipanti, ancora una volta, il ricordo di un’accoglienza autentica e calorosa.

Da Anzio a Jenne per fare la carta d’identità, Marigliani (FI): «Un plauso al Comune»

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JENNE – Da Anzio a Jenne per ottenere la Carta d’Identità Elettronica senza dover attendere mesi per un appuntamento. A mettere in evidenza il servizio garantito dall’Ufficio Anagrafe del piccolo centro della Valle dell’Aniene è Massimiliano Marigliani, consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale e capogruppo di Forza Italia ad Anzio, che ha espresso pubblicamente il proprio apprezzamento nei confronti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giorgio Pacchiarotti.

Al centro dell’intervento di Marigliani c’è la possibilità offerta dal Comune di Jenne di richiedere la Carta d’Identità Elettronica anche per i cittadini non residenti, un servizio che sta richiamando persone provenienti anche da comuni molto distanti proprio per la rapidità con cui è possibile ottenere un appuntamento.

«Voglio esprimere un personale plauso e gratitudine al Comune di Jenne, guidato dal sindaco Giorgio Pacchiarotti, che porta avanti e promuove la possibilità nell’Ufficio Anagrafe di richiedere la Carta d’Identità Elettronica anche ai non residenti», afferma Marigliani.

Secondo quanto evidenziato dal consigliere metropolitano, attraverso il servizio attivato a Jenne è possibile riuscire a prenotare la pratica nell’arco di tre o quattro giorni, evitando così le attese che in altre realtà possono protrarsi anche per diversi mesi soltanto per ottenere l’appuntamento.

Una possibilità che negli ultimi mesi avrebbe registrato un’importante adesione da parte dei cittadini, favorita anche dal potenziamento del personale comunale.

Marigliani pone l’accento proprio su quest’ultimo aspetto, sottolineando lo sforzo sostenuto da un Comune dalle dimensioni demografiche molto contenute per mantenere e potenziare i propri servizi.

«Un ulteriore plauso va a questa amministrazione che, affrontando un importante sforzo economico per un comune piccolissimo, ha deciso di investire sui giovani, dando ai neo assunti la possibilità di lavorare e vivere nella propria Jenne».

Il servizio anagrafico diventa così, secondo Marigliani, un esempio di come anche una piccola amministrazione possa trasformare il rafforzamento degli uffici in un servizio utile non soltanto alla popolazione residente, ma anche ai cittadini provenienti da altre realtà del territorio metropolitano, coniugando efficienza amministrativa e opportunità occupazionali per i giovani.

La Madonna delle Grazie di Jenne, piccolo scrigno di fede e arte nel cuore dei Simbruini

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JENNE – È una chiesa piccola nelle dimensioni, quasi raccolta, ma capace di custodire secoli di storia, arte e devozione popolare. La chiesa della Madonna delle Grazie accoglie chi arriva a Jenne e rappresenta uno dei luoghi di culto più suggestivi dell’antico borgo dei Monti Simbruini. Al suo interno, tra architetture appartenenti a epoche differenti, si conservano antichi affreschi e soprattutto una venerata immagine della Vergine con il Bambino dipinta direttamente sulla roccia.

Conosciuta anche come chiesetta “Campestre” della Madonna delle Grazie, costituisce una delle testimonianze del patrimonio religioso che caratterizza Jenne, paese la cui storia è profondamente intrecciata con quella della Chiesa e che diede i natali, intorno al 1190, a Rinaldo dei conti di Jenne, destinato a salire al soglio pontificio nel 1254 con il nome di Alessandro IV.

L’edificio presenta una struttura semplice e raccolta, articolata in due navate. La parte laterale, caratterizzata da volte a crociera, viene fatta risalire al XIV secolo ed era sede dell’omonima Congregazione.

Per la navata principale le fonti disponibili riportano datazioni differenti: la documentazione divulgativa del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini la colloca nel XVIII secolo, mentre la scheda della Diocesi di Tivoli e di Palestrina riferisce di due navate rispettivamente del XIV e del XVII secolo. Una differenza che non modifica comunque il dato storico fondamentale: l’attuale edificio è il risultato di fasi costruttive appartenenti a periodi diversi.

La facciata rispecchia la sobrietà dell’intero complesso. È di semplice fattura, con il portone d’ingresso principale accompagnato da tre piccole finestre, senza quell’apparato monumentale tipico delle grandi chiese. Ed è probabilmente proprio questa essenzialità a rendere il luogo particolarmente suggestivo.

Il cuore artistico e devozionale della chiesa si trova però all’interno.

Qui sono conservati affreschi risalenti al XV e XVI secolo, attribuiti ad autori rimasti sconosciuti, testimonianze pittoriche che attraversano una fase importante della storia artistica e religiosa del territorio.

Tra tutte le immagini emerge quella che nei secoli ha assunto un particolare significato per la popolazione: un venerato affresco realizzato sulla roccia raffigurante la Vergine con il Bambino.

L’immagine della Beata Vergine viene descritta con il Bambino sulle ginocchia e un libro nella mano destra. La presenza stessa dell’affresco sulla roccia contribuisce a creare quel rapporto strettissimo tra luogo sacro e ambiente montano che caratterizza molti degli antichi insediamenti religiosi dei Simbruini.

Non è dunque soltanto un’opera d’arte, ma soprattutto un’immagine intorno alla quale si è consolidata nel tempo la devozione della comunità jennese.

Un ulteriore elemento storico riguarda il rapporto della Madonna delle Grazie con un altro antico luogo religioso del territorio. Alla chiesa venne infatti annesso il Beneficio semplice della chiesa parrocchiale di Santa Maria del Monte Preclaro, con l’obbligo della celebrazione nel giorno della Visitazione.

È un particolare che restituisce la dimensione di una geografia religiosa molto più antica dell’attuale organizzazione parrocchiale, fatta di chiese, cappelle, benefici e congregazioni che scandivano la vita spirituale e sociale delle piccole comunità montane.

La Madonna delle Grazie si colloca del resto all’interno di un patrimonio religioso sorprendentemente ricco rispetto alle dimensioni del borgo.

A poca distanza si trovano la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo e, nella parte più antica del paese, Santa Maria in Arce, conosciuta come Madonna della Rocca, ciò che rimane dell’antico castello legato alla nascita di Papa Alessandro IV.

La stessa Madonna delle Grazie costituisce una delle tappe indicate dal Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini nell’itinerario storico-culturale dedicato a Jenne: un percorso che parte proprio dalla piccola chiesa posta all’ingresso del paese e prosegue verso Sant’Andrea, il borgo medievale e la Madonna della Rocca.

Ma la storia della Madonna delle Grazie non appartiene soltanto ai secoli passati.

La chiesetta continua a essere un punto di riferimento religioso e identitario per la comunità di Jenne. La tradizionale festa dedicata alla Madonna delle Grazie rappresenta ancora oggi un momento di partecipazione collettiva, nel quale la celebrazione religiosa si accompagna all’incontro e alla convivialità.

Ed è forse proprio questa continuità a rappresentare l’aspetto più autentico del piccolo edificio sacro.

All’inizio del paese, senza imponenza e senza monumentalità, la Madonna delle Grazie continua da secoli ad accogliere chi arriva a Jenne. Le sue due navate, le volte a crociera, gli affreschi quattro-cinquecenteschi e quella Vergine con il Bambino impressa sulla roccia raccontano una storia fatta non soltanto di arte e architettura, ma soprattutto della fede di generazioni che in questo piccolo santuario hanno trovato un luogo di raccoglimento, protezione e appartenenza.

Jenne, un percorso intenso di musica e spiritualità nel concerto di Jacopo Zembi

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JENNE – Non un semplice concerto, ma un autentico percorso di spiritualità attraverso la musica. La suggestiva cornice della chiesa di Sant’Andrea Apostolo di Jenne ha accolto ieri pomeriggio un pubblico delle grandi occasioni per il concerto d’organo del maestro Jacopo Zembi, appuntamento che ha saputo unire l’elevato valore musicale a momenti di profondo raccoglimento e meditazione.

Alle ore 18 le sonorità dell’organo hanno iniziato a riempire la chiesa, accompagnando il pubblico lungo un itinerario significativamente intitolato “Il Tempio e la Preghiera – Viaggio nella spiritualità organistica europea”. Un programma concepito non come una semplice successione di composizioni, ma come un viaggio attraverso epoche e differenti tradizioni musicali europee, nel quale l’organo è diventato di volta in volta «architettura, danza, voce della liturgia, canto e meditazione».

Ed è stata proprio questa particolare costruzione a conferire al concerto un carattere fortemente spirituale. Musica e silenzio, solennità e raccoglimento si sono alternati all’interno della chiesa di Sant’Andrea, suscitando emozione e ripetuti applausi da parte del numeroso pubblico presente.

Il viaggio musicale si è aperto con Johann Sebastian Bach e la Fantasia e Fuga in sol minore BWV 542, scelta per rappresentare “la grande architettura”: un ingresso solenne nel quale il suono dell’organo ha idealmente costruito e ridisegnato lo spazio del tempio.

Il percorso si è poi sviluppato attraverso la brillantezza della scuola del Nord Europa e la cantabilità italiana con Jan Pieterszoon Sweelinck e il suo Ballo del Granduca, per proseguire con tre pagine liturgiche di Domenico Zipoli, All’Offertorio, All’Elevazione in Do e Al Post Communio.

Particolarmente intensa la sezione dedicata alla preghiera romantica, con l’Ave Maria di Alexandre Guilmant e la Prière à Notre-Dame di Léon Boëllmann, composizioni nelle quali la dimensione religiosa assume il carattere intimo e personale della voce umana.

Il concerto è quindi entrato nel cuore della memoria e della meditazione attraverso Marco Enrico Bossi, Johann Pachelbel e, soprattutto, Bonaventura Somma. Dalla Suite Francescana per organo sono stati eseguiti il “Cantico del Sole – Lauda”, pagina di lode al creato, e “La Porziuncola – Preghiera”, ispirata alla contemplazione e alla pace del piccolo santuario di San Francesco.

Un passaggio che ha dato all’intero appuntamento una forte ispirazione francescana, particolarmente significativa anche per la figura dello stesso interprete.

Jacopo Zembi, nato a Perugia nel 1991, si è laureato con il massimo dei voti in Organo e Composizione Organistica al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia e ha svolto attività concertistica in Italia e in Europa. Dal settembre 2020 presta servizio come organista presso la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola ad Assisi e dal 2024 ha ricevuto il titolo di Maestro Organista Titolare ad Tempus della Basilica, accompagnando anche la Corale Porziuncola nelle celebrazioni domenicali e nelle solennità.

A chiudere idealmente il cerchio è stato ancora Bach, questa volta con la luminosa Pièce d’Orgue – Fantasia in Sol maggiore BWV 572. Dal carattere drammatico del Sol minore dell’apertura alla luminosità del Sol maggiore conclusivo: un passaggio dall’ombra alla luce che ha dato compimento all’intero itinerario musicale e spirituale.

Nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo, dunque, l’organo non è stato soltanto uno strumento musicale. È diventato voce e racconto, capace di attraversare secoli di musica europea e di accompagnare l’ascoltatore verso una dimensione più intima.

Una serata di grande intensità che Jenne ha accolto con una partecipazione andata oltre le aspettative: un pubblico attento, emozionato e generoso negli applausi, per un appuntamento nel quale la musica ha saputo trasformarsi in autentico momento di contemplazione.

Jenne, tutto pronto per la gara della Ruzzica “Sotto glio’ sole!”

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JENNE – Le ruzziche sono pronte e cresce l’attesa a Jenne per uno degli appuntamenti che più di altri raccontano l’identità, la memoria e le radici popolari del paese. Giovedì 20 agosto 2026, dalle ore 8.00, in località Cesarea, prenderà il via la Gara di Ruzzica “Sotto glio’ sole!”, dedicata a un gioco antichissimo che a Jenne continua a essere tramandato di generazione in generazione. L’appuntamento è inserito nel ricco calendario dell’Estate Jennese 2026.

Non sarà soltanto una competizione. La ruzzica rappresenta infatti un vero patrimonio della comunità jennese, capace ancora oggi di riunire generazioni diverse e di riportare alla memoria un tempo nel quale il divertimento nasceva da cose semplici, dalla strada e soprattutto dalla voglia di stare insieme.

A Jenne questa tradizione non è mai scomparsa. Jennenews la descrive come un’usanza che ancora oggi viene mantenuta viva e che ogni estate è celebrata con un forte coinvolgimento popolare. Le sue origini affondano nell’antica cultura agricola dell’Italia centrale: il gioco della ruzzica era particolarmente diffuso nel Lazio, in Abruzzo e nelle Marche e veniva praticato soprattutto nei giorni di festa.

In origine a essere fatta rotolare lungo il percorso era addirittura una forma di formaggio stagionato, generalmente pecorino, preparata in maniera tale da risultare particolarmente dura e resistente. L’obiettivo era lanciarla e farla avanzare il più lontano possibile lungo un tracciato prestabilito. In alcune località si utilizzava anche una fune avvolta attorno alla ruzzica per imprimere maggiore forza al lancio. Con il trascorrere del tempo il formaggio è stato sostituito prima dal legno e successivamente dalla gomma.

A Jenne, però, al di là dei materiali e dell’evoluzione del gioco, è rimasto intatto soprattutto lo spirito della ruzzica: la sfida, l’abilità dei lanciatori, le battute, la partecipazione di chi segue la gara e quel senso di appartenenza che accompagna le tradizioni autenticamente popolari.

Non a caso già lo scorso 11 agosto i Giardini Pubblici avevano ospitato la Giornata della Ruzzica, curata dal Centro Anziani di Jenne APS, con un percorso dedicato proprio alla storia dell’antichissimo gioco e alla sua evoluzione attraverso i racconti dei maestri ruzzicari.

Ora arriva il momento della gara vera e propria. Giovedì mattina, in località Cesarea, torneranno dunque i lanci, le sfide e l’immancabile spirito goliardico. Tutto è pronto: le ruzziche aspettano soltanto di tornare a correre sulla strada.

“Sotto glio’ sole!”, come recita significativamente il nome della gara, Jenne rinnoverà così ancora una volta una tradizione che non appartiene soltanto al passato, ma continua a vivere nel presente come parte integrante del patrimonio culturale e identitario degli jennesi.

Jenne, cultura e grandi emozioni per la VII edizione del Premio: Tajani celebra il borgo

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JENNE – Si è svolta nel pomeriggio di ieri, nella Chiesa di Sant’Andrea Apostolo gremita di pubblico, la VII edizione del Premio Giornalistico Nazionale “Jenne perla della cultura”, uno degli appuntamenti istituzionali e culturali più importanti dell’estate jennese. Una cerimonia intensa e partecipata, durante la quale cultura, giornalismo, scienza, sport e musica d’eccellenza si sono fusi in un clima di grande interesse e di forti emozioni.

Ospite d’eccezione il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, accolto dal sindaco di Jenne Giorgio Pacchiarotti. Per il vicepremier si è trattato della terza presenza nel borgo in occasione del prestigioso Premio, a testimonianza di un rapporto ormai consolidato con la manifestazione e con la comunità jennese.

Particolarmente appassionato l’intervento di Tajani, che ha tracciato un ampio quadro sul valore culturale e identitario dei piccoli borghi e sull’importanza di tutelarne e valorizzarne il patrimonio. Il Ministro ha espresso pubblicamente il proprio apprezzamento per l’operato dell’amministrazione comunale e, rivolgendosi direttamente a Giorgio Pacchiarotti, lo ha ringraziato con parole particolarmente significative: “Grazie per come amministri questa perla del Parco”.

Nel suo intervento Tajani ha affrontato una molteplicità di argomenti di interesse nazionale, inserendo la riflessione sul ruolo dei piccoli centri all’interno di una visione più ampia del Paese e attribuendo particolare valore alla celebrazione della settima edizione del Premio “Jenne perla della cultura”. Un appuntamento che, nel corso degli anni, ha saputo costruire un proprio spazio nel panorama delle iniziative dedicate all’informazione, alla cultura e alla valorizzazione delle eccellenze.

Significativa anche la riflessione con la quale il vicepremier ha concluso il proprio intervento: “Il vero grande maestro è chi ti permette di essere libero di scegliere”, un messaggio rivolto in particolare al valore della conoscenza, della formazione e della libertà individuale.

A condurre la cerimonia è stata Alessandra Ferraro, direttrice di Rai Isoradio, mentre a scandire i diversi momenti dell’evento sono stati gli interventi musicali del Quintetto di ottoni Euphonos della Cappella Musicale Pontificia Sistina. Le esecuzioni hanno contribuito a creare un’atmosfera particolarmente suggestiva all’interno della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, unendo alla solennità della cerimonia la grande musica.

Prestigioso il parterre dei premiati della VII edizione. I riconoscimenti sono stati assegnati a Simona Rolandi, giornalista di Rai Sport e conduttrice de “La Domenica Sportiva”; al professor Antonio Cassone, microbiologo ed ex direttore dell’Istituto Superiore di Sanità; al professor Ferdinando Romano, Direttore Generale del Policlinico Tor Vergata di Roma; a Federico Zatti, giornalista Rai; e a Giacomo Grillo, atleta.

Personalità provenienti da mondi differenti, accomunate dall’eccellenza raggiunta nei rispettivi percorsi professionali e umani. Nel corso della cerimonia si sono susseguiti gli interventi dei componenti della Giuria chiamati a conferire i diversi riconoscimenti e quelli degli stessi premiati, offrendo al pubblico testimonianze, riflessioni ed esperienze legate ai rispettivi ambiti di attività.

La Giuria di valutazione è composta dal sindaco di Jenne Giorgio Pacchiarotti, dal direttore del TG2 Antonio Preziosi, dall’ex calciatore Beppe Incocciati, dalla giornalista Giovanna Giovannelli e dal professor Roberto Cauda.

Nel suo intervento il sindaco Pacchiarotti ha ripercorso le tappe del Premio Giornalistico Nazionale, evidenziandone la progressiva crescita e il significato assunto nel corso delle sette edizioni. Un’iniziativa nata non soltanto per celebrare la cultura attraverso riconoscimenti di merito, ma anche con l’obiettivo di trasformare gli eventi culturali di alto profilo in uno strumento di promozione e rivalutazione dei piccoli borghi.

Il primo cittadino ha ringraziato il pubblico per la grande partecipazione, la Giuria per il lavoro svolto, gli ospiti, i premiati e quanti hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, rivolgendo nuovamente il benvenuto ad Antonio Tajani per la sua terza presenza a Jenne in occasione del Premio.

Uno dei momenti più emozionanti della giornata è arrivato subito dopo, con l’intervento del vicesindaco Cristiano Lauri. Rivolgendosi a Pacchiarotti, Lauri ha voluto tributargli pubblicamente un ringraziamento per i lunghi anni di intensa attività amministrativa svolta al servizio di Jenne, sottolineandone la particolare dedizione e l’impegno costante che hanno consentito al borgo di raggiungere numerosi risultati.

Parole sentite che hanno profondamente emozionato entrambi. Al termine dell’intervento, Pacchiarotti e Lauri si sono abbracciati visibilmente commossi, coinvolgendo nell’emozione il pubblico presente e lo stesso ministro Tajani. Un momento spontaneo e intenso, diventato una delle immagini più significative dell’intera cerimonia.

La Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, gremita in ogni spazio, ha fatto così da scenario a un pomeriggio capace di alternare il prestigio istituzionale alla dimensione più autenticamente umana della manifestazione.

La settima edizione del Premio Giornalistico Nazionale “Jenne perla della cultura” consolida dunque un percorso avviato negli anni e divenuto progressivamente un punto di riferimento per il territorio. Jenne, pur nelle dimensioni di un piccolo borgo montano, è riuscita ancora una volta a richiamare personalità di primo piano del panorama istituzionale, giornalistico, scientifico e sportivo nazionale, trasformando per un pomeriggio il cuore della Valle dell’Aniene in un luogo di incontro tra esperienze, idee, cultura ed emozioni.

IL VIDEO GAIDEN STUDIO DEL PRESTIGIOSO EVENTO:

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A Jenne torna il Vicepremier Ministro Tajani per la VII edizione del premio nazionale “Perla della cultura”

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JENNE – Una giornata di particolare prestigio attende , lunedì 17 agosto 2026, il borgo di Jenne, che si prepara ad accogliere il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, annunciato tra gli ospiti della VII edizione del Premio Giornalistico Nazionale “Jenne perla della cultura”. In serata, poi, Piazza Vittorio Emanuele III ospiterà un altro grande protagonista della scena italiana: Enrico Montesano con lo spettacolo “80 tanta voglia di stare con voi”.

L’arrivo del vicepremier Antonio Tajani è previsto alle ore 18 .30 e rappresenta uno dei momenti istituzionali più importanti dell’Estate Jennese 2026. La presenza del Ministro conferisce ulteriore rilievo a un Premio che, edizione dopo edizione, ha saputo portare nel piccolo centro della Valle dell’Aniene personalità del giornalismo, della cultura, delle istituzioni, della medicina e dello sport.

A ricevere Tajani e gli autorevoli ospiti sarà il sindaco di Jenne Giorgio Pacchiarotti, che ha espresso particolare soddisfazione per una giornata destinata a proiettare il paese all’attenzione nazionale.

La VII edizione del Premio vedrà protagonisti Antonio Gasbarrini, Antonio Cassone, Ferdinando Romano, Federico Zatti e Giacomo Grillo, ai quali saranno conferiti i riconoscimenti previsti per l’edizione 2026.

A condurre la cerimonia sarà Alessandra Ferraro, direttrice di Rai Isoradio. Ad impreziosire ulteriormente l’appuntamento saranno gli interventi musicali del Quintetto di ottoni Euphonos della Cappella Musicale Pontificia Sistina, inserendo nel programma un momento di particolare valore artistico.

Il Premio “Jenne perla della cultura” rappresenta ormai un appuntamento consolidato nel calendario degli eventi del paese e nasce con l’obiettivo di valorizzare esperienze e personalità che si sono distinte nei rispettivi ambiti professionali, rafforzando contemporaneamente la promozione culturale e turistica del territorio.

Ma la giornata di domani non terminerà con la cerimonia. Alle ore 21.30, in Piazza Vittorio Emanuele III, sarà la volta di Enrico Montesano, che porterà a Jenne lo spettacolo “80 tanta voglia di stare con voi”.

Attore, comico, showman e protagonista di decenni di teatro, cinema, televisione e varietà, Montesano rappresenta uno dei nomi più popolari dello spettacolo italiano. La sua presenza completa una giornata che unirà istituzioni, giornalismo, cultura, musica e spettacolo.

«Sarà una giornata che porterà Jenne al centro dell’attenzione e che ci rende orgogliosi del percorso intrapreso per valorizzare il nostro paese, la sua cultura e la sua capacità di accogliere eventi e personalità di rilievo nazionale», ha affermato il sindaco Giorgio Pacchiarotti, invitando cittadini e visitatori a partecipare.

Lunedì 17 agosto si preannuncia dunque come una delle giornate clou dell’Estate Jennese 2026, con l’arrivo del vicepremier Antonio Tajani, la settima edizione del Premio Giornalistico Nazionale e, a conclusione, il grande spettacolo serale di Enrico Montesano.

Jenne rinnova l’antica tradizione del “Fiore” di San Rocco: nel 2026 l’onore a Mattia Proietti

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JENNE – Fede, tradizione e profonda emozione hanno caratterizzato ieri sera, 15 agosto, uno dei momenti più identitari delle celebrazioni dedicate a San Rocco, patrono di Jenne: l’antica cerimonia del “Fiore”. Per l’edizione 2026 l’onore di custodire e portare il simbolo del Santo è stato conferito a Mattia Proietti, protagonista di un rito che da generazioni accompagna la vita religiosa e civile del borgo della Valle dell’Aniene.

La cerimonia del Fiore rappresenta infatti molto più di un semplice momento inserito nel programma dei festeggiamenti patronali. È un’antica consuetudine nella quale si intrecciano fede popolare, storia e istituzioni e che ogni anno, tra il 15 e il 16 agosto, rinnova il profondo legame della comunità jennese con San Rocco.

Come vuole la tradizione, è il sindaco a conferire l’insigne compito di custodire e portare il “Fiore”, individuando una persona o una realtà alla quale attribuire questo particolare riconoscimento. Negli anni l’onore è stato assegnato a cittadini e gruppi che, per differenti motivazioni, hanno rappresentato valori, impegno e senso di appartenenza alla comunità.

Quest’anno la scelta è ricaduta su Mattia Proietti, che ha vissuto il cerimoniale in un clima di grande partecipazione ed emozione, circondato dalla comunità riunita per rendere omaggio al proprio Santo Patrono. Il sindaco nel suo tradizionale discorso di ieri pomeriggio ha enunciato la motivazione.

Il rito prevede che la statuetta di San Rocco e il Fiore vengano condotti verso la chiesa parrocchiale accompagnati dalla banda musicale. A scandire questo suggestivo momento è tradizionalmente “La Merope”, antica marcia di San Rocco, profondamente legata alla memoria collettiva del paese. Segue quindi la processione per le vie del borgo insieme alla macchina del Santo, in un’atmosfera nella quale devozione e tradizione popolare diventano un tutt’uno.

Anche la conclusione delle celebrazioni conserva un preciso significato simbolico. Nella serata del 16 agosto, dopo il vespro, l’amministrazione comunale riconduce la statuetta e il Fiore in Comune. Un passaggio che, secondo quanto tramandato e documentato negli anni, sancisce simbolicamente il reciproco riconoscimento tra l’autorità religiosa e quella civile e potrebbe affondare le proprie radici negli accordi e nelle consuetudini sviluppatisi dopo l’Unità d’Italia.

Una tradizione antica che Jenne continua dunque a custodire gelosamente e a tramandare alle nuove generazioni. Il Fiore di San Rocco torna ogni anno nelle mani di persone diverse, ma conserva immutato il proprio significato: rappresentare una comunità che si riconosce nelle proprie radici, nella fede e nel senso di appartenenza a un borgo nel quale le tradizioni continuano ad essere parte viva del presente.

Con la cerimonia di ieri alla presenza del sindaco Giorgio Pacchiarotti, del vice Cristiano Lauri e di componenti l’amministrazione comunale,  sono entrati nel vivo i solenni festeggiamenti in onore di San Rocco, una delle ricorrenze più sentite dell’anno a Jenne, capace ancora una volta di riunire residenti, jennesi tornati nel paese per le festività estive e numerosi visitatori.

Lutto per la scomparsa del caro Mario Iona

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Ieri sera dopo lunga malattia all’età di anni 85 presso Isola del Liri (FR) è mancato all’affetto dei suoi cari 

MARIO IONA

Lascia la moglie,  i figli, i nipoti ed i parenti tutti. 

I funerali avranno luogo domani giovedì 13 agosto 2026 alle ore 16.00 presso la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Trevi nel Lazio (FR). 

Trevi nel Lazio, 12 Agosto 2026

L’amministrazione comunale di Jenne esprime vicinanza e cordoglio al figlio Alberto, alla nuora Lorena Lauri, ai nipoti Ivan ed Alessio, nonchè ai familiari tutti.